Alessia Fuschino

NewTuscia – La lenticchia, detta anche lente, e carne dei poveri è il più antico legume coltivato dall’uomo.

Le lenticchie sono semi contenuti in baccelli rettangolari e schiacciati, simili a monete o a lenti, di colore variabile tra il giallo-verde, il rossastro, il bruno e il nero. Ricche di proteine ne esistono tante varietà. Sono tanti i piatti gustosi che possono essere cucinati con le lenticchie per il nostro benessere e per un’alimentazione ipocalorica. Inoltre sono da sempre considerate portafortuna, come simbolo di abbondanza, benessere e per questo consumate per tradizione nel cenone di Capodanno.

La lenticchia veniva coltivata già nel 7000 a.C. nell’Asia Sud-occidentale.

Se ne consiglia il consumo perché oltre ad essere molto digeribili sono alimenti privi di grassi e di colesterolo. Le lenticchie sono considerate legumi ad alto valore nutritivo e contengono circa il 23% di proteine, il 50% di carboidrati, l’1% di grassi sotto forma di oli vegetali e 14% di fibra. Sono inoltre ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B.

Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di lenticchie equivalgono ad una porzione di carne. Per una maggiore assimilazione delle proteine è ideale consumarle insieme a cereali (per esempio, riso, pasta e pane), in questo modo inoltre si completa il valore biologico proteico delle stesse.

Le lenticchie sono un cibo adatto alla prevenzione dell’arteriosclerosi poiché i pochi grassi sono di tipo insaturo e contrastano la formazione di placche ed infiammazione a livello dei vasi sanguigni.

La ricchezza di fibre le rendono molto utili per il funzionamento dell’apparato intestinale e sono inoltre utili per l’abbassamento del colesterolo. Contengono isoflavoni, sostanze che depurano l’organismo e contrastano il danno ossidativo indotto dai radicali liberi.

Sono inoltre particolarmente utili per riequilibrare le glicemie del sangue .

La quantità di gran parte delle sostanze contenute nelle lenticchie allo stato crudo varia a seconda del metodo di conservazione o cottura del seme.

Anche il semplice ammollo causa la perdita di sostanze salutari.
Le lenticchie vanno sempre conservate lontano dall’umidità, e, se sfuse, chiuse in un contenitore di vetro, riposte in un luogo fresco, asciutto e buio, anche per un anno.

Degne di nota sono le seguenti varietà del centro Italia :

-lenticchie di Onano (VT)

-lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP)

-lenticchie del Fucino, di Colfiorito, coltivata in Umbria;.

Le lenticchie di Onano sono di colore scuro, con diversi gradi di marmorizzazione, e hanno dimensioni piccole, di 3-6 millimetri, e forma tondeggiante e appiattita. La buccia è sottile ma molto resistente in cottura.

Si caratterizzano per l’elevata sapidità e perché mantengono una consistenza particolarmente tenera dopo la cottura. Vengono coltivate a circa 10 centimetri di profondità e sono raccolte manualmente, procedendo allo sradicamento completo della pianta.
La “preziosità” della Lenticchia di Onano risale addirittura al 1561, quando si rischiavano pesanti sanzioni pecuniarie in caso di furto o di danneggiamento delle colture. Pare che questa varietà fosse particolarmente amata anche da papa Pio IX: quando Roma divenne italiana, a coronamento del periodo risorgimentale, si racconta che il pontefice si consolò mangiando un abbondante piatto di lenticchie di Onano.

Dott.ssa Alessia Fuschino
Biologa Nutrizionista
Dir. Settore alimenti e Nutrizione di C.S. & A. Consulting srl
Consulente in Igiene degli Alimenti – Nutrizione Umana – Nutrigenetica