NewTuscia – BASSANO ROMANO – “Gli Stati riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco ed alle attività ricreative proprie della sua età”.

Questo è quanto sancito parco bassano romano1 parco bassano romano2dall’articolo 31 della convenzione sui diritti dell’Infanzia. Uno dei più elementari principi posti alla base del vivere civile e del crescere sano di una collettività. Concetti chiari nella forma e offuscati nella sostanza nel nostro comune, dove da parecchi anni, alcun finanziamento mirato viene chiesto, dove in piena stagione estiva (chiusura delle scuole e degli asili) il parco pubblico – unico ritrovo per i bambini, dopo il quale, esiste solo la strada – risulta incomprensibilmente chiuso.
Solo dopo le pressanti proteste, la giunta Maggi si è decisa ad aprirlo finalmente domenica 25 giugno.

La gestione dei lavori al parco pubblico è stata a dir poco disarmante: ci sentiamo in dovere di mostrare solidarietà ai tanti bambini, mamme e nonni costretti, per molti mesi, a ritagliarsi spazi alternativi.

Come in tanti nel paese, abbiamo notato questo stato di cose, però, non potevamo fare di più, se non far sentire la nostra voce in consiglio comunale o tramite le ripetute istanze al protocollo.

Negli ultimi giorni abbiamo svolto in zona continui sopralluoghi, abbiamo ascoltato dalla viva voce delle mamme le loro proteste, i loro consigli, il loro disappunto.
L’inizio dei lavori, e soprattutto il ritardo nella consegna, ha comportato evidenti disservizi tra la popolazione che era solita trascorrere qualche ora all’aperto. Per non parlare poi del gigantesco avviso di inizio e fine lavori, fatto dolosamente sparire, quando si sono resi conto che il 4 maggio, data indicata come quella di apertura, non sarebbe mai stata rispettata. Tant’è che il profilo FB del comune è stato preso d’assalto dalle continue domande: “Quando aprite il parco”, “possiamo avere informazioni”?

E che dire dei nostri piccoli concittadini, obbligati a giocare a calcio sul selciato, tra sfreccianti biciclette e le carrozzine dei neonati.

L’inaugurazione del parco, inizialmente prevista per il 4 maggio scorso, ha avuto una serie di problematiche che hanno portato – come detto – solo il 25 giugno prossimo all’apertura dei cancelli della villa comunale di Via della Resistenza. Due mesi circa di ritardo, senza che la giunta Maggi, facesse mea culpa, che, uniti ai mesi di effettivi interventi, hanno comportato tutta una serie di inconvenienti fortemente rappresentati dalla popolazione. E le numerose rimostranze – tantissime delle quali giunta proprio da mamme e nonni – circa la possibilità di predisporre un campetto da calcio? Respinte.

Cosa dire poi dei costi? 75mila euro – questo l’esborso per l’intera opera – molti dei quali (11.500 + iva) assorbiti dall’inutile spostamento della fontana. Che, uniti ai 16.000 per il costo originario, fanno la bellezza di 27.500 di finanziamento nel corso degli anni sul groppone di noi bassanesi per un’opera che a molti è sembrata assolutamente superflua.

Per non parlare dell’istallazione dei giochi che, secondo le normative di sicurezza EN 1176 e 1177, deve essere fatta in base a particolari criteri. Vedremo il giorno dell’inaugurazione se questi requisiti fondamentali verranno rispettati.
Come consiglieri comunali avremmo preferito che queste cifre fossero destinate alle vere priorità di cui necessita il paese e non a superflui spostamenti di fontane, staccionate e fiori.
Sperando in futuro in un maggiore senso di responsabilità verso le scelte che coinvolgono la cittadinanza circa un bene, il parco pubblico appunto, autentico cuore pulsante di iniziative socio-ricreative.

La villa comunale rappresenta uno spazio aggregativo importante, al centro del paese, con spazi rilevanti, dove i genitori sono soliti trascorrere qualche ora insieme, in sicurezza, lasciando giocare i propri figli, socializzando.

Al bando quindi lo sfarzo e le manie di grandezza. Diamo spazio, invece, ai bisogni reali e concreti dei bambini.

 

I consiglieri comunali

 Alfredo Boldorini

Luigi Quaglia

Carlo Pellegrini