NewTuscia – I finanziamenti a tasso agevolato che vengono erogati e messi a disposizione dei dipendenti della pubblica amministrazione prendono il nome di prestiti Inpdap, ovvero Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Andiamo a descrivere le nuove tabelle relative ai finanziamenti del mese di aprile 2017 descrivendo anche alcuni esempi di prestiti e calcolo della rata per le erogazioni di denaro pluriennali.

Nuove tabelle dei prestiti Inpdap 2017

L’Inpdap ha recentemente messo a disposizione degli utenti che intendono richiedere un prossimo finanziamento, un opuscolo con all’interno tutti i dettagli relativi alle nuove tabelle e alle modalità di erogazione del denaro con nuovi tassi di interesse e tempi di rimborso. Per quanto concerne le nuove tabelle relative alla richiesta di un piccolo prestito pluriennale da parte dei dipendenti pubblici, in questo caso come dimostrano le nuove tavole con i tassi aggiornati consultabili nella sezione prestiti Inpdap di 24Economia.com. Tali finanziamenti possono avere una durata di cinque anni o di dieci anni  a seconda delle modalità di scelta del cliente e dell’ammontare della cifra che viene richiesta.

Il massimo di euro che si possono ricevere richiedendo questa tipologia di prestito è di cinque mila euro. Il denaro avrà in aggiunta i seguenti tassi di interesse in base all’età del lavoratore che usufruisce del finanziamento, il che significa ad esempio: un tasso del 9,09% per i pensionati fino a 59 anni, un tasso del 10,69% per i pensionati con età compresa tra i 60 e i 69 anni ed infine un tasso di 13,29% per i pensionati con età compresa tra i 70 e i 79 anni.

Come scritto all’interno delle nuove tabelle Inpdap, Il calcolo esatto degli interessi di differimento si effettua moltiplicando la rata cedibile per il coefficiente corrispondente al tipo di prestito ed al numero dei giorni di differimento. Un piccolo prestito richiesto alla Inpdap può essere restituito attraverso un minimo di sessanta rate mensili fino ad arrivare ad un massimo di cento venti rate mensili. Se il cliente richiede invece un prestito che supera la soglia di cinque mila euro, in questo caso verranno aggiunti i seguenti tassi di interesse così calcolati: 8,71% per i pensionati fino a 59 anni, 10,31% per i pensionati con un’ età compresa tra i 60 e i 69 anni e 12,91% per i pensionati con un’ età compresa tra i 70 e i 79 anni.

Finanziamenti pluriennali Inpdap 2017: calcolo rata

Si definisce prestito pluriennale diretto, il finanziamento che l’Inpdap mette a disposizione di tutti i dipendenti pubblici utilizzando il denaro messo a disposizione nel Fondo di Credito. La richiesta del denaro dovrà essere come sempre giustificata da parte del richiedente che intende usufruirne mediante presentazione di autocertificazione o compilando la richiesta online dal sito ufficiale, oppure in alternativa chiamando il numero verde e procedendo all’attivazione della procedura per la richiesta del finanziamento.

Possono usufruire dei finanziamenti pluriennali solo ed esclusivamente i dipendenti che al momento della richiesta sono in grado di dimostrare il possesso dei seguenti requisiti: quattro anni di contributi versati nella stessa gestione, quattro anni di anzianità di servizio utile alla pensione e un contratto a tempo indeterminato. Una volta presentata tutta la modulistica necessaria e ottenuto il prestito, quest’ultimo potrà essere rimborsato in un arco di tempo che va da cinque a dieci anni e il calcolo della rata mensile verrà effettuato in base allo stipendio o alla pensione percepiti dal richiedente; la rata mensile infatti non andrà mai ad oltrepassare un quinto della paga mensile del lavoratore Inpdap.

Nei finanziamenti pluriennali il tasso di interesse è fisso al 3.50%, però è necessario aggiungere altre quote, tra le quali le spese di amministrazione e le spese riservate al fondo rischi. Seguendo le nuova tabelle 2017, poniamo caso che il lavoratore abbia intenzione di richiedere un prestito pluriennale del valore di venti mila euro: questo potrà essere rimborsato all’ente con una rata mensile di circa 220 euro al mese, 160 euro di spese amministrative in aggiunta e 90 euro circa di tassi di interesse. Il minimo richiedibile invece, cinque mila euro, potrà essere restituito dal lavoratore Inpdap con una rata minima inferiore a 50 euro, con una spesa amministrativa aggiuntiva di euro 25 e un tasso di euro 21 se il richiedente ha un’età compresa tra 18 e 59 anni.

Lo stesso finanziamento per un lavoratore di età appartenente ad un’altra fascia, seguendo le tabelle vigenti relative a questo mese di aprile 2017, potrà essere restituito con una rata minima mensile di 49 euro, ma con in aggiunta 232 euro di spese riservate al fondo garanzia. La cifra di trenta mila euro da rimborsare nell’arco di tempo massimo di 120 mesi potrà essere invece restituita con una rata mensile di circa 300 euro, ma anche in questo caso si devono considerare le spese aggiuntive che variano; ad esempio un  giovane lavoratore dovrà aggiungere circa 500 euro di spese di fondo di garanzia e 130 di spese riservate all’amministrazione, invece un lavoratore di oltre sessant’anni dovrà pagare oltre mille euro da riservare al fondo di garanzia e sempre circa 130 euro da riservare invece alle normali spese dedicate all’amministrazione; questo per quanto concerne la tavola decennale con un interesse del 3,50% annuo. Sei  mila euro invece  potrebbero essere restituiti a partire da 60 rate mensili da circa 115 euro in aggiunta un tan a 3.50% e circa 100 euro di spese di amministrazione da pagare, assieme a quelle relative al fondo di garanzia dell’ Inpdap. In casi eccezionali è possibile che al cliente venga concessa la possibilità di ottenere fino ad un massimo di 50 mila euro, ma sempre sarà tenuto a giustificare la sua richiesta di denaro. Ad esempio vengono considerate come valide ragioni per elargire un finanziamento da parte dell’Inpdap: l’acquisto di una casa in cooperativa, il pagamento di una casa popolare, l’acquisto di una nuova vettura, la costruzione della prima casa,  ma anche l’estinzione totale del mutuo. Non è possibile però richiedere più di un prestito all’anno e non si possono avere due finanziamenti Inpdap in corso in contemporanea.