Il passaggio pedonale della morte sulla Cassia a Monterosi: non sono bastati i lutti per metterlo in sicurezza (Foto e video)

Gaetano Alaimo

NewTuscia – MONTEROSI – Di promesse e belle parole tante. Di fatti zero. Era il 3 dicembre 2011, intorno alle 20.30, quando la signora Oriana Chirieletti, in compagnia del marito, stava attraversando il passaggio pedonale che, dall’Agip posto all’intersezione esatta della Cassia che si dirama in direzione Ronciglione a destra e verso Vetralla a sinistra, porta a un ristorante dall’altra parte della carreggiata. Proprio a metà dell’attraversamento pedonale la fatalità era in agguato. Un 30enne alla guida di una Alfa 147, provenendo a velocità sostenuta,  non si accorse di Oriana, prendendola in pieno e uccidendola sul colpo.

Ebbene. Dopo il terribile incidente moincrocio della morte4rtale la figlia di Oriana, Giorgia Moretto, ha subito iniziato la sua battaglia personale per denunciare lo stato di totale pericolosità e abbandono dell’area in cui sua madre ha trovato la morte. Nessuna luce, marciapiedi non segnalato e invisibile quando è buio, stato dell’asfalto ormai da no comment.

Dopo anni di segnalazioni e numerose visite in Provincia, Giorgia Moretto riceve nel 2015 (quindi ben 4 anni dopo l’incidente mortale della madre) una risposta dal presidente della Provincia di Viterbo, Mauro Mazzola, che prospetta due soluzioni: pali della luce sul posto o strisce pedonali molto visibili e luminose. Giorgia ci crede e aspetta che, malgrado non sia della Provincia la gestione di quel punto della Cassia, qualcosa si muova. Il costo dell’operazione di messa in sicurezza è irrisorio, 10 mila euro circa. Cifra che la stessa Giorgia si dichiara disponibile a versare pur di evitare altri lutti come quello che l’ha colpita. Ci crede fortemente che, dopo anni, quel maledetto punto venga messo in sicurezza ma, passano i mesi, e nessuno arriva per i lavori. Giorgia torna più volte in Provincia ma o non riceve notizie o il diniego a qualsiasi iniziativa personale non autorizzata da chi è competente.

Intanto siamo arrivati nel 2016 e conosco Giorgia personalmente all'”Isola che non c’è”, la maratona in streaming creata da Fondazione e Gianmaria Santucci per parlare di sviluppo del territorio mediante un brainstorming con tutte le associazioni e le realtà più vive della Tuscia. Siamo stati io e Anna Maria Lupi a fare le interviste e, dopo decine di persone ascoltate, conobbi Giorgia Moretto, che mi parlò del suo dramma. Si commosse e le promisi che mi sarei mosso per cercare di riportare la massima attenzione su un fatto tuttora incompiuto: la messa in sicurezza dell’incrocio della Cassia in direzione Vetralla da Monterosi.

Giorgia è arrivata a minacciare anche azioni clamorose come l’incatenarsi per protesta a quell’incrocio maledetto. Dopo averla conosciuta per l’intervista, con Giorgia ci siamo risentiti qualche settimana fa e abbiamo fatto il punto su ciò che era successo nell’ultimo anno. Per dirla in breve, anzi, in brevissimo: nulla! Abbiamo quindi deciso di andare personalmente a documentarci su quel passaggio pedonale maledetto e, come si può vedere dai video e dalle foto che abbiamo scattato, anche quando c’è la luce si rischia di essere presi sotto perché le auto sfrecciano ben oltre i 100 km/ora non essendoci, prima, né cartelli che indicano di rallentare né, tantomeno, un autovelox a fungere da deterrente alla velocità. La cosa assurda è che nell’area di Campagnano Romano, poco più giù, ormai ce ne sono tanti ma la pericolosità del tratto non è neanche lontanamente raffrontabile con quella in cui ha perso la vita la mamma di Giorgia. Perché non iniziare le procedure per richiedere un autovelox proprio prima di questo tratto?

Per quanto riguarda il buio totale del tratto dopo il tramonto, c’è davvero da rabbrividire: nessuna luce, nessun marciapiede lampeggiante o sistemi di sicurezza, nessuna indicazione della pericolosità del punto. Ed ecco che continuano a sfrecciare auto e moto a velocità sostenuta in un tratto in cui il limite dovrebbe essere quello urbano.

Poche, semplici domande: perché dopo tanti proclami quel tratto, ormai funesto per i tanti lutti creati, è ancora in quello stato? Sappiamo che non è un problema di costi, servendo poche migliaia di euro (offerti dalla stessa Giorgia, pur di agire) per la messa in sicurezza. Allora perché tanto lassismo? E’ l’Astral competente per la manutenzione del tratto di Cassia da Monterosi verso Viterbo? Se sì cosa aspetta ad intervenire? E la Provincia col presidente Mazzola, perché dopo i proclami sono rimasti inermi?

Devono esserci altri morti per intervenire? Per ora ci fermiamo qui e proponiamo i video e le foto che, più di ogni scritto, dimostrano quanto questo marciapiede sulla Statale Cassia sia non solo inadeguato ma, direi, incredibilmente lasciato allo sbaraglio. Presto torneremo su questo caso.

 

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