Ad Orte le conclusioni del Convegno sui 60 anni d’Europa: dare nuovo slancio al sociale e ai territori regionali anche instaurando un nuovo rapporto con i migranti e il continente Africa

NewTuscia – ORTE –

Stefano Stefanini

Potrà  salvarsi e rilanciarsi solo un’Europa che curi  i bisogni reali dei suoi cittadini, primi tra tutti:  lavoro, formazione, socialità  e cultura, superando le  grigie politiche di bilancio delle burocrazie e della finanza, in dialogo con il continente africano, scambiando tecnologie e materie prime, approfondendo le reciproche radici culturali, regolando  i flussi migratori,  tutelando la sicurezza di residenti e l’accoglienza “dignitosa e laboriosa”  per i richiedenti asilo e profughi, curando anche lo scambio e la conoscenza culturale tra i popoli.

Anche dopo l’auspicata elezione a presidente della Repubblica francese di  Emmanuel Macron, l’Europa dovrà orientarsi a politiche sociali  più sensibili al lavoro, alla socialità, non tralasciando l’ipotesi di sviluppo e crescita  dei Paesi membri a due velocità.

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Dare nuovo slancio alle politiche sociali ed ai territori, perseguendo anche con un nuovo rapporto con i migranti e il Contìnente Africa, come sostenuto a più riprese dagli interventi dell’Associazione P’Orte Aperte.

Queste le conclusioni del Convegno  promosso dall’Associazione P’Orte Aperte, in collaborazione con il Comune di Orte, sul tema “Europa e Prospettive” con la presentazione del libro “ La dimensione sociale dell’Europa dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi” .

Il libro “ La dimensione sociale dell’Europa dal Trattato di Roma del 1957 ad oggi” presentato e distribuito ai presenti, in particolare ai giovani alunni dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Orte con la presenza di due docenti, è stato pubblicato dall’Istituto Studi Politici San Pio V in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche IDOS per commemorare il 60 anniversario del Trattato istitutivo di Roma del 1957 della Comunità Economica Europea,  con particolare riferimento alla dimensione sociale dell’Europa e come tentativo di riavvicinare l’Europa agli Cittadini Europei.

Il testo si articola in tre grandi capitoli tematici:

  1. Aspetti storici e istituzionali, con i trattati, le tappe dell’allargamento, l’evoluzione dell’istituto della libera circolazione di persone e delle merci,
  2. La seconda parte tratta delle dimensioni e prospettive sociali europee dell’attualità politica, comunitaria e internazionale, come  il ruolo della Corte di Giustizia Europea , il pluralismo religioso, le politiche per l’imprenditoria ed il lavoro, la mobilità studentesca e la politica culturale, la situazione demografica europea nel contesto mondiale, la ricerca scientifica, le politiche di coesione territoriale, la dimensione internazionale dell’Europa in relazione alle crisi umanitarie, all’Africa ed alle aspettative della diaspora originaria di questo continente.
  3. Il terzo capitolo del libro delinea i tratti dei protagonisti dell’integrazione europea, dai fondatori Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman e Altiero Spinelli, sino a Jaques Delors e Romano Prodi ed il loro ruolo propulsivo esercitato come presidenti della Commissione Europea .

Il convegno si è svolto presso la sala delle Bandiere di Palazzo Nuzzi alla presenza di un nutrito pubblico , con rappresentanze di varie associazioni cittadine e provinciali, oltre che di rappresentanti delle popolazioni presenti  ad Orte ed  in provincia di Viterbo.  Nel  saluto introduttivo del sindaco di Orte, Angelo Giuliani,  ha fatto riferimento alla dimensione europea dei Valori da riscoprire e ha descritto la situazione dei circa mille ospiti di varie nazionalità nella città di Orte.    Hanno fatto seguito l’interventi del dott. Benedetto Coccia dell’Istituto di Studi Politici San Pio V, su “Nascita ed evoluzione dell’Europa Unita” ed  il dott. Franco Pittau, del Centro Studi e Ricerche IDOS, che ha approfondito il tema “L’immigrazione nel contesto dell’Unione Europea”.

Su sollecitazione espressa di chi scrive, nel suo ruolo di moderatore,  Essane Clarisse Niagne, presidente dell’Associazione P’Orte Aperte, mediatrice culturale  e promotrice del Convegno, ha  trattato con particolare partecipazione e realismo il tema “Proposte della Diaspora Africana”,  proponendo un rilancio del ruolo all’interno dell’Unione e nel quadro internazionale, dell’Europa, anche con la valorizzazione dell’apporto dei migranti regolarmente operanti come lavoratori nei singoli aesi, nel rispetto delle specificità di ogni singola etnia.

Le conclusioni del Convegno sono state delineate con un intervento articolato e realistico dalla prof. Rachele Schettini, presidente di “Europa 2010”, che ha individuato per i Cittadini e, soprattutto per le  Istituzioni dell’Unione l’obiettivo di riappropriarsi di una rinnovata apertura e credito al futuro e di fiducia nell’integrazione europea che l’Italia, come nazione fondatrice dell’Europa Unita, può conferire ad un nuovo corso delle politiche comuni di 28,  anche a due diverse velocità di sviluppo e integrazione.

Lo spirito degli interventi degli studiosi ed,  in particolare, in riferimento alle domande rivolte dai presenti , a proposito del ruolo dell’Europa nell’attuale contesto  internazionale, possono riassumersi  secondo noi  negli  intendimenti espressi  con lungimiranza a Roma il 29 luglio 1947, dal prof.  Luigi Einaudi, a pochi mesi dalla sua elezione a presidente della Repubblica, preannunciando il suo voto favorevole al Trattato di pace:

“Invano gli Stati sovrani elevavano intorno a sé alte barriere doganali per mantenere la propria autosufficienza economica. Le barriere giovavano soltanto ad impoverire i popoli, a inferocirli gli uni contro gli altri, a far parlare a ognuno di essi uno strano incomprensibile linguaggio di spazio vitale, di necessità geopolitiche, e a far a ognuno di essi pronunciare esclusive scomuniche contro gli immigrati stranieri, quasi il restringersi feroce di un popolo in se stesso potesse, invece di miseria e malcontento, creare ricchezza e potenza”.

Il progetto degli  Stati Uniti d’Europa, come emergono nell’idea di Altiero Spinelli, nel suo manifesto Europeista di Ventotene : “non basta predicarli. Quel che importa è che i Parlamenti di questi minuscoli Stati i quali compongono la divisa Europa, rinuncino a una parte della loro sovranità a favore di un Parlamento nel quale siano rappresentati, in una Camera elettiva, direttamente i popoli europei nella loro unità, senza distinzione tra Stato e Stato e in proporzione al numero degli abitanti e nella camera degli Stati siano rappresentati, a parità di numero, i singoli Stati”.

Il Convegno è stato preceduto alle ore 16 da un’apprezzatissima  visita guidata ad Orte Sotterranea, a cura dell’Ufficio Turistico e dell’Associazione Veramente Orte  e, a cura di Abbondio Zuppante,  ai Musei della città.