Loredana Vaccarotti

NewTuscia – ROMA – Per chi se lo fosse perso, il presidente Usa Donald Trump è arrivato nel tardo pomeriggio di mercoledì a Roma per la visita in programma nella Capitale. L’Air Force One con a bordo il presidente è atterrato alle 18.30 sulla pista 3 dello scalo romano. Ad accogliere all’aeroporto Trump e la moglie Melania, il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Dopo di loro, dall’Air trump tottiForce sono scesi Ivanka Trump, in bianco, e il marito Jared Kushner.
A scortarli un’ampia delegazione Usa, costituita da 70 auto, un vero e proprio corteo. E qualcuno distratto si sarà chiesto se fosse morto un altro componente di Casamonica.

Il piano di sicurezza in pompa magna non ha facilitato l’organizzazione romana dovuta agli appuntamenti e agli spostamenti separati della famiglia presidenziale che hanno imposto misure di sicurezza ancora più elaborate del previsto. I percorsi e i presidi sono stati definiti dalla Questura, con un dispiegamento di uomini e mezzi che includendo il reparto antiterrorismo, i tiratori scelti, gli artificieri, la polizia ferroviaria, i nuclei mobili di pronto intervento, gli uomini dei carabinieri e della Guardia di Finanza e dove non bastasse buche antiterrorismo e fosse comuni. I cecchini scelti sembrino essersi nascosti dietro le montagne di spazzatura lungo alcuni tratti.
Immaginatevi ora voi, una giornata infrasettimanale di caos tipico romano, e per fortuna che non pioveva.

Traffico in tilt dalle 18,45, con gli automobilisti romani che si sono trovati letteralmente intrappolati nelle corsie laterali della Cristoforo Colombo e in quella centrale della grande arteria che va verso il centro, a causa del passaggio del corteo. Le vie di accesso alla Cristoforo Colombo, direzione centro, sono state completamente sbarrate e gli automobilisti sono rimasti in coda. A motore spento, qualcuno ha anche cercato di arrampicarsi sul tetto dell’auto per vedere le macchine del corteo. Già m’immagino le grida dei vocioni romani che se ne sono usciti con: “Aho’, daje che me stà a scadè ‘a patente; ahò, ma che ciai preso ‘a residenza a ‘sto semaforo o stai ‘aspettà il viola?; scansate che sinnò te spiano; movite o te mischio come un mazzo de carte; ciai la targa con scritto Cartagine.

Sono state vietate persino le affissioni di cartelloni anti Trump, lungo le strade che percorrevano il corteo presidenziale… così è stato…ma quanto siamo disciplinati noi italiani! Tutto alla lettera e infatti! Cartelloni no…

SEMBREREBBE TUTTO PERFETTO MAH!

Se non fosse per dei balenghi che alla vigilia dell’incontro tra Papa Francesco e Donaldone mondiale, attivisti di Greenpeace, sono entrati in via della Conciliazione con in tir e hanno proiettato sulla cupola di San Pietro la scritta “Planet Earth First” in risposta al motto americano “America first“ beh che dire, un’idea luminante!

Guardate voi stessi, secondo me era per farlo sentir a casa, luci dappertutto.

In occasione della trasferta romana in Vaticano per l’incontro fra Donald Trump e Papa Francesco, le donne Trump hanno sfoggiato un look total black, una mise super castigata, composta da un pizzetto nero (tipico anni 1970, ancora usato nei paesisan pietroni entroterra isolani) ma firmato da Dolce & Gabbana, con tanto di veletta nera e capelli raccolti…non so a voi ma a me hanno ricordato tanto il (Il padrino)

Meno male che a dare un po’di colore ci fossero le guardie svizzere

Il piano varato per proteggerlo secondo un modello denominato “ball to ball”, ma qui di ball (e) ne vedo altre ad occhio nudo.

Nell’incontro con il Pontefice c’è stato il consuetudinario scambio di doni. Il Papa ha donato a Trump l’enciclica sull’ambiente…Mah! si sarà detto “carta sprecata” che sicuramente la userà o per la stufa a cherosene o per collaudare l’inceneritore.
Mentre Trump ha regalato al Papa un cofanetto di libri di Martin Luther King sui diritti civili,
tanto lui non sa che farsene, non lo hanno voluto neanche gli Stati Arabi…a quanto pare anche i potenti riciclano regali.

Tra i vari incontri da programma non poteva mancare quello con il nostro Presidente di Consiglio Gentiloni, a quanto pare il Trump nazionale lo ha fatto attendere 10 minuti.
Probabilmente deve aver visto tutti i tutorial di Berlusconi su “come fare figure di merda agli incontri internazionali” e gli sarà sembrato come fare gli onori di casa.

