NewTuscia – PERUGIA – È di ieri la notizia dell‘approvazione della Legge delega contro la povertà che introduce il Reddito di Inclusione per le fasce vulnerabili e che consentirà alle famiglie con figli minori e agli ultra 55enni di poter usufruire della misura nazionale. Questa nuova misura, dovrà comunque essere messa in atto attraverso decreti attuativi auspicando la possibilità di inserite tutte le famigli con figli a carico e non solo minori e gli over 40 senza reddito evitando così l‘esclusione di altrettante fasce vulnerabili.
A fronte di questo risultato raggiunto non può non destare forte preoccupazione la notizia proveniente dall‘ultima Conferenza Stato-Regioni, che parla di ingenti tagli ai danni del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza. Se per il primo a farne le spese saranno ancora una volta le fasce deboli, in particolare i minori soprattutto perché gli interventi obbligatori su disposizione dell‘autorità giudiziaria dreneranno risorse importanti sul fronte della prevenzione del disagio, anche a sostegno delle responsabilità familiari, per quanto riguarda il fondo per la non autosufficienza si annullerà di fatto quanto stabilito e stanziato all‘interno della legge per la Coesione sociale e il Mezzogiorno, lasciando quindi sostanzialmente invariato quanto era stabilito negli anni passati per la Non Autosufficienza, ancora una volta a discapito di anziani e disabili che nella nostra regione sono in costante aumento.
Tale decisione andrebbe poi a gravare ulteriormente sui fondi necessari e ad assicurare livelli essenziali di prestazioni come i servizi di sostegno alla disabilità o i contributi per le famiglie con disabili gravissimi. Senza contare le gravi ricadute sul sistema dei servizi sociali, che sono già, in condizione di oggettiva difficoltà a causa dell’insufficienza di personale, del blocco delle assunzioni e del turn-over, nonché dei limiti alla spesa imposti dalle norme di finanza pubblica.
Auspichiamo pertanto un intervento del Ministero del Welfare con una rivalutazione da parte del Governo della destinazione dei capitoli di spesa, per consentire a tutti gli attori coinvolti, Regione compresa, di adoperarsi per trovare una soluzione che eviti l‘applicazione di tagli lineari ad un settore già così in sofferenza.















