Mazzoli: “Le primarie Pd siano una festa della democrazia e della partecipazione”

NewTuscia – VITERBO – “Questa è una battaglia per noi davvero significativa, per dare una nuova prospettiva al Pd e all’Italia. Per un grande partito come noi l’obiettivo principale dovrebbe essere di avere il 30 aprile una grande partecipazione popolare con un impegno unitario del Pd per avere milioni di italiani ai gazebo che scelgono liberamente chi governa il partito”.  Lo ha detto Alessandromazzoli x orlando1
Mazzoli, deputato del Partito democratico, partecipando questo pomeriggio all’iniziativa in favore dell’elezione di Andrea Orlando alle primarie del Pd.

“Per la prima volta –  ha detto Mazzoli – non c’è una campagna di comunicazione del Pd sulle primarie e me ne rammarico. Il competitore che si sente il favorito appare il meno interessato a un’alta partecipazione alle primarie. Questa mattina il comitato per Renzi ha dichiarato: ‘Il confronto tv sarà uno e si terrà il 26 aprile su Sky, noi abbiamo già vinto le primarie e loro non sanno che inventarsi’. La ritengo una dichiarazione sbagliata, inopportuna e grave perché il confronto dentro un partito democratico è la regola e non la concessione di qualcuno a qualcun altro. E aggiungere termini come ‘noi’ e ‘loro’ significa che si sta smarrendo il senso di una comunità che dovremmo invece rilanciare. Questa non è la strada giusta. Il punto di questo congresso è il destino di un singolo o di una comunità e di un partito? Per noi è in gioco il Pd e lavoriamo col contributo originale e propositivo della candidatura di Andrea Orlando. Dopo quanto successo il 4 dicembre dovremmo tutto sperare in una larga partecipazione per ricucire i rapporti con la nostra comunità. 20 milioni di no non erano solo per il referendum ma hanno a che fare con le disuguaglianze sociali, c’è materia per riflettere e noi avremmo dovuto riflettere per cambiare passo e cambiare politica”.zingaretti panunzi

“Battersi per la parità di opportunità e di accesso è – ha continuato – la condizione essenziale per parlare a chi ce la fa e a chi non ce la fa. Serve un nuovo patto per l’uguaglianza delle opportunità. Il problema è risanare questa frattura perché le disuguaglianze aumentano il populismo e una destra pericolosa. Un segnale di partecipazione democratica è fondamentale per condurre questa battaglia. Siamo sicuri che Renzi sia il leader giusto per risanare le fratture? Non credo. Abbiamo bisogno di un Pd plurale e inclusivo, non il Pd di Renzi. Se saremo da soli non riusciremo più a essere competitivi. Andare da soli significa dover fare le larghe intese, a questo preferisco un nuovo centrosinistra che ricostruisce una prospettiva politica per essere competitivi con la destra e il M5s. Zingaretti rappresenta l’esempio concreto di questa strategia che ha ricostruito la dignità di un ente regionale. La ricandidatura di Zingaretti è molto importante e motivo di fiducia e garanzia per le donne e gli uomini del Lazio. Questa è la strada da seguire”.

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