NewTuscia – VITERBO – Il buon Filippo Rossi, le sue intemerate potrebbe farle nella sede deputata, dove l’hanno voluto gli elettori e per cui s’è candidato. Non ci sta per sbaglio in consiglio comunale, come vorrebbe far credere.

Se proprio gli fa ribrezzo  la sala d’Ercole c’è sempre l’istituto delle dimissioni al protocollo  piuttosto che quello delle confessioni social.

Anche per rispetto degli altri consiglieri, tutti, di maggiora

Filippo Rossi

Filippo Rossi

nza e di minoranza, che nella stessa sede concorrono  nei diversi ruoli – con interventi, atti e voti , ad amministrare più o meno bene la città e non a dare lezioni spocchiose dai più moderni pulpiti .

Infatti, poteva accorgersi che tutte le opere pubbliche sono comprese nei documenti di bilancio, a cominciare dal piano triennale ed annuale , e che da consigliere, ove mai si abbassasse a tanto,  ha in mano gli strumenti  ( il più banale gli emendamenti ) per proporre democraticamente tutte le modifiche che ritiene più opportune ed utili. Poi – se non contento – vota semplicemente contro a quello che il suo Barelli approva in giunta.

Nel merito poi vale la pena ricordare che non è che i viterbesi pagano  tributi solo per finanziare meritevoli  lazzi e sollazzi a cui il buon Rossi dedica  con tanto interesse nelle sue multiformi attività

;  probabilmente s’aspettano che tali tributi siano destinati anche a  più prosaici investimenti in beni e servizi di quotidiano uso.

Il Sindaco poi dica una parola_  perché non è che i meno immaginifici consiglieri comunali possano essere trattati dal novello nobiluomo come il  Marchese del Grillo apostrofava i cosiddetti plebei. Mo basta.

Mario Quintarelli
Capogruppo PD Consiglio Comunale Viterbo