NewTuscia – VITERBO – Bisogna risanare i conti di Unicoop Tirreno, se non si vuole chiudere i battenti e mandare a casa tutti i lavoratori nei negozi.  Il disavanzo accumulato in anni ed anni di mala gestione ammonta a 100 milioni e Bankitalia ha imposto, a Uniccop Tirreno, di rafforzare il suo patrimonio, attraverso la formula del prestito sociale, a garanzia dei 120 mila soci che le hanno affidato più di 1.098 milioni di risparmi.

Il nuovo consiglio di amministrazione, con a capo Piero Canova, ha messo in atto un nuovo piano di risanamento che consiste nel riorganizzare la cooperativa “snellendo” la rete di vendita, “accrescendo” lo sviluppo del franchising e “dimagrendo” i costi che, tradotto, vorrebbe dire, meno lavoratori alle dipendenze e si chiudono o vendono negozi.

Ad esempio, durante l’incontro che si è tenuto nel supermercato Coop di Civita Castellana, i manager addetti sono stai chiari: 650 persone saranno mandate a casa, di queste 160 lavorano negli uffici della direzione.  Ai lavoratori che operano nei negozi è stato detto chiaramente che verrà azzerato il contratto integrativo, frutti di anni di lotte  e dovranno essere pronti a riboccarsi le maniche se hanno intenzione di mantenere il loro posto di lavoro. L’unico modo per ripristinare il disavanzo aziendale è tagliare sui lavoratori e il loro costo.

Ma non una parola sul ruolo che la dirigenza ha avuto nell’accumulare debiti e fare scelte che hanno messo in crisi la cooperativa.  Già perché la Coop è ancora una cooperativa di consumatori. I lavoratori hanno chiesto e chiedono un resoconto dettagliato di quanto: dirigenti, consiglieri, portaborse prendono di stipendio e se è poi vero che le 160 persone, nella sede principale, saranno licenziate. La paura e che saranno riassorbite nei vari punti vendita?

Per quanto riguarda i compensi degli Amministratori e Dirigenti Unicoop Tirreno abbiamo scandagliato il Bilancio relativo all’anno 2015. Ci sono dati complessivi. Quello che si evince è che ad esempio per quanto riguarda il compenso relativo al Consiglio di amministrazione se, sempre nel 2015,  i componenti erano 45, l’importo totale per compensi e rimborsi spese ammonta a 277,1000 euro.

Per il Collegio Sindacale: compensi e rimborsi spese, 132,4000, ed risultavano un presidente, 4 sindaci effetti e due supplenti.

Per il costo del lavoro relativo ai dipendenti nel 2015 Unicoop Tirreno aveva 4.106 impiegati, 98 quadri e 21 dirigenti per un costo totale di 143.334,4000. Ma non c’è dato sapere l’ammontare dei dirigenti o quadri.

Interessante l’ammontare pagato alla ditta Ria Grant Thornton S.p.a che aveva il compito di revisione legale e certificazione del bilancio: 124,9000 euro nel 2015.

Non essendo molto soddisfatti dei dati ricevuti abbiamo sottoposto ad Unicoop Tirreno alcune domane?

  1. Dal Bilancio Unicoop Tirreni 2015 i quadri ammontano a 98. Quale è il loro stipendio medio?
  2. I dirigenti, sempre riferito al 2015 erano 21. I loro nomi e Cognoni? Che ruolo svolgevano all’interno dell’azienda? Quale stipendio percepivano? Premi? Rimborsi, spese?
  3. Fanno parte di altri consigli di amministrazione legate al mondo delle cooperative?
  4. Ad esempio IGD?
  5. Quale è il loro compenso?
  6. Ad esempio ci puoi chiarire la situazione di Fernando Pellegrini. Fa parte di IGD?
  7. Leonardo Caporioni? Fa parte di IGD? Quale è il suo stipendio?
  8. Nella sede di Unicoop Tirreno quanti sono gli impiegati dagli uscieri a dirigenti i totale?
  9. Si parla di 160 persone in esubero nella sede di Unicoop Tirreno?
  10. Verranno licenziate o ricollocate nei negozi sparsi sul territorio?
  11. Quali sono state le direzioni che negli anni hanno accumulato più perdite?
  12. Negli anni, quanti bilanci a consultivo hanno rispettato i bilanci a preventivo?
  13. Chi approva i bilanci il Consiglio di amministrazione?
  14. Se si sono stati votati a maggioranza?
  15. Chi non ha votato?
  16. L’azienda è consapevole che la mala gestione dei dirigenti ha portato al fallimento?
  17. Perché non hanno licenziato il Presidente?
  18. Come si pensa di risolvere la situazione mantenendo nei posti di lavoro le stesse persone che hanno portato alla crisi?
  19. Si chiede ai lavoratori di togliere l’integrativa e firmare nuovi contratti, il problema fondamentale è lo stipendio dei lavoratori? O lo scopo è quello di togliere diritti e aumentare il carico di lavoro?

Non abbiamo avuto risposte.

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