“Lore Ortano”: un libro sull’eco della memoria che si fa cultura popolare nelle tradizioni, nei miti e nelle leggende della città

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Con la pubblicazione di “Lore Ortano”, edito dalla S.ED. Editore di Viterbo, che verrà presentato al pubblico domenica 11 giugno alle ore 18 presso il Palazzo di Vetro di Orte Scalo, nell’ambito delle feste patronali di Sant’Antonio, gli autori Vincenzo Cherubini, En

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rico Fuselli e Wladimiro Marcoccio ci invitano a  conoscere e approfondire  le tradizioni e le leggende della nostra Città, conducendoci in un’operazione collettiva di riappropriazione dell’identità culturale, delle tradizioni popolari e delle radici nella storia e nella tradizione popolare, mettendo in luce  eventi storici, naturalistici, tradizioni e leggende altrimenti destinati all’oblìo.

La tradizione popolare che questo lavoro intende preservare  rispecchia i tratti storici, politici, culturali e religiosi della nostra  comunità.

La storia locale e la tradizione popolare testimoniano nei suoi multiformi aspetti, la secolare cultura di una popolazione, in particolare gli autori, ognuno appassionato ed esperto in un ambito culturale  della Città hanno approfondito alcune delle tradizioni e miti più avvincenti, tramandati dalle generazioni attraverso la tradizione orale  e cristallizzate  in fonti storico- archivistiche di rigore scientifico elaborate sia da storici del rango di Plinio il Vecchio autore de il ”De naturalis Historia” in particolare per il Lago Vadìmone, gli storici Giusto Fontanini e  Lando Fontanini,  gli storici eruditi compilatori di Enciclopedie del secolo XIX.

Il magico Lago Vadìmone Con un’articolata e coinvolgente raccolta di dati scientifici e storici gli autori ci condurranno nelle avvincenti  leggende che da sempre aleggiano sul lago sacro agli Etruschi e successivamente ai Romani.

La leggenda della giovane Bertrada E’ una delle più struggenti leggende popolari legate alle superstizioni del popolo nel più buio Medio evo, in occasione di gravi malattie contagiose come la peste, una strega, abusando della credulità e dell’esasperazione  del popolo impone che si sacrifichi una fanciulla illibata per placare la pestilenza. Nei tafferugli legati al rapimento della giovane Bertrada dalla sua casa per il sacrificio pagano, il vescovo di Orte Damaso, cieco e malato, accorso per difendere la fanciulla e  dissuadere la folla dalla follìa della superstizione,  viene ucciso dalla folla  e la bella Bertrada viene messa in salvo da un giovane cavaliere. La triste leggenda si conclude con due diversi finali, il primo in cui si perdono le tracce dei due giovani ed il secondo, più tragico, si conclude con la morte per spavento della giovane.

La Casa delle  Streghe Così  sono definite dallo storico Lando Leoncini alcune costruzioni in rovina in località Campo Antico e “Solfarata”, a causa dello sgradevole odore dovuto nella tradizione popolare alla presenza di streghe, definite “mala razza”.

Il Castellaccio di Baucche Legato alle due leggende che gli Autori ci illustreranno, sul fatto della storia di una donna mutata viva nelle mura del castello e della presenza di un tesoro all’interno del castello stesso.  Il Folklore popolare presenta molte analogie con la tradizione religiosa dei popoli; entrambi, infatti, traggono origine da un miscuglio di miti e leggende, usanze e credenze che risalgono ai primordi della civiltà o ad antichità remote che si ispirano a pratiche religiose d’indubbio sapore paganeggiante, le leggende del Lago Vadìmone che legano le qualità magiche attribuite alle sue acque dagli Etruschi ai Romani, alle più recenti credenze dei contadini del luogo.

Proba Sempronia Falconia poetessa latina del IV secolo d.C.   In questo contesto di riscoperta delle migliori tradizioni e leggende popolari della città di Orte, chi scrive ha redatto la prefazione del Libro ed  ha proposto di delineare la figura leggendaria di Proba Sempronia Falconia, pagana nello stile e cristiana nei contenuti.  Proba compose il  “Cento Vergilianus de laudibus Christi”,  la cui edizione a stampa del 1472, fu probabilmente la prima pubblicazione di un’opera composta da una donna. Proba Sempronia Falconia Poetessa Latina è la figura di una donna patrizia romana che nel IV secolo d.C. ha onorato la città di Orte nel campo dell’arte e della poesia.  Giovanni Boccaccio la inserì tra le donne illustri nel suo De mulieribus claris, compose il  “Cento Vergilianus de laudibus Christi”,  la cui edizione a stampa del 1472, fu probabilmente la prima di un’opera composta da una donna.

Lo studio  “delle trazioni popolari”, consente di riscoprire la civiltà d’intere regioni e nazioni, il cui ricco patrimonio spirituale e culturale apporta contributi notevoli alla sociologia contemporanea, intesa come scienza metodica e sistematica del moderno e del post – moderno.   Ecco perché l’istituzione delle Regioni, oltre a rappresentare un bisogno di autonomia e di decentramento dal potere centrale, ha risvegliato l’interesse per le varie forme d’espressione dell’anima popolare riandando alla scoperta di: miti, fiabe, racconti, leggende, canti, poesie, melodie, riti, cerimonie, detti, proverbi, credenze magiche che sussistono nella società odierna.