Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il prof.Antonino Scarelli  terra’ oggi 2 maggio,  alle ore 18,   una conversazione a palazzo Roberteschi nel centro storici di Orte, presso la Biblioteca Medievale diretta da Abbondio Zappante, sulla Divina Commedia. Opera nata per essere destinata a gente comune, è stata scritta con l’intento specifico di rimuovere gli uomini da uno stato di miseria e condurli a uno stato di felicità.  A tal fine Dante, per rendere più afferrabili alcuni concetti filosofico-teologici, ha fatto ricorso frequentemente a similitudini matematiche e riferimenti scientifici.

Quindi per il poeta non è valido il detto biblico qui addit scientiam addit et laborem (Eccl. I, 18, dov’è molta sapienza è molta molestia / crescendo il sapere aumenta la fatica).

Il prof. Scarelli sostiene  che, come riprenderà successivamente Teilhard de Chardin, Dante concepisce l’universo sorretto da un’energia radiale, che attrae cioè le cose nella direzione di uno stato centrato in avanti, convergente verso il punto che “raggiava lume acuto…‘l viso ch’elli affoca”.

In realtà, al poeta non interessa tanto l’evoluzione naturale, quanto l’evoluzione escatologica che, in un percorso sinuoso tra conoscenza, scienza, fede e ragione, conduce all’aparché primizia di Cristo, nadir infernale per la sapienza comune, ma zenit celeste della salvezza. Tutto l’essere dell’Homo quarens, che non ha paura, né di porsi delle domande, né di non sapere trovare risposte (et addit laborem), per Dante culmina in quel dilemma che è poi il sigillo del cristianesimo: cur Deus homo? L’incarnazione.

È proprio di fronte alla Trinità, “ai tre giri, tre colori ed una contenenza”, con il ricorso alla similitudine matematica con il , che la Commedia pone il suo sigillo.

Un breve commento da parte nostra. Lo sviluppo in termini scientifici di quanto sostenuto da Dante nella Commedia la darà  qualche secolo dopo, nel 1600, Galileo Galilei, eccellentissimo uomo di scienza e di fede,  nonostante le incomprensioni subite per la rivoluzionaria novità delle sue scoperte sul sistema solare  e le ripercussioni sull’ordine politico di allora, che sosterrà la nuova impostazione filosofico-scientifica moderna, secondo cui gli strumenti scientifici servono all’uomo per scoprire le leggi naturali, avvicinandolo a Dio…. attraverso le scoperte scientifiche.

La natura e’ scritta in termini matematici e l’uomo si serve di strumenti matematici per misurarne la grandezza e far avanzare la Scienza  ed il  Benessere – o il male  a seconda che la scoperta scientifica serva a finalità distruttive – che può derivare per l’umanità,  verso il Suo Creatore.