Le mezze verità di Caci: la scure della Tari si abbatte sulle strutture recettive

stefano sebastiani
Stefano Sebastiani

NewTuscia – MONTALTO DI CASTRO – Manca poco alle prossime elezioni  e vengono giocati gli ultimi colpi della campagna elettorale.  Come cittadino svincolato da ogni interesse elettorale sento il dovere di difendere i miei concittadini da ciò che considero dei soprusi ai loro danni.

Ad affermarlo Stefano Sebastiani dell’Associazione Esse. L’amministrazione Caci ha iniziato da tempo imponenti lavori di rifacimento di strade (non quelle periferiche che necessitano veramente di essere ripristinate) e nuovi cantieri, alcuni aperti e richiusi in fretta e furia per cause inspiegabili (come quello tra via degli Oleandri e viale dei Pini o lo scempio in prossimità del Borgo Vecchio di Pescia Romana). Sappiamo tutti che si tratta dei cosiddetti “specchietti per allodole”, come del resto lo è stata in passato la vicenda del cimitero di Pescia Romana. Solo che in quel caso i cittadini vicini all’area individuata hanno dovuto sborsare di tasca loro migliaia di euro per tutelare la legalità dinanzi al TAR del Lazio. L’ultima trovata che questa amministrazione ha architettato è stato sostenere una fantomatica riduzione delle tariffe per la raccolta dei rifiuti per il 2017. Dopo ave pubblicizzato ai quattro venti il 30 marzo 2017 l’approvazione di “Riduzioni per aziende e famiglie”, si è scoperto che Caci e company in realtà hanno dato corso, per alcune imprese evidentemente non amiche, ad aumenti a tre zeri.

Alcune delle aziende oppresse, tra cui figurano campeggi e stabilimenti balneari, hanno subito incrementi anche del 480 %. Tutto ciò avrà sicuramente ricadute sull’occupazione. Non parliamo dei poveri esercenti dei mercati settimanali le cui tariffe sono aumentate anche del 2500 %. Forse scontano il fatto di non essere residenti e non votare a Montalto. Con un succinto comunicato del 30 maggio scorso, Caci ha sostenuto che le nuove tariffe sono state adottate obbligatoriamente su disposizione del Ministero dell’Economia e Finanze. Si è dimenticato tuttavia di dire, come spesso gli capita ultimamente, che proprio le disposizioni che hanno introdotto la TARI consentono di posticipare l’impiego dei parametri ministeriali sino a tutto il 2017 e già si parla di ulteriori deroghe. Si sarebbero quindi potute utilizzare ancora quelle del 2016, infinitamente più basse. Caci si propone di creare sviluppo e lavoro ma a noi sembra che voglia terminare la sua permanenza a capo della Giunta in malo modo. E’ chiaro a tutti ormai che il gioco è stato architettato per racimolare risorse economiche da destinare al pagamento dei numerosi cantieri della speranza, progettati per sostenere la sua campagna elettorale. Ma si sa, chi di speranza vive, disperato muore!! A questo aggiungiamo il fatto che, assorbiti dalla strenua campagna elettorale, Caci e compagnia si sono “dimenticati” di approvare il bilancio. Cosa ci nasconde Caci? Cosa troverà chi dovesse vincere le prossime elezioni?