NewTuscia – VITERBO – L’otto marzo ha unito donne di 55 paesi nel mondo per uno sciopero globale contro la violenza perpetrata sulle donne in ogni momento della vita e in ogni ambito, contro il femminicidio, contro lo sfruttamento nel lavoro, per l’adeguamento salariale, per una vita e non una sopravvivenza.

A Viterbo, AUCS – Casa dei diritti sociali – Erinna – Sans Frontiere – USB e singole, hanno promosso e organizzato la diffusione della piattaforma delle donne riunite sotto la sigla “non una di meno”, il movimento femminista che da un anno lavora alle rivendicazioni delle donne per preparare, prima, la manifestazione del 25 novembre poi, con un numero sempre crescente di partecipanti ai tavoli di discussione, il one billion rising del 14 febbraio. La grande assemblea di Bologna, oltre millecinquecento donne impegnate ai tavoli per stabilire gli otto punti della piattaforma femminista rivendicativa,  ha sancito lo sciopero delle donne per l’otto marzo.

Cento donne del viterbese si sono riunite in piazza del Plebiscito, hanno intrecciato i fili, nero e fucsia, per collegarsi l’una all’altra e formare una losanga. Ha aperto il corteo la fila di matrioske con la scritta “non una di meno” e “se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo” dietro la grande losanga  ad occupare tutta l’ampiezza delle strade. Il corteo si è snodato per tutto il centro storico fino a tornare a piazza del Plebiscito. In ogni piazza e in ogni luogo significativo sono stati, via via, letti gli otto punti della piattaforma accompagnati da commenti, brani di prosa, poesie inerenti il punto citato. Stornelli hanno accompagnato il corteo tra una piazza e l’altra. Una nota per gli uomini coraggiosi presenti al fianco delle donne in corteo e “Bella ciao” hanno chiuso la manifestazione.