“Futuro della politica di coesione dopo il 2020”

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – Con l’approvazione l’ 11 maggio del parere sul “Futuro della politica di coesione dopo il 2020” si conferma la scelta di campo di Regioni ed enti locali europei a favore della storica politica dell’Unione Europea.

Il Futuro della politica di coesione territoriale si ripercuote sulle scelte concrete per    costruire e manutenere  gli acquedotti nei Comuni, le strade rurali, la realizzazione di interventi infrastrutturali, di integrazione dei disoccupati, sulle politiche di inclusione attiva per chi mostra disagi sociali e situazioni di povertà e solitudine di cittadini italiani.

In una fase delicata per l’Unione arriva un segnale forte di fiducia e sostegno perViterbo_Santa_Maria_in_Gradi la principale politica di sviluppo di cui sono titolari le istituzioni comunitarie.

“Abbiamo fatto un grande lavoro come delegazione italiana – ha commentato Micaela Fanelli, sindaco di Riccia (Campobasso) e coordinatrice della delegazione italiana al Comitato delle Regioni – e, in particolare, come delegazione dei Comuni. Un doveroso ringraziamento per l’impegno rigorosamente trasversale a tutti i colleghi in primis ad Enzo Bianco, Piero Fassino, Mauro D’Attis, Guido Milana  ed il presidente della commissione Coter, Cattaneo.

Abbiamo sostenuto con forza la necessità delle politiche di coesione – ha continuato Fanelli – che per intenderci sono quelle che in Italia vedono i Comuni secondi beneficiari. Parliamo di cose vere che interessano i cittadini: interventi che fanno fare gli acquedotti nei Comuni, le strade rurali, interventi infrastrutturali, integrazione disoccupati, politiche di inclusione attiva per chi mostra disagi sociali e situazioni di povertà e solitudine”.

 “Stiamo lottando con forza – ha aggiunto il sindaco di Riccia – perché l’Europa metta queste azioni al centro delle proprie politiche”, ha proseguito Fanelli “abbiamo portato avanti diverse proposte per mantenere invariata la dotazione finanziaria, per riuscire a utilizzare indicatori che servono a fotografare meglio l’Italia come la disoccupazione e i livelli di povertà, rispetto ad altri indicatori come il Pil che non ci fotografano altrettanto bene”.

Fanelli ha poi posto l’accento sulla questione migranti. “Permane comunque qualche criticità ancora irrisolta emersa in particolare al momento del respingimento dell’emendamento italiano che mirava a far in modo che le risorse dei fondi strutturali potessero andare in quei Paesi che attuano i diritti umani e ci riferiamo a quelli che hanno la capacità di accogliere i migranti”.

“Ci sono infatti dei Paesi – ha spiegato – che hanno un forte beneficio dai fondi strutturali ma che parallelamente, non vogliono accogliere. Per noi, invece, la Costituzione dei diritti fondamentali è importantissima ed i diritti e i doveri in Europa devono essere paritari per cui chi non tiene in giusto conto questi aspetti non sia beneficiario dei fondi strutturali”.

“Voglio inoltre sottolineare che anche il governo italiano ha sposato questa posizione ed è ovvio, che adesso, dovrà essere portata avanti dal ministro de Vincenti che ha accolto questa sollecitazione. E quindi con soddisfazione – ha concluso – esprimiamo un favore nei confronti del governo italiano che ha deciso di camminare insieme a noi in questa che è una battaglia per rafforzare il cuore bello dell’Europa, vale a dire quello di dare una mano a chi ha bisogno e di non parlare solo di austerità e di questioni finanziarie”.