Terremoto. I sindaci vogliono evitare la desertificazione socio-economica dei loro comuni: L’impegno delle Regioni

Stefano Stefaniniterremoto-laquila

NewTuscia – VITERBO – La Regione Lazio si è attivata fin da subito per aprire sui luoghi del sisma e sul web strumenti d’ascolto per dare risposte puntuali a cittadini e imprese per non lasciare sole le persone.  Recentemente il presidente, Nicola Zingaretti si è recato ad Amatrice per incontrare i sindaci e fare un punto sulle attività di ricostruzione e per illustrare il programma dei prossimi interventi.

Ecco i punti principali del lavoro che sta portando avanti la Regione Lazio :
L’ufficio ricostruzione e gli altri servizi per i cittadini. Dall’apertura, a inizio di dicembre, l’ufficio ha raccolto circa 350 richieste di informazioni, tramite sportello, e-mail e numero verde. A disposizione, tra le altre cose, anche uffici mobili e sportelli per dichiarazione danni, e sono ancora sul campo le due unità mobili di assistenza tecnica agli agricoltori. Attivo anche lo sportello cittadini presso l’ex scuola Curzi a San Benedetto del Tronto, e per coordinare le azioni, sono attivi i due centri operativi interregionali (Coi), di Amatrice e Borbona. Tra le altre cose, dal 14 gennaio è online il sito ricostruzionelazio.it, dove si trovano tutte le opportunità a disposizione dei cittadini e delle imprese nelle aree colpite dal sisma e una sezione news con tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla ricostruzione.
L’assistenza abitativa. In totale sono 673 le Sae, soluzioni abitative d’emergenza,  da realizzare: 21  le gare indette, 13 per Amatrice e 8 per Accumoli, per un totale di 379 Sae, 236 ad Amatrice e 143 ad Accumoli, oltre alle 125 realizzate dall’esercito per un totale di 503. Ad oggi sono stati avviati i lavori su 14 cantieri (9 Amatrice e 5 Accumoli). Risultano assegnate già dal Comune 25 casette nel Campo Lazio nella zona centrale di Amatrice e montate già 60 casette presso il Campo 0 e area Anpas. Entro Pasqua dovrebbero essere realizzate circa 400 casette. Nel periodo transitorio: alcuni nuclei familiari provenienti del Lazio sono alloggiati nei moduli abitativi provvisori utilizzati durante il terremoto de L’Aquila. Presso le strutture alberghiere del litorale marchigiano sono ospitate circa 2.500 persone; oltre 1.000 nuclei familiari percepiscono il contributo di autonoma sistemazione.
Sostegno alle attività produttive: uno dei primi obiettivi è stato fin da subito quello di riattivare l’economia come passaggio indispensabile per garantire la coesione e la ripresa dei territori feriti. dopo la fase d’ascolto, hanno aderito alla proposta di delocalizzazione ben 117 attività economiche: testimonianza della voglia di riscatto delle popolazioni.  abbiamo garantito un sostegno pari al 100% della spesa per la delocalizzazione temporanea delle attività economiche.

Le nuove aree commerciali per i comuni di Amatrice e Accumoli. La gara per la fornitura dei moduli è stata aggiudicata a fine gennaio. Nei giorni scorsi è stata bandita la gara per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, che sarà aggiudicata a breve. Oggi, lunedì 20 febbraio, viene consegnato il cantiere delle aree commerciali di amatrice. nei prossimi giorni il comune, sulla base di linee guida fornite dalla Regione, procederà all’assegnazione degli spazi alle singole imprese. Stiamo quindi lavorando per rispettare l’intenzione di aprire le strutture temporanee in cui delocalizzare circa 117 attività economiche prima dell’estate.

