Offese a Montefiascone: Moscherini chieda scusa

NewTuscia – MONTEFIASCONE – Non serve ricordare a tutti la rilevanza storica che Montefiascone ha avuto nella storia locale e non solo. Terra di Papi, artisti e influenti uomini politici, Montefiascone è stata oggetto nelle ultime ore di frasi indicibili da parte del candidato a sindaco di Tarquinia, Gianni Moscherini.
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Siamo certi che quella di Moscherini sia stata una battuta mal riuscita e, perché no, presa fuori contesto. Ne siamo certi. Perché il suo progetto di porto a Tarquinia cui far attraccare navi da crociera di minore grandezza, al fine di portare giovamento economico a tutta la Tuscia, essendo un’idea elettorale, rientra ovviamente nel panorama degli interessi settoriali e politici di un pretendente alla carica di sindaco di Tarquinia. Dal nostro osservatorio la battuta è fuori luogo in primis perché il candidato sindaco corre per Tarquinia, quindi qualsiasi riferimento extratarquiniese, oltre a non competergli, deve tenere conto dell’impatto sull’opinione pubblica sulle altre comunità. Quindi, nel caso Moscherini diventasse sindaco, dovrebbe spiegare ai tarquiniesi che concetto ha di istituzione se parla in quel modo.

Per nostra scelta, che deriva dal rispetto dei candidati alla carica di sindaco, non abbiamo mai ricordato i passati giudiziari dell’ex sindaco di Civitavecchia, che deve essere giudicato per il programma che ha per Tarquinia e il suo lavoro concreto. E basta. Ma definire, anche per sbaglio, “schifoso” un paese della Tuscia, come Tarquinia ricco di storia, cultura e ricchezze storico-ambientali, è almeno una gaffe per non dire assurdo e vergognoso.

Il fatto dovrebbe concludersi con un comunicato di scuse o, almeno, di chiarimenti da parte del candidato sindaco Moscherini, riferito a tutta la comunità di Montefiascone. Ne gioverebbe un rinnovato clima di fair play istituzionale e, soprattutto, il rispetto per un paese intero.

Se poi Moscherini si facesse un giretto di questi tempi sul lungolago di Montefiascone, lo sfideremmo a ribadire il suo maleducato epiteto di fronte a un tramonto su lago visto, magari, dal Belvedere…