NewTuscia – VITERBO – Il 25 aprile 2017, festa della Liberazione dal fascismo, una delegazione del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo ha sostato in silenzio a Porta della Verità dinanzi all’edificio in cui abitavano tre concittadini deportati ad Auschwitz.
In alto sul muro una lapide ricorda le tre vittime dei lager nazisti, ed a terra ne fanno memoria tre “pietre d’inciampo” realizzate dall’artista Gunter Demnig.
La tragica vicenda di queste tre vittime viterbesi della Shoah, Emanuele Vittorio Anticoli, sua figlia Letizia Anticoli e il marito di lei Angelo Di Porto, è stata ricostruita anni fa dallo storico Giovanni Battista Sguario, che per primo ne promosse il ricordo e cui va la nostra gratitudine.
“Siamo qui questo 25 aprile dinanzi alla lapide e alle pietre d’inciampo che ricordano tre persone assassinate dai nazisti.
Ecco contro cosa lottarono le donne e gli uomini della Resistenza: lottarono contro questa barbarie che milioni e milioni di uomini e donne innocenti perseguitò, trucidò, ridusse in fumo e cenere.
Ecco per cosa lottarono le donne e gli uomini della Resistenza: lottarono per salvare le vite di tutti gli esseri umani e costruire un mondo in cui nessuno più subisse abominevoli persecuzioni.
Ecco quale valore afferma e quale funzione svolge la Costituzione della Repubblica Italiana, frutto luminoso della Resistenza: il valore dell’umanità, della pace, della democrazia, della solidarietà, del bene comune e della civile convivenza che nessun essere umano abbandona nelle fauci del male; la funzione di impedire il ritorno di quella e di ogni barbarie comunque camuffata; il dovere di agire per difendere e sostenere la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.
E mentre rendiamo omaggio alle donne e agli uomini della Resistenza, mentre ricordiamo con inestinguibile dolore tutte le vittime del fascismo, mentre rinnoviamo la nostra gratitudine a tutte le persone che contribuirono a sconfiggere quel mostro e a donarci la Liberazione e la Repubblica, pensiamo anche al nostro dovere oggi: poiché la memoria delle vittime del fascismo, e la memoria dei martiri della Resistenza, e la memoria della Liberazione, ci convocano a un ineludibile dovere: il dovere di opporci qui e adesso alla guerra e a tutte le uccisioni; al razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni; il dovere di difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, e il dovere di difendere questo unico mondo vivente, questa biosfera, senza la cui esistenza – oggi già così vulnerata e vieppiù insensatamente minacciata di irreversibile avvelenamento e distruzione – l’umanità non potrebbe vivere.
In un mondo ancora funestato dalle guerre e dalle dittature, dai disastri ambientali e dalla schiavitù, da tecnologie distruttive di magnitudine che eccede la stessa pensabilità, da ideologie e sistemi totalitari che sotto spoglie diverse proseguono effettivamente i deliri, i crimini, la barbarie del nazifascismo, è necessario che ogni persona di volontà buona, ogni movimento democratico, ogni istituzione civile si impegni in difesa dell’umanità, si impegni per salvare le vite, si impegni per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Molte sono le cose da fare: e tra esse indispensabile è il disarmo, poiché le armi sempre e solo servono a uccidere gli esseri umani, e meno armi vi sono nel mondo e più vite umane si salvano.
Molte sono le cose da fare: e tra esse indispensabile è aiutare i migranti in fuga dall’orrore, i migranti che nel nostro paese nella loro generalità sono in verità autentici e generosi benefattori dei nativi; e tre provvedimenti sono massimamente necessari e non più differibili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitù in Italia, per contrastare la violenza mafiosa e razzista: il primo, riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro; il secondo, riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese; il terzo, abrogare tutte le folli e scellerate misure razziste imposte da governi dementi e sciagurati, dai campi di concentramento alle deportazioni, ad innumerevoli altre ripugnanti vessazioni che costituiscono altrettanti crimini contro l’umanità.
Molte sono le cose da fare: e tra esse indispensabile è sostenere i centri antiviolenza promossi dal movimento di liberazione delle donne. Se non si contrasta il maschilismo mai l’umanità sarà libera.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Siamo una sola umanità in un unico mondo vivente casa comune dell’umanità intera.
E poiché ogni essere umano ha diritto alla vita – senza la quale nessun altro diritto esiste – ne discende che il primo dovere di ogni essere umano è salvare le vite.
Questo diciamo nel ricordo delle vittime della Shoah.
Questo diciamo nel ricordo di tutte le vittime.
Questo diciamo oggi che è il 25 aprile, festa della Liberazione dal fascismo.
Questo diciamo ogni giorno.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Solidarietà, condivisione, convivenza.
Seguire la regola aurea di agire verso le altre persone come vorremmo che si agisse verso noi stessi.
La Resistenza continua nella lotta nonviolenta contro tutte le uccisioni.
La Resistenza continua nella lotta nonviolenta per la liberazione dell’umanità intera.
Poiché il fascismo è violenza assoluta, la nonviolenza che ad ogni violenza si oppone è l’antifascismo vivente e operante, nitido e intransigente, concreto e coerente.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione.
Nel ricordo di tutte le vittime opponiamoci a tutte le violenze.
Ogni giorno si contrasti il male facendo il bene.
La Resistenza continua, la nonviolenza è in cammino”.
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