Il sistema agroalimentare: si sta concludendo l’installazione delle strutture di ricovero, si sta procedendo a realizzare ovili e fienili per sisma, mentre per le stalle bovini per sisma stiamo accompagnando l’azione dei privati. stiamo inoltre raccogliendo e gestendo le domande per le attrezzature e per tutto quello che occorre. E tra le altre cose sono riforniti regolarmente gli allevamenti, presso i punti di Torrita, Sommati e Castel Sant’Angelo; ad oggi sono stati distribuiti 530 quintali di fieno e 90 quintali di mangime. La Regione, in collaborazione con Arsial, ha prorogato per un mese la distribuzione di foraggio, mangime e acqua come fornitura straordinaria per le aziende.
Per i lavoratori: la cassa integrazione in deroga dal 24 settembre 2016, hanno beneficiato della cassa integrazione in deroga 108 aziende per un totale di 640 lavoratori, e sono già 88 i lavoratori per i quali è stata autorizzata la mobilità in deroga. tra le altre cose è stata introdotta anche un’indennità di integrazione salariale per 4 mesi o una tantum per i lavoratori subordinati e autonomi, che prevede un contributo una tantum pari a 5000 euro. Grazie alla sottoscrizione dell’accordo di programma per l’area di crisi industriale complessa della provincia di Rieti, oggi per le imprese operanti in un’area di crisi complessa, tutti i comuni colpiti dal sisma ne fanno parte, è possibile beneficiare di un ulteriore intervento di cassa integrazione straordinaria. infine, le imprese che assumono a tempo indeterminato disoccupati residenti nella provincia di Rieti, compresi i comuni colpiti dal sisma, possono usufruire di un bonus fino a 8mila euro. L’avviso è rivolto ai datori di lavoro che abbiano stipulato contratti di lavoro a tempo indeterminato a decorrere dal 15 giugno 2016 al 15 giugno 2017.

Sanità.  A disposizione dei cittadini 2 Presidi di Assistenza Socio Sanitaria (Pass): uno per Accumoli, l’altro per Amatrice. Le due strutture garantiscono l’assistenza ai cittadini colpiti attraverso le cure primarie e la continuità assistenziale, con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, e di alcune prestazioni specialistiche. Nelle prossime settimane aprirà una nuova struttura, lunga 33 metri e composta da otto container estensibili, undici monoblocchi prefabbricati più altri due per i servizi. Tutte le unità utilizzate sono coibentate e dotate di impianto di riscaldamento e aria condizionata.

 

Gestione rifiuti e macerie: si è coordinato lo smaltimento dei rifiuti urbani nell’ambito delle attività di emergenza a tal fine soso state bandite 5 gare ad evidenza pubblica. Ogni giorno l’Esercito e le ditte incaricate dalla Regione Lazio compiono decine di viaggi per smaltire le macerie, nei siti di Terracino e Posta. Finora sono state raccolte fino ad oggi oltre 34.000 tonnellate. Serviranno circa 60 giorni per la conclusione della attività di rimozione delle macerie “pubbliche”, mentre i tempi per quelle “private” saranno collegati alle attività di demolizione.

 

I comuni italiani in audizione alla Camera dei Deputati della scorsa settimana : “occorrono misure straordinarie a lungo termine in favore dei comuni devastati dal terremoto per evitare che la ricostruzione avvenga in territori desertificati socialmente ed economicamente”

Le Regioni possono accontentarsi della quantità delle risorse, i Comuni no. I sindaci, che in questa fase sono dei veri e propri disaster manager, devono pensare a misure a medio e lungo termine per dare continuità e speranza alle popolazioni colpite. Se sbagliamo la ricostruzione del territorio e del suo tessuto sociale ed economico ci troveremo tra qualche anno a dialogare con una comunità deserta”. Così il sindaco di Siena e delegato Anci alla Protezione civile, Bruno Valentini, durante l’audizione dei Comuni alla Camera in merito al Dl 8/2017 sui nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni dal terremoto.
“Il governo sta facendo bene – ha detto Valentini – ma le risorse messe in campo devono essere spese altrettanto bene, riguardando il futuro di circa 1,3 milioni di cittadini. A noi sindaci non servono misure tampone ma interventi straordinari, data la devastazione economica, sociale e culturale che il sisma ha causato.
All’audizione, oltre ai sindaci di Teramo, Accumoli, Norcia e Crognaleto, è intervenuto anche Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno, vicepresidente Anci e delegato dell’Associazione alla Finanza locale.

“E’ necessario – ha detto – attivarsi sui fronti della contabilità e bilancio, per mettere i Comuni nelle condizioni di essere esonerati dai vincoli 2017.

Serve intervenire tramite zone di fiscalità agevolata in favore dei nuclei produttivi, per tenerli sul territorio spingendoli ad investire, così da evitare la desertificazione economica di zone già fortemente colpite dal sisma.

E’ solo un meccanismo da rimettere in sesto, rivedendo il modello di sviluppo del nostro Paese: il modello italiano è orientato su standard di pianura che hanno fiaccato il sistema collinare e montano. La ricostruzione tenga quindi conto della contingenza ma anche del futuro, visto che i consumi si stanno spostando tutti sulle coste marine. Altrimenti – ha concluso Castelli – si corre il rischio che la ricostruzione possa essere del tutto inutile”