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Lucio Matteucci

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Un momento della protesta di ieri in consiglio comunale di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – “Siamo tutti accattoni molesti”: così si sono presentati alcuni esponenti politici, sindacali e della società civile, che ieri, nel corso del consiglio comunale di Viterbo, hanno fatto irruzione con cartelli del tenore della frase virgolettata. Sono stati allontanati dalla Polizia locale presente in sala consiglio e, oggi, hanno spiegato il motivo del loro gesto,

Lucio Matteucci di Viterbo Civica replica così a questo fatto:

“Dove stavano tutti questi signori quando ci stava da protestare per l’acqua? Dove stavano tutti questi signori quando si trattava di difendere la sicurezza? Dove stavano quando ci stava da protestare per i rifiuti? Dove stavano questi signori quando i cittadini chiedevano a Talete di rivedere le eso
rbitanti bollette? Dove stavano questi signori quando si trattava di fare merende di accoglienza con gli “”accattoni”” per integrarli? Dove stavano questi signori quando si trattava di aiutare le persone per strada? Dove stavano questi signori quando ci stava da portare la legna alle persone anziane? Dove stavano questi signori quando ci stava da sostenere il pane per i poveri? Dove stavano questi signori quando si trattava di aiutare scuole e famiglie in difficoltà? Dove stavano questi signori quando si trattava di mandare i soldi ai terremotati? Dove stavano quando si andava a verniciare le scuole per i bambini? Dove stavano sti signori quando si trattava di mettere a disposizione le case per i terremotati? Dove stavano questi signori quando si faceva la lotta per i canili? Potrei continuare un ora ad elencare tutte le cose che noi cittadini abbiamo fatto da soli senza il minimo aiuto di questi signori che ovviamente legati a un partito politico, adesso per raccimolare 2 voti, vanno a fare i paladini del policy correct. E’ iniziata la campagna elettorale e ok… Ma un briciolo di coerenza usatelo.  Soprattutto siamo tutti chi? Lo sarete voi… Io no di certo perché alle chiacchiere preferisco e preferiamo i fatti”.