No alla geotermia, se ne parla in un convegno ad Ischia di Castro

Centrale geotermoelettrica di LateraNewTuscia – ISCHIA DI CASTRO – “No alla speculazione geotermica”. La Tuscia, trasversalmente, si riunisce in un’assemblea pubblica.

Lunedì 19 giugno, alle ore 18, nei locali dell’auditorium comunale di Ischia di Castro (ex cooperativa Pianetto), si terrà un incontro aperto alla cittadinanza, promosso dal comitato “Farnese – Ambiente, salute e territorio”; col pieno appoggio del sindaco di casa, dottor Salvatore Serra, e del pariruolo di Farnese Massimo Biagini.

La data segue al primo incontro di Farnese dello scorso 20 maggio. In quell’occasione numerosi primi cittadini della provincia firmarono un documento congiunto, nel quale si dichiararono fortemente contrari al progetto di ricerca “Piana del diavolo”, che prevede quattro perforazioni nei due borghi sopracitati.

E proprio da tale progetto ripartirà questa sessione di dialogo, allargando gli orizzonti a quante più autorità possibili non riuscirono ad intervenire in maggio. Ma non solo, nell’ultima settimana il geotermico è tornato a far parlare di sé: Enel Green Power ha infatti presentato alla Regione Lazio istanza di “Valutazione impatto ambientale (Via, ndr)” per la riapertura della centrale geotermoelettrica di Latera. La stessa che fu chiusa nel 2002 da Enel a causa dei malfunzionamenti e dei gravi problemi ambientali che provocò  in pochissimi giorni di attività.

Non solo. Accanto all’istanza di Enel Green Power e ai pozzi geotermici previsti nel progetto di ricerca “Piana del diavolo”, vi è anche una terza iniziativa a tema geotermico a media-alta entalpia: una società privata, ha presentato al Ministero dello Sviluppo economico il progetto per un impianto pilota, sempre a Latera, di fronte alla vecchia centrale.

L’incontro di lunedì, tornando al presente, è pensato come una tavola rotonda in cui gli onorevoli della provincia, i consiglieri regionali, il presidente della Provincia e i sindaci si confronteranno, con lo scopo di creare un fronte comune e compatto che si opponga a livello amministrativo a tale accerchiamento.

“Un’occasione ghiotta di cooperazione – spiega il Comitato – E una giornata di dialogo e di presa di coscienza per quanti ancora digiuni della materia. Invitiamo a partecipare tutti i sindaci e tutti i cittadini del comprensorio. La Tuscia è sotto assedio, e non solo la parte Alta rischia di cadere in mano a speculazioni del genere. Il problema riguarda tutti. Ringraziamo quindi già ora gli onorevoli, i consiglieri regionali ed il presidente della Provincia per essersi presi carico delle nostre istanze, portandole a conoscenza del Parlamento e della Regione. Solo istituendo un fronte comune si potrà difendere un territorio, la Tuscia, che ha decisamente bisogno di altri interventi e di una politica che miri a tutelare il paesaggio, la sua vocazione agricola legata al microturismo, e che non comprometta la salute delle popolazioni”.