Mazzoli al congresso della Cisl: “Il sindacato è parte integrante della democrazia italiana”

mazzolicislNewTuscia – VITERBO – “La storia del sindacalismo italiano è parte integrante della democrazia. Per questo vanno riallacciati i fili di un confronto fondamentale per il Paese. Certo, vanno aggiornati gli strumenti di lavoro ma non possiamo disperdere questo tessuto democratico”. Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, questo pomeriggio ha partecipato al congresso della Cisl portando i suoi auguri di buon lavoro e ribadendo come politica e sindacato “dovranno percorrere tratti di strada insieme per il bene dell’Italia”.

Di fronte ai rappresentanti della Cisl, Mazzoli ha dichiarato di aver apprezzato il Manifesto per l’Europa elaborato dal sindacato. “Si tratta – ha detto il parlamentare – di uno strumento di sollecitazione verso la politica e le istituzioni europee che fa i conti con l’eccessiva rigidità dell’Ue che sta frenando la crescita e rappresenta un freno per la gestione dei flussi di migranti. Nel corso di questi mesi il mondo sta attraversando una fase di notevole cambiamento, ricordo la Brexit, l’elezione di Trump, i protezionismi. Se l’Europa non reagisce rischiamo la messa in discussione dell’Ue. Se non rimettiamo in campo con orgoglio il progetto europeo saranno i lavoratori e il welfare a subire i contraccolpi del ritorno alle monete nazionali”.

“È giusto – ha quindi aggiunto – criticare il progetto europeo ma ancora oggi come Europa siamo l’area del  mondo più ricca e con maggiore riconoscimento dei diritti umani e delle tutele sociali. Ogni attacco all’Europa è un attacco a questi valori. Serve cambiare il progetto europeo ma non possiamo abbandonarlo, perché  pagherebbero i più deboli. Questa è la preoccupazione che nasce a causa del populismo: solo uno sforzo da parte delle forze democratiche che hanno radici nel mondo del lavoro, della democrazia e delle tutele sociali rappresenta l’argine a questa regressione”.

Sul tema dell’economia e del lavoro il deputato ha dichiarato: “I numeri della ripresa italiana non sono sufficienti. Il problema del lavoro chiede a tutti una riflessione in più. Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto la dimostrazione del fatto che se la crescita non è orientata rischia di mangiarsi una parte consistente delle risorse del pianeta. Inoltre, l’innovazione tecnologica sta erodendo la manodopera e richiede un cambiamento di prospettive. Le disuguaglianze sociali sono la vera ragione della crisi democratica”.

“Il vero errore di questi anni da parte del Governo – ha aggiunto – è stato arrivare a uno scontro con la scuola e non a un confronto. Serve invece un patto contro l’esclusione sociale e per la cittadinanza, partendo dalla formazione e dalla cultura. Rischiano altrimenti di venire meno i punti di riferimento che tengono insieme una società. In questi giorni, sono rimasto colpito dall’aumento del 230% dei casi di morbillo perché troppi genitori rifiutano i vaccini: ormai conta più un post su Facebook che un’informazione resa da un’istituzione pubblica. La risposta a questi fenomeni sta nella democrazia, in un confronto limpido tra le parti. E il ruolo del sindacato nella società civile in questo senso è cruciale”.