NewTuscia – TARQUINIA – mazzoli tarquinia1 mazzoli tarquinia2“È fondamentale conoscere e ricordare i fatti e i crimini della più grande tragedia dell’umanità. Capire quanto profondo sia l’inferno in cui possono trascinare l’odio  e la follia umani è un esercizio di civiltà e cittadinanza”. Così ha dichiarato Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, partecipando oggi alla Giornata della Memoria organizzata a Tarquinia da Semi di Pace nella sala consiliare del palazzo comunale. Insieme al parlamentare dem, sono intervenuti il sindaco Mauro Mazzola, Elisa Guida (Università degli Studi della Tuscia, direttore della Mostra “La Shoah in Italia. Persecuzione e deportazioni 1938-1945”), Valerio Fiorentini (studente dell’IISS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, con “Il ricordo non difende. Percorsi e contraddizioni nella memoria della Shoah”), Lello Dell’Ariccia, scampato alla Shoah e rappresentante del Progetto Memoria, Dan  Haezrachy (vice ambasciatore di Israele in Italia) nonché i rappresentanti di tutte le confessioni religiose. A concludere la prima parte della cerimonia è stato un momento artistico con gli allievi dell’Accademia Tarquinia Musica.

“Sono molto grato all’associazione Semi di Pace per aver promosso – ha detto Mazzoli – questa giornata e al Comune di Tarquinia per aver messo a disposizione la sala consigliare per vivere insieme questo momento. Un grazie anche alle scuole, per l’impegno di dirigenti scolastici, insegnati e studenti. Il 25 gennaio 1945 le truppe sovietiche della 60esima armata arrivarono per prime nella città polacca di Auschwitz, scoprendo il vicino campo di concentramento e liberando i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente al mondo per la prima volta l’orrore del genocidio nazista”.

“Con il termine Olocausto, meglio identificato in ebraico come Shoah, ovvero distruzione, si indica – ha ricordato il deputato Pd – il genocidio compiuto dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa e, per estensione, lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute “indesiderabili” – come oppositori politici, omosessuali, zingari, disabili, testimoni di Geova, malati di mente – che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, tra cui 6 milioni di ebrei, di ogni sesso ed età”.

“Si trattò di una progressiva escalation che portò – ha aggiunto – alla “soluzione finale della questione ebraica”. Nel labirinto della memoria è conservato un vagone del treno che venne utilizzato per le deportazioni: si può provare ad immaginare il viaggio dei deportati.  Non era solo il tragitto da un posto all’altro: era il passaggio da una condizione umana a una disumana, di distruzione progressiva della dignità e delle identità di donne, uomini, bambini, prima ancora della vita. Una tragedia per l’umanità che non possiamo dimenticare: solo la memoria ci concederà gli anticorpi necessari contro ogni forma di odio e discriminazione”.

“Oltre alla memoria della Shoah è fondamentale – ha concluso Mazzoli – la ricostruzione del periodo precedente, col crollo di un sistema di valori e la crisi economica, della politica e della democrazia in Europa tra le due guerre. Circostanze che hanno prodotto nella pancia della società il bisogno di un uomo forte come Hitler, che infatti arrivò al potere perché vinse le elezioni. Come ricordiamo la tragedia immensa, dobbiamo ricordarne le ragioni così da rimanere sempre vigili”.