Gentiloni si è detto soddisfatto del modo in cui l’Italia s’è presentata al G7, i disoccupati erano tutti lì a fare foto.

Il Presidente dal ciuffo arancione a mo’ di pajata in testa, è venuto in Italia anche per partecipare all’incontro del G7, cioè dei potenti, tenutosi il giorno 26 maggio a Taormina.

Per l’occasione del G7 un’altra farsa dell’accoglienza italiana: in tale occasione, in Sicilia è stato deciso di bloccare gli arrivi dei migranti. Ragione di sicurezza che valgono solo pe i capi di Stato. Chissà, magari sarà la volta buona che le ONG faranno ricadere sui proprio Paese di origine i costi delle loro og7pere di bene.

In questa occasione non sono potuti approdare le navi-ONG e non- cariche di migranti clandestini, per ovviare il pericolo di una minaccia islamica. Il capo di polizia F.G., ha chiuso Schengen dal 10 al 30 maggio

Per cui, tutti i porti siciliani sono stati chiusi ai migranti, tanto per mettere i puntini e far capire che tipo di accoglienza l’Europa ha in mente per loro.

Tanti gli argomenti per cui discutere: si parla di ambiente, di immigrazione, terrorismo, commercio e clima. Mentre i leader discutono, le first lady si buttano a fare shopping sfrenato a Taormina, beh! almeno loro l’accordo lo hanno trovato. Mentre la Merkel è impegnata a comprarsi la Sicilia.

Accordi su migranti e clima non c’è intesa: peccato, in fondo non era male l’idea di Trump di usare degli schiavi nubiani, per rinfrescarci agitando ventagli di piume di struzzo nelle giornate afose.
E alla fin dei giochi al G7, non passa il piano italiano sui migranti: in pratica si è speso milioni per organizzare l’incontro di condominio più costoso della storia e il risultato è un “aiutiamoli a casa loro” che Salvini ci avrebbe detto gratis.

Sul tema clima Gentiloni afferma “non può piovere per sempre governo ladro”

Unico accordo preso l’accordo sul terrorismo:
Il lunedì gli vende le armi la Francia, il martedì gli USA, il mercoledì la Gran Bretagna, il giovedì l’Italia, il venerdì il Canada, il sabato la Germania e la domenica il Giappone.

I delegati africani presenti rappresentanti di Tunisia, Niger, Kenya, Nigeria ed Etiopia si sono occupati di catering sono arrivati per apparecchiare.

Ed a pancia piena, non resta che guardare in aria, ogni buon proposito o buona idea è volata via, anche questo G7 di Taormina, nulla.

Di fatto sul clima: si doveva affrontare il surriscaldamento globale ma poi Trump ha fatto scendere il gelo.

Tra le curiosità: al pranzo ma che si saranno mangiati?

Grande carrellata di assaggi della cucina culinaria italiana, tra i quali spiccano: Brandacujun piemontese, stoccafisso, Puzzone di Moena, il bastardo del Grappa, strozzapreti, i coglioni del mulo, le palle del nonno, cazzimperio, pane cafone, i spaghetti alla puttansca, minni (tette) di virgini, i cazzetti d’angelo, le fichette tricolori, i grattaculi, il pollu cusutu ‘nculo.Trumpone ama hamburger e polpettone, non beve caffè, tè o alcool, e mangia solo gli ingredienti sulla pizza, scartando la pasta…come mangiare cannolo alla siciliana e buttare il cannolo E da bravo uomo d’affari, consuma il pranzo alla sua scrivania…per cui sembrerebbe non facile di forchetta…ed invece no! A Taormina i coniugi si sono fatti il bis sul tortello ripieno di basilico e pecorino siciliano con il gambero rosso di Mazara del Vallo e la menta fresca …strano niente cassate. Mentre Shinzō Abe sembrerebbe aver avuto qualche difficoltà ad aprire i ricci con le bacchette.

E per terminare come non accennare allo sfoggio dei vestiti e mise elegantissime. La first lady indossa un soprabito da 51mila dollari, la nuova francescana… chissà quanto costa a Trump farla spogliare.

Per Melania Trump un paio di scarpe impreziosite da 8mila cristalli Swarovski mentre Angela Mekel ha sfoggiato il classico sandalo con calzino.

Metafora:

Disse un Porco alla Quercia:

-“Tu sei grande, forte e potente! E’ tanto che t’ammiro”

-“ Lo so,-rispose lei con sospiro,-è un pezzo che ‘ingrassi co’ le ghiande”.

Trilussa