romoli bassano

Alessandro Romoli, presidente Interporto Centro Italia

NewTuscia – ORTE – Alla luce degli ultimi articoli comparsi sui quotidiani e sulle testate on line locali nonché dei comunicati di alcuni movimenti politici locali sui social network ci corre l’obbligo di rispondere ad alcune questioni sollevate. Premesso che la Interporto Centro Italia Orte S.p.A. è estranea a qualsiasi movimento, partito o associazione di natura politica, mantenendo da sempre la propria autonomia, non possiamo, al solo fine di tutelare il buon nome e l’immagine dell’azienda, esimerci dalle seguenti precisazioni relativamente ai contenuti dei suddetti articoli e comunicati.

“Non ritiene di conservare la propria partecipazione nella società in quanto non più strategica ….” (apparso su Tusciaweb in data 10/2/2017) Valutare la partecipazione di un ente pubblico come strategica in una società che persegue fini di impresa è disciplinata dai criteri dettati dall’art. 4 e 5 del D. Lgs 19 agosto 2016 n. 175, che, tendenzialmente, escludono il mantenimento della partecipazione quando le finalità della società non coincidono con quelle istituzionalmente affidate all’ente. (Art. 4. Finalità perseguibili mediante l’acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche 1. Le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società). “La società ha costituito una srl per la gestione di attività e servizi che riguardano l’interporto che ha portato a ravvisare un depauperamento delle funzioni di Interporto Centro Italia Orte S.p.A. nonché, in capo agli enti soci, l’impossibilità di esercitare il potere/dovere di controllo sulla gestione dei servizi.” (apparso su Tusciaweb in data 10/2/2017) La società Interporto Centro Italia Orte S.p.A., in conformità al proprio statuto ed alla legge, nel marzo del 2011, ha costituito, come pratica diffusa nei principali interporti italiani, al fine di garantire l’efficacia gestionale, la società Interporto Orte S.r.l. a Socio Unico, che è appunto la stessa Interporto Centro Italia Orte S.p.A.. Ne consegue che la Interporto Orte S.r.l. è soggetta ad attività di direzione, coordinamento e controllo da parte di Interporto Centro Italia Orte S.p.A. ai sensi ex art. 2359 codice civile. Non può trovare alcun apprezzamento citare la deliberazione n. 50/2011/PAR della Corte dei Conti, sezione Regionale di Controllo per il Lazio su istanza del Comune di Orte, che si basava su norme, ad oggi, del tutto superate o addirittura abrogate. Dunque, è grossolanamente falso quanto affermato nell’articolo qui citato, in quanto la Interporto Centro Italia Orte S.p.A., con i suoi soci, esercita un diretto e soverchiante controllo sulla società partecipata in via totalitaria. E non potrebbe essere diversamente per legge! “Interporto, si rischia la svendita”.. “Il valore degli investimenti fatti da Stato e Regione e’ enorme ed enorme anche il valore delle aree sui cui insiste nel tempo trasformate.” (apparso su Tusciaweb in data 10/2/2017) L’ente concedente (la Regione Lazio) ha immesso al proprio patrimonio gli immobili del compendio “Interporto di Orte” e pertanto detti immobili non appartengono al patrimonio della società Interporto Centro Italia Orte S.p.A. che è una mera concessionaria (ex art. 143, co 3, D. Lgs 163/2006 e smi). Il diritto di gestione è il “corrispettivo” della prestazione svolta dalla società di diritto privato che si inquadra esattamente nello schema legislativo della concessione. Non si configura alcuna svendita in quanto il criterio di valutazione delle azioni è stato determinato a norma dell’art. 2437 ter del codice civile. “Il Comune di Viterbo, dopo la Provincia di Viterbo, l’Autorità Portuale di Civitavecchia ed il Comune di Terni delibera di non voler conservare la propria partecipazione nella “Società Interporto Centro Italia Orte” … Quello che da …………. viene considerato “una risorsa per il nostro territorio” viene invece definito dal Comune di Viterbo e gli altri enti pubblici come un “contenitore vuoto in quanto non più strategico e non indispensabile al perseguimento di finalità istituzionali”. Una Società che ha all’attivo 9 componenti del proprio Consiglio di Amministrazione e NESSUN DIPENDENTE, con risultati di esercizio negativi consecutivi già dal 2013 e che dalla visura camerale della CCIAA di Viterbo risulta inattiva, francamente non ci sembra possa rappresentare una grande risorsa per Orte. Quello che è sotto gli occhi di tutti è che il progetto Interporto, dopo più di 30 anni dalla costituzione della Società, non è ancora decollato ed il grande scatolone realizzato con soldi pubblici altro non è che un enorme magazzino per rimesse di genere vario.” (apparso su Facebook in data 14/2/2017 e sul CORRIERE di VITERBO in data 16/2/2017). La società ha avviato l’iter e le procedure di gara per il completamento dell’Interporto organizzato a stralci, e nel 2016 ha affidato a seguito di procedure di gara la realizzazione del terminal ferroviario. Il Terminal, progettato con standard europei, è raccordato alla stazione di Orte (giusto contratto di raccordo e di gestione sottoscritto con la soc. RFI SpA) ed è in linea con quelli presenti nelle altre strutture logistiche europee per l’erogazione dei servizi interportuali come previsti e descritti dalla deliberazione CIPET 7 aprile 1993 (G.U. Serie Generale n. 111 del 14-05-1993). Attualmente vengono svolte attività commerciali mediante la interamente partecipata Interporto Orte S.r.l. attinenti la frigoconservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di merci in quattro provincie del Centro Italia per clienti a livello internazionale, con una produzione di fatturato già notevole e che sta crescendo in misura esponenziale. La struttura societaria è autorizzata ad effettuare operazioni doganali in regime di procedura domiciliata, oltre ad essere magazzino IVA e magazzino doganale di tipo C, unica realtà di tale livello presente nel centro Italia. I contributi di cui si parla spesso a sproposito, sono stati stanziati in quanto previsti dalla legge della Repubblica Italiana 4 agosto 1990 n° 240 “Interventi dello Stato per la realizzazione di interporti finalizzati al trasporto merci e in favore dell’Intermodalità”, pubblicata sulla G.U. n. 192 del 18-8-1990, tutti finalizzati a realizzare una infrastruttura di interesse nazionale e che, al termine del periodo di concessione (trent’anni), ritornerà nel possesso della proprietà pubblica. “… La società non ha MAI versato un euro nelle casse del nostro Comune sia che si parli di TARI, di TASI o di oneri di urbanizzazione provocando un forte ammanco nelle casse Comunali. Di contro ci aspettiamo e PRETENDIAMO che, come tutti gli imprenditori, artigiani, commercianti, enti pubblici e privati cittadini pagano le tasse, facciano lo stesso anche loro! “ (apparso su Facebook in data 14/2/2017).

