Sanità nel Lazio, verso la fine del commissariamento: “Ma si rilanci del tutto il settore”

NewTuscia – ROMA – L’ipotesi della fine del commissariamento della sanità nel Lazio, così com’è emerso dall’incontro al tavolo di verifica dell’applicazione del piano di rientro al Mef, rappresenta un traguardo importante per tutti i cittadini della regione, che per troppo tempo ne hanno subito i costi.

Bisogna ricordare che tale percorso di risanamento è costato – e costa tuttbelcolle_201201261133244_cr4r2lvekbeiqghtm124dcflr’ora – carissimo agli abitanti del Lazio, che spesso hanno visto un abbassamento sostanziale della qualità dei servizi sanitari, spesso con conseguenze gravissime.

Il progressivo decremento del disavanzo, infatti, ha comportato negli ultimi anni tanti sacrifici. Cerchiamo di sintetizzare qui alcuni punti che riteniamo di fondamentale importanza, che vorremo fossero recepiti in tal senso anche dalla Regione Lazio, per un’opera di risanamento della sanità che vada oltre i tagli e verso le esigenze dei cittadini.

  • Le liste di attesa sono ancora spaventose e ben sopra la soglia per il livello qualitativo delle prestazioni sanitarie.
  • Il taglio dei posti letto rappresenta ancora oggi una minaccia alla pubblica salute.
  • La chiusura degli ospedali continua a non trovare una soluzione. Ad Ostia, ad esempio, è stato chiuso il centro analisi del dipartimento prelievi, ed ora i cittadini sono costretti ad aspettare che le provette delle loro analisi viaggino fino al San Camillo e che poi tornino al Grassi e che da lì vengano “rismistate” tra i diversi reparti per le risposte!
  • Le assicurazioni sanitarie sono un tema centrale nella sanità del Lazio. Come emerge dalle nostre ricerche la stragrande maggioranza degli ospedali del Lazio non ha un’adeguata copertura sanitaria o peggio sono in autoassicurazione e –come è accaduto recentemente- in caso di incidenti gravi le vittime non vengono risarcite.
  • Nel Lazio –e in particolare a Roma- si paga ancora l’Irpef più alta d’Italia.
  • L’abolizione del Ticket aggiuntivo sanitario è stato raggiunto solamente a gennaio 2017
  • Ed, infine, la questione dei vaccini. Gli ultimi dati sulla diffusione del morbillo (ci sono stati più casi nei 3 mesi del 2017 che in tutto il 2016) non fanno che rafforzare la nostra posizione sulla necessità di introdurre campagne informative serie sulla necessità di vaccinare i figli. Introducendo, là dove necessario, l’obbligatorietà di vaccinazione per le malattie più a rischio epidemiologico

 

 

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21