Giornata Informativa della Polizia di Stato su Bullismo, Cyberbullismo e legalità

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Simonetta Melinelli

NewTuscia – VITERBO – Claudio Patara, Sostituto Commissario della Polizia di Stato ha tenuto un incontro informativo su bullismo e cyber-bullismo per gli studenti  del Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Viterbo.

L’incontro ha interessato mopolizia melinelli lto tutti gli alunni delle classi con qualifica regionale di sala e cucina sia per l’esposizione particolarmente comunicativa  che per  i riferimenti normativo-legali.

Hanno partecipato la direttrice Franca Piermartini, gli chefs Fabio Sabatini e Dario Tramontana, i maitres Raffaele Russo e Claudio Sarti, i professori Angela Pieri, Monia Carloni e Simo
netta Melinelli, nonche’ ,

Questi incontri informativi, tenuti da parte della Questura in tutte le scuole dietro apposita richiesta, sono estremamente importanti per ribadire il rispetto delle regole e delle leggi e prevenire gli atti di bullismo a scuola, spesso spacciati da adolescenti irresponsabili come scherzi.La Polizia di Stato ha spiegato a tutti gli studenti che questi atti diventano spesso persecutori nei confronti di sipolizia patarangoli ragazzi: molti se ne fanno un vanto perché, di fronte alla massa, appaiono come quelli più “duri”. Tutto ciò ha spesso rilevanza legale quando gli atti vengono reiterati in rete, ecco il cosiddetto cyberbullismo, o di persona. Spesso le conseguenze di questi gesti sono gravi fino a ridurre le vittime schiave, a livello psicologico ma anche pratico, di questi “bulli”, mediante il ricatto, l’incutere paura con minacce di ritorsioni in caso di denunce. Purtroppo, nei casi peggiori, si è arrivati fino a causare il suicidio di alcuni ragazzi.

Pertanto misure severe sono previste dal Legislatore: strutture di recupero sotto i 14 anni, il carcere minorile al di sopra dei 14 anni e il carcere ordinario per i maggiorenni, come contemplato dalla proposta di legge in approvazione, il cui testo e’ stato ampiamente spiegato dalla Polizia di Stato.

Inoltre gli alunni sono stati esortati a rivolgersi ai docenti, ai propri genitori e alla Polizia qualora si sentano minacciati, perseguitati o ricattati da eventuali atti di bullismo senza continuare a soffrire in silenzio, poiché solo menti malate possono concepire questi atti di sadismo.
Altro punto importante illustrato in aula è stato che, qualora i minori artefici di tali atti di bullismo e  sottoposti ad indagine risultassero non adeguatamente seguiti dalle famiglie, il giudice ne può disporre l’affidamento a case-famiglia togliendo la patria potestà ai genitori incapaci di educarli.
L’utilità di  tali incontri nelle scuole risulta per la capillare opera di sensibilizzazione e informazione volta a dissuadere eventuali bulli in erba dal compiere tali atti persecutori e fare sentire supportato ogni adolescente sensibile e sprovveduto rispetto a tali pericoli.
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