Con sentenza n. 675/2016 resa dalla Commissione Tributaria Provinciale, è stato dichiarato che il Comune di Orte è sprovvisto, verso Interporto, di alcun potere impositivo in materia di Tarsu e Tari. In tale giudizio, il Comune di Orte è stato condannato al pagamento delle spese di lite. E’ stato pertanto affermato il principio sempre sostenuto da Interporto Centro Italia Orte S.p.A. (e completamente disatteso dal Comune di Orte, unico caso in tutta Italia), secondo il quale gli Interporti, per la loro natura, sono esentati dalla suddetta imposta.

Va detto, per converso, che Interporto vanta un credito verso il Comune di Orte per la somma di euro 92.454,56, a titolo di rimborso dei costi anticipati da Interporto per i lavori di metanizzazione eseguiti in concomitanza con i lavori dei realizzazione dell’infrastruttura (somma riconosciuta Del. G.C. n. 351/2008 e Del. GC n. 165/2010); tale credito è portato da una ingiunzione emessa dal Tribunale di Viterbo contro cui il Comune ha proposto opposizione, chiedendo in via riconvenzionale la somma di euro 262.826,17 a titolo di oneri concessori riferibili al PdC n. 05/2010.

La causa RG 4116/13 presso il Tribunale di Viterbo è stata spedita in decisione e si ritiene, fondatamente, che l’opposizione del Comune sarà rigettata. Va evidenziato che l’Art. 17 del DPR 380/01 – Riduzione o esonero dal contributo di costruzione – sancisce al comma 3 lett. C), che “Il contributo di costruzione non è dovuto per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici.” Interporto Centro Italia Orte SpA essendo una concessionaria lavori è l’ente istituzionalmente competente alla realizzazione dell’opera pubblica per nome e per conto dell’Ente concedente. Nella speranza di aver chiarito definitivamente le questioni sollevate, rappresentiamo che d’ora in avanti, in caso di ulteriori polemiche che possano ledere diritti al gruppo societario, ci troveremo costretti nostro malgrado ad adire le vie legali in tutte le più opportune sedi competenti. Ci auguriamo, pertanto, di porre fine ad atteggiamenti che riteniamo poco rispettosi nei riguardi della scrivente società.