NewTuscia – CAPODIMONTE – Non c’è ancora il muro contro muro ma la gran parte della cittadinanza di Capodimonte e quasi la totaità dei turisti non vuole l’abbattimento dei 22 pioppi che, nel tratto finale del lungolago, sono qui da secoli.
Lo hanno dimostrato le oltre 700 persone che, ieri, hanno raccolto l’appello dell’associazione La Porticella e, tutti insieme, hanno abbracciato i pioppi con tanto di musica e materiale esplicativo sugli alberi e la loro storia e origine.
I tempi sono stretti. La delibera per il taglio è già stata firmata e, secondo le motivazioni ufficiali, è motivata da presunti fastidi che la lanugine che si spande dagli alberi dà a chi è allergico e dal fatto che alcuni alberi sono malati.
Molti, però, non sono convinti di tali motivazioni, e parlano di danno non solo all’ambiente ma anche di schiaffo al turismo, spesso attratto dalla frescura, in estate, del celebre lungolago di Capodimonte con i suoi immancabili pioppi.
Tanti gli abbracci che hanno portato centinaia di persone, il giorno della Liberazione, a promuovere un senso critico ambientalista come pochi immaginavano. Tanti bambini, famiglie e persone comuni.
“Non comprendiamo la delibera del sindaco Fanelli – ci dice un residente di Capodimonte – perché se è vero che gli alberi possono portare delle allergie, lo fanno in tutto il mondo. Fanno parte del tessuto sociale oltreché ambientale e turistico quest pioppi, sono parte della nostra comunità e un binomio inscindibile per i tantissimi turisti che vengono da noi”.
Ora non si sa e il sindaco Fanelli, che ha sempre rifiutato un incontro con gli attivisti e i cittadini sulla vicenda dei pioppi, farà marcia indietro o, perlomeno, troverà una soluzione di compromesso. Si parla di sostituzione con platani che dovrebbero rendere uniforme il lungolago con gli stessi alberi per tutta la passeggiata.
La delibera dell’abbattimento dei pioppi prevede 5 mila euro per l’impresa che effettuerà i lavori, a nostro giudizio il danno che verrebbe dal taglio dei 22 secolari pioppi sarebbe incommensurabile.















