Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – L’aveva annunciato ieri con una live estemporanea da piazza della Rocca ed è stata la prima a spendere quelle poche parole furbetti quinta colonna1che la giornalista Martina Della Valle, inviata a Viterbo di Quinta Colonna di Rete4, ha potuto farle dire.

Appuntamento al Caffé Grandori di Viterbo.

Parliamo di Chiara Frontini che, insieme al presidente dell’ordine dei medici di Viterbo, Dr. Antonio Maria Lanzetti, sono stati gli unici a poter parlare anche se per pochi istanti.

Con loro si sono riconosciuti il consigliere comunale di Fondazione Gianmaria Santucci, il sindacalista Usb Aurelio Neri e altri membri di Fondazione e Viterbo2020.

La giornalista di Rete4 ha introdotto la vicenda ricordando i 23 avvisi di garanzia emessi dalla Guardia di Finanza di Viterbo, dopo mesi e mesi di indagini, ad altrettanti dipendenti, tra medici ed infermieri, del Servizio Centro Trasfusionale presso l’ospedale di Belcolle a Viterbo.

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“E’ sicuramente grave la storia della timbratura dei cartellini – ha detto la leader di Viterbo2020 – ma è soprattutto grave che si tolgano risorse al bilancio dell’ospedale”. A queste parole esplode l’applauso nello studio di Quinta Colonna.

Quindi la giornalista passa a intervistare il Dott. Lanzetti, chiedendogli se conosce “alcuni di questi assenteisti e truffatori”, come rimarca con un attimo di ritardo l’inviata parlando dei “truffatori”.
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“Sì, li conosco”, dice Lanzetti, poco dopo interrotto dalla domanda “Lei timbra il cartellino?” della giornalista.
“Sì”, risponde Lanzetti. “Che ne pensa di questa storia”, controbatte la giornalista di Quinta Colonna. “E’ una brutta storia – continua il presidente dell’ordine dei Medici di Viterbo – brutta storia sia per quanto riguarda le timbrature anomale, sia per quanto riguarda” i truffatori “anche se non c’è stata una limitazione dei servizi erogati” a causa di questa vicenda. Dallo studio centrale, poi, irrompe Paolo Del Debbio che dice “Ma sono tanti soldi”, commentando le parole di Lanzetti e riferendosi ai circa 1,3 milioni di fatture gonfiate, così come risulta dalle indagini della Guardia di Finanza di Viterbo.
“Si sono tantissimi soldi”, annuisce Lanzetti, “la cosa è grave” continua il medico e Del Debbio controreplica dicendo “sono una manna dal cielo quei soldi”. “Per chi li prende sì, per chi li tira fuori no”, annuisce ancora una volta Lanzetti, da 37 anni a Belcolle.

“Un danno grossissimo e l’atteggiamento che ha assunto la Asl, l’atteggiamento che abbiamo assunto noi (Ordine dei medici di Viterbo, ndr) nei confronti dei colleghi che sono interessati è di fermezza e di non lasciare nulla che possa dare adito a sanatorie o qualcosa del genere. Siamo impegnati – conclude Lanzetti – ciascuno nelle proprie competenze. La Asl  in questo fatto è sicuramente parte lesa e conosce gli atti, noi non abbiamo ancora avuto notizie dalla Procura su ciò che è veramente successo, anche se abbiamo già aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei medici che sono coinvolti e attendiamo che la Procura ci faccia sapere come stanno le cose per le relative procedure processuali per intervenire con al mano ferma assolutamente”.

Nel secondo collegamento Gianmaria Santucci ha affermato che “in pochi 7 anni abbiamo avuto diversi direttori generali e commissari della Asl. La politica nomina i direttori generali che finiscono sotto inchiesta, poi c’è un commissario e così via con nuovi indagati.
Stavolta va dato atto che il direttore generale ha messo sotto inchiesta i dipendenti cui sono arrivati gli avvisi di garanzia. Ci sono indagini per corruzione, concussione, falso, finanziamento ai partiti, abuso d’ufficio, sulla realizzazione degli ascensori. Questo è un territorio pieno di inchieste”.

Quindi è stata la volta del sindacalista di Usb Sanità Aurelio Neri. “Io rappresento il sindacato Usb, normalmente indicato per difendere i lavoratori. Qui si tratta di una brutta storia. E’ chiaro che se c’è stato un illecito penale, l’atto va perseguito com’è giusto che sia. Una riflessione credo sia opportuno farla. Giustamente ci indignamo di fronte a certe realtà, io però non sono un avvocato e non posso e non voglio entrare nel merito finché c’è un procedimento in atto. Però è giusto indignarsi anche per altre cose, ma quello che mi spiace è che sono entrati in un tritacarne in cui ne usciremo forse, se tutto va bene, tra due anni”. A questo punto il direttore del Tg4 Mario Giordano ha replicato che “nel tritacarne ci sono i cittadini non i furbetti”. Quindi Neri ha continuato dicendo che “a fronte dei 23 indagati ci sono centinaia e centinaia di lavoratori onesti”, il tutto avvalorato anche dal commento favorevole del conduttore Paolo Del Debbio che ha confermato come “in Italia ormai ci sono molti indagati per questi reati e che per pochi poi ne va l’immagine di un’intera categoria”.

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Il direttore del Tg4, Mario Giordano