L’assemblea nazionale di ANCI Giovani a Salerno. Gli impegni dichiarati: nuove città più vivibili,  lavoro di cittadinanza e finanza locale per nuovi investimenti

NewTuscia – VITERBO –

Simone Stefanini Conti

 

“Siamo storie e competenze per il Paese e siamo già classe dirigente. Non pensiamo solo ai giovani amministratori, ma alla comunità intera perché vogliamo ragionare non sul presente ma sul futuro delle future giovani generazioni”. Così il sindaco di Pizzo Calabro e coordinatore nazionale di Anci Giovani, Gianluca Callipo ha riassunto lo spirito dell’assemblea dei giovani amministratori svoltasi a Salerno.

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Dei giovani, del loro entusiasmo, che sia declinato nelle amministrazioni o nell’associazione che mi onoro di presiedere, abbiamo assoluto bisogno. Ho una fiducia sincera e spontanea nel loro contributo nel ridisegnare una nuova agenda politica per il Paese di oggi e di domani”.

Il presidente dell’Anci Antonio Decaro, ha  rivolto su Anci Rivista, il suo personale saluto in occasione  della VIII assemblea nazionale dei giovani amministratori italiani, che si sono ritrovati  a Salerno il 17 e 18 marzo.

Il presidente Anci, parlando da “ex giovane ai giovani”, sottolinea come, nei 13 anni dal suo debutto da assessore 34enne a Bari, le cose siano cambiate. “Più giovani sono i parlamentari, più giovani sono i ministri. E nei Comuni – rivendica – tanti sono gli esempi di sindaci giovani e capaci che si stanno facendo apprezzare dai concittadini e si affermano sulla scena nazionale”.

Venendo al lavoro e alla disoccupazione giovanile, al centro della tre giorni salernitana, Decaro ribadisce il suo impegno di sindaco del Sud. “Nonostante le competenze marginali riservate alle amministrazioni locali su questa materia, non ho mai ritenuto di potermi sottrarre ad una richiesta che arriva soprattutto dai ragazzi”, ricorda il presidente Anci.

“I sindaci sono stati degli apripista nello sperimentare misure di reddito di cittadinanza, collegandole soprattutto all’offerta di strumenti formativi a chi ne beneficia”, aggiunge facendo cenno alla positiva esperienza dei ‘cantieri di cittadinanza’ che a Bari è sfociata nella creazione di 45 posti di lavoro a tempo indeterminato, su trecento tirocini completati.

Infine, un cenno alla questione del rilancio delle aree interne, per la prima volta nel cuore del dibattito degli under 35. “Riguarda gran parte del paese dove, non a caso alla presenza diffusa di piccoli Comuni in termini di abitanti, corrisponde un patrimonio ambientale, produttivo e culturale di immenso valore e potenzialità. Non possiamo permetterci che tale risorsa, per diminuzione dei servizi e per lo spopolamento, si trasformi in problema”, ribadisce Decaro che ha individuato una delega ad hoc per le aree interne una volta insediato alla presidenza dell’Anci.

Di fronte alla fragilità di queste aree, la ricetta indicata dal presidente Anci è chiara: “Occorre una politica nazionale che non solo contrasti lo spopolamento ma che consenta anche un ritorno delle imprese e della “vivibilità” dei territori più periferici”

Il Ministro per il Mezzogiorno, De Vincenti,  ha infine risposto alle sollecitazioni per un riordino verso l’autonomia della finanza locale.

“I problemi posti sono reali ha dichiarato De Vincenti. Siamo in una fase difficile ed il primo a risentirne è il bilancio della pubblica amministrazione ma bisogna riconoscere che questo governo e quello di Renzi prima non ha mai ridotto le risorse ai Comuni.

Poi abbiamo superato il Patto di stabilità interno e creato spazi per gli investimenti. Abbiamo anche avviato la costruzione dei costi standard, che stiamo monitorando per renderlo il più equilibrato possibile. Questo significa renderci tutti più responsabili, nell’utilizzo più sensato delle risorse pubbliche”.