I Comuni italiani Anci chiedono il sostegno del Governo ai comuni terremotati

Stefano Stefaniniterremoto-guardie-zoofile

NewTuscia – VITERBO – Al via i tavoli di concertazione presso le prefetture per non lasciare soli i sindaci nella gestione dell’emergenza terremoto.   “Sulla vulnerabilità sismica i Sindaci non possono essere esposti e lasciati soli. Dal governo riceviamo un primo segnale, la disponibilità a convocare un tavolo di confronto  e di coordinamento tra Sindaci, Presidenti delle Regioni e delle Province per definire un metodo di lavoro comune che dia luogo a provvedimenti omogenei. Occorre, però, anche molto altro”.

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha così riassunto l’esito dell’incontro che l’associazione dei Comuni ha chiesto e ottenuto con il sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il viceministro Filippo Bubbico e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.  Della delegazione Anci facevano parte, con il Presidente, il delegato protezione civile Bruno Valentini, i presidenti delle Anci regionali, Fausto Servadio (Lazio) Maurizio Mangialardi (Marche), e Giovanni Di Pangrazio per Anci Abruzzo e Gino Emili per Anci Umbria.

“Dopo aver naturalmente ringraziato la Protezione civile per la gestione di tutta la fase di emergenza – riferisce Decaro al termine della riunione – abbiamo manifestato alcune necessità dei Sindaci che fronteggiano queste circostanze dalla loro quotidiana trincea.

La prima: che venga inserito nel nuovo decreto la possibilità di introdurre per i Comuni del cratere una zona franca fiscale, una misura in grado di fare da volano per l’economia delle zone colpite.

La seconda: che venga data alle amministrazioni la possibilità di acquistare immobili residenziali invenduti in sostituzione dei moduli abitativi provvisori. La terza: che si semplifichino ulteriormente alcune procedure, come quelle per le demolizioni necessarie per assicurare l’incolumità pubblica e il ripristino della normale viabilità, e quelle per l’individuazione delle aree in cui insediare le casette temporanee”.

Ma fondamentale nell’interlocuzione con il governo è stata la discussione relativa alle recenti valutazioni della commissione nazionale grandi rischi che ha “esposto e lasciato soli”, come dice il rappresentante dei Sindaci italiani, gli amministratori sulla vulnerabilità sismica. “Rispetto alle valutazioni della commissione – sostiene Decaro – e alle indicazioni pervenute, per tramite del dipartimento di protezione civile, sulla vulnerabilità degli edifici pubblici e sulla loro verifica, è  indispensabile poter disporre di linee guida”.

La riunione a Palazzo Chigi ha consentito di imboccare la strada necessaria per il presidente Decaro: “Convocare presso le prefetture un tavolo di confronto e di coordinamento tra sindaci, presidenti delle Regioni e delle Province per definire un metodo di lavoro congiunto con cui affrontare un’emergenza senza precedenti e adottare comportamenti omogenei e uniformi in tutte le aree interessate. Perché quando si parla di edifici pubblici si tende a pensare alle scuole. Ma in realtà sono edifici pubblici anche quelli che gestiscono servizi non comunali come ospedali, caserme: i sindaci avrebbero la responsabilità anche della chiusura?”.

Lo scorso 3 novembre il neo presidente dell’Anci e sindaco di Bari, De Caro  aveva scritto una lettera al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: “Una serie di soluzioni ragionevoli che mirano a liberare i Sindaci, vista l’emergenza, da meri adempimenti burocratici che non hanno alcun senso in questa fase straordinaria di attività”.  In tal modo i comuni italiani hanno inteso fornire  un primo contributo di idee e possibili contenuti del prossimo provvedimento governativo che affronta l’emergenza sisma a seguito delle scosse del 26 e 30 ottobre scorsi.

“Si tratta – prosegue Decaro – di esigenze segnalatemi dai Sindaci colpiti dal sisma” ma anche dai “Sindaci interessati a fornire un supporto operativo attraverso proprio personale e risorse”.

Nella nota il presidente Decaro sintetizza i capitoli delle proposte e suggerimenti dell’Associazione.

In particolare, propone un serie di deroghe alle procedure  di somma urgenza per l’acquisto di lavori, servizi e forniture. Per quel riguarda i lavori, si chiede di prevedere una procedura più celere e non vincolata ai termini e alle modalità di cui all’articolo 191 del Testo Unico degli Enti Locali  sul riconoscimento dell’eventuale debito fuori bilancio, richiamato dall’articolo 163 comma 4 del nuovo codice dei contratti pubblici. Per quel che riguarda invece gli acquisiti di beni e servizi,  segnala la necessità di una deroga che consenta al responsabile unico del procedimento di attestare direttamente la congruità del prezzo, evitando il passaggio tra prezzo provvisorio,  definitivo e verifica di congruità di quest’ultimo da parte dell’ANAC entro i successivi 60 giorni.

Il Presidente dell’ANCI, pone poi il tema del personale a supporto dei Comuni colpiti dal sisma, chiedendo al Governo di “ripristinare immediatamente nelle Regioni dell’Umbria e dell’Abruzzo il regime ordinario delle assunzioni, cogliendo l’occasione per sottolineare come tale sblocco andrebbe esteso anche a tutte le Regioni a statuto ordinario in cui ciò non è ancora avvenuto”; una deroga alla disciplina vigente in materia di attivazione preventiva della mobilità di cui al decreto legislativo n. 165/2001 per velocizzare le procedure di reclutamento, anche per assunzioni a tempo determinato; l’utilizzo o la proroga  delle graduatorie esistenti; la possibilità che i Comuni colpiti dal sisma possano utilizzare personale proveniente da altri Comuni italiani  attraverso  l’istituto del distacco con oneri di spese di missione a carico del fondo emergenza; la possibilità di utilizzare segretari comunali in disponibilità, con oneri esclusivamente a carico del Ministero dell’Interno.

Serve inoltre  la massima celerità – ha precisato il presidente dell’Anci – “e semplificazione delle procedure per il rilascio dei pareri delle sovraintendenze competenti per gli interventi strutturali sui beni culturali colpiti dal sisma. Un’idea potrebbe essere quella di individuare corsie preferenziali, ovvero una task force” per i pareri sui beni culturali ma soprattutto “una riduzione dei termini per l’espressione degli stessi pareri”.

Infine, i comuni italiani  sollecitano il ristoro del mancato gettito IMU/TASI/TARI a favore dei Comuni, la sospensione delle sanzioni 2015 e, per gli enti in predissesto,  la sospensione dei limiti previsti nel piano di riequilibrio finanziario per la durata del periodo della ricostruzione.