L’indagine sulla percezione del gioco svolta sui cittadini “normali”

NewTuscia – Una seria e realistica occhiata va data a ciò che pensano i “normali cittadini” sul “comportamento” delle Regioni e dei Comuni nei confronti del gioco e nei confronti di coloro che vogliono giocare al casino online: il 92% è favorevole alle politiche di informazione che vengono messe in atto, ma solo una minima parte, il 15%, ritiene che queste siano efficaci e che vi sia nel comparto del gioco sufficiente controllo anche se (per fortuna) si lascia alla volontà individuale capire il rischio che si potrebbe incontrare con l’abuso.

Il mondo del gioco d’azzardo, le conseguenze del suo abuso e le patologie che ne possono derivare è ovvio che sia tenuto sotto controllo: ma il tutto deve essere fatto, studiato e controllato con coerenza ed obbiettività termini che quando si parla di gioco rimane difficile mettere in pratica. Però, con il passare del tempo, sembra che stia diventando sempre più realistico sentire parlare di gioco con più attenzione e con meno superficialità.

Quindi, quando si parla dell’indagine svolta dall’Istituto Quaeris relativamente a quello che gli italiani vogliono relativamente al gioco ci si trova davanti a risultati finalmente realistici che riescono a dare un quadro del “pensiero italico” su questo mondo così discusso, ma anche così “divertente”: una ricerca da parte di un Istituto con credenziali così “alte” ci voleva proprio in questo particolare momento dove il gioco vive una sorta di contrasto tra operatori del settore, medici e politica.

Si spera che il quadro che risulta “dipinto”, e che racchiude “pensieri e parole” dei cittadini, metta una sorta di punto fermo anche in relazione a certe prese di posizione di Regioni e Comuni che in alcuni territori hanno fatto più danni che risultati positivi e che hanno messo tante imprese in condizione di chiudere i battenti e di lasciare, quindi, a spasso le risorse che lì venivano impiegate. Strano che Autorità, come le Regioni ed i Comuni, non abbiano pensato a questo ultimo importantissimo risvolto, visto il periodo storico nel quale il nostro Paese si dibatte da tempo che non dà molte possibilità lavorative, cosa che invece il mondo del gioco d’azzardo pubblico era riuscito a concretizzare.

Certamente, lo studio dell’Istituto Quaeris, oltre le percentuali di tendenza dei “normali cittadini”, fa rilevare quanto deve essere ritenuto importante il ricorrere alla informazione reale sul fenomeno del gioco ed anche la formazione degli operatori che lo sottopongono al pubblico: questo per avere sempre di più risorse professionali che possono essere utili anche a “rintracciare” eventuali segnali di gioco compulsivo da sottoporre, poi, ai centri di assistenza.

Insomma, una forte collaborazione tra operatori, giocatori ed assistenza sanitaria: tutto assolutamente indispensabile per circoscrivere qualsiasi indizio negativo che tocchi il giocatore che affronta il gioco con una parte di superficialità che, se non tenuta sotto controllo, può sfociare in qualcosa di più complicato da affrontare.

Senza dimenticare alcuni pareri autorevoli che suggeriscono una “organizzazione” della distribuzione del prodotto gioco e dei casino online limitandone in modo pesante la presenza sull’italico territorio. Sopratutto suggeriscono una serie di interventi come quello che nelle sale dedicate al gioco non venga distribuito alcol poiché questo va ad influire sulla percezione della realtà e, di conseguenza, “spinge a giocare di più”. E servirebbe anche più qualificazione dei punti di gioco perché questo tutela i giocatori e la eliminazione di tutti quegli strumenti come orari limitati e “distanziometri”: non sono certamente questi gli strumenti per prevenire l’abuso di gioco, ma bensì la buona qualità della sua proposta.