Stefano Stefanini

NewTuscia – VASANELLO – Mentre gli accertamenti medico legali fanno il loro corso per la  ricostruzione nei minimi particolari l’omicidio-suicidio di Silvia e Francesco, le due città nelle dichiarazioni dei sindaci di Amelia, Laura Pernazza, e di Vasanello, Antonio Porri, manifestano la volontà

delle rispettive comunità di stringersi con sincera partecipazione alle famiglie dei ragazzi  colpite da un dolore incolmabile e profondo.  Anche le comunità religiose stanno programmando dei momenti di preghiera e riflessione per ricordare e pregare per i due ragazzi travolti  da un destino che ha spento i sogni e le aspirazioni dello loro vite, vita che uno di loro, sbagliando, non ha saputo sopportare lontana dall’altra, amata sin dalla prima adolescenza.

In questo frangente  le tante parole, ricostruzioni, illazioni non servono a nulla… Come dicevano la giustizia terrena farà il suo corso ” come da prassi”, ma le nostre coscienze devono interrogarsi su un punto cruciale : perché un dolore insopportabile come la forzata separazione dall’amore della propria vita possa spingere a volere la morte della persona tanto amata, fino anche a privarsi della propria vita?

Purtroppo oggi i cosiddetti femminicidi, termine secondo me troppo crudo e materiale, si stanno perpetrando  con una ripetitività insostenibile, associati anche ai tentati o riusciti suicidi da parte degli uomini.   La ragionevolezza e la ragione  e non l’impeto e la violenza bruta dovrebbero animare l’intimo di un ragazzo o di una ragazza che si accorgono che il loro rapporto si è interrotto.   Dialogare con pazienza, comprensione, costruttività , rispetto per  l’altro nella coppia e in genere tra individui con serenita’ e sincerita’ in questi anni di comunicazioni troppo “virtuali” sembra un “privilegio” quasi scomparso.

Non sappiamo cosa si siano detti in questi istanti Silvia e Francesco in macchina, come avranno fatto tante volte negli anni…. Tutte le coppie si confrontano, litigano,  ma mai va oltrepassato il rispetto dell’altro….. Le regole dell’amore indecifrabile e infinito che lega due giovani, i loro sogni, le loro aspirazioni che possono ” cadere in volo “, quando si “perde l’amore” non dovrebbero  spingerli a gesti irreparabili.

Forse chi era  vicino  alla coppia ormai separata non si è neppure accorto  del dramma che dilaniava  uno di loro…per paura dell’abbandono di colei che avrà amato per anni più di ogni altra cosa. Forse parlando con coloro che ci vogliono davvero bene una malsana volontà negativa  che ci attanaglia può essere tramutata in una prospettiva di un nuovo inizio, di un allontanamento nei primi tempi dolorosissimo,  ma poi colmato da altre esperienze  ed opportunità che la vita sempre prima o poi sa metterci a disposizione .

Nessuno  può  ergersi a giudice, ma l’educazione all’amore, al rispetto per la persona tanto  amata comporta delle responsabilità che nessuno di noi può imporre o violare,  nei giovani come nelle coppie più adulte.

Ma le parole, le analisi, le sentenze, le chiacchiere, forse troppe, ora non servono…..serve la vicinanza alle famiglie e dagli amici dilaniati  dal dolore…. Silvia e Francesco, il loro sacrificio incomprensibile … accompagnino e consolino, dalla dimensione di Luce in cui sono avvolti, coloro che sono rimasti costernati dalla fine di un Amore immenso che nessuno di noi può immaginare. Non li dimenticheremo, nella dimensione di Amore  e di Amicizia, nella Bellezza della Gioventu’ che rimane incorruttibile, oltre il tempo e lo spazio, come nell’intimo di chi li ha tanto amati.