Lepidini (PD): “Ecco il perché dell’immobilismo a 5 Stelle”

alessandro-lepidini-mun-ixNewTuscia – ROMA – “In coda al Consiglio del IX Municipio di ieri sono emersi i perché dell’immobilismo a cinque stelle”. E’ quanto dichiara in una nota Alessandro Lepidini, Consigliere PD al IX Municipio.

“Ieri, infatti si è appreso che tutto è fermo perché c’ è stata la rivelazione del dogma pentastellato vuole che siano i cittadini stessi a farsi carico della risoluzione dei problemi perché sostenitori del principio della partecipazione attiva. Peccato però che questo bizzarra teoria sia stata richiamata in aula rispetto ad un episodio di eccezionale gravità cioè a proposito della scorsa domenica – 6 marzo – quando al Molino/Santa Felicola centinaia di famiglie, alcune con neonati e disabili in casa, si sono trovate per oltre 24 ore senza una goccia d’acqua.

Ad ogni evidenza – prosegue il  Consigliere PD – una situazione emergenziale dove ai cittadini veniva consegnato l’ingrato compito di inviare e-mail, così – questo l’argomento usato ieri in aula – si sosterrebbe la partecipazione attiva dei cittadini? Ai cinque stelle sfugge purtroppo che nel momento in cui ci si candida a guidare le Istituzioni e si viene scelti dall’elettorato questo  avviene perché la gente vuole delle risposte. E invece no,  le Istituzioni a cinque stelle sono immobili, votate all’inazione perché nella teoria grillina non devono dare risposte ma, quando va bene, limitarsi a girare a mo di “passacarte” richieste e segnalazioni dei cittadini.

Se i pentastellati non vogliono o non sanno fornire risposte farebbero bene a dimettersi tornando a fare i cittadine perché forse non lo hanno ben chiaro ma dovrebbero essere loro a governare la Città e chi esce penalizzato dalla loro totale inerzia sono proprio quei cittadini di cui, in maniera altisonante, si autodefiniscono portavoce”. Sono otto mesi che va avanti così,  pochi atti, molti dei quali meri copia in colla di precedenti amministrazioni, con uffici senza indirizzi e annunci di grandi operazioni postate unicamente attraverso i social. Tutto questo – conclude Lepidini –  dà però precisa evidenza del perché l’immobilismo di Roma non è un caso ma risponde precisamente all’inazione eretta a modello di governo sostenuta dagli annunci via social.