NewTuscia – VASANELLO – Nuovo appuntamento dell’associazione culturale “la Poderosa” venerdì 27 gennaio alla sala conferenze dell’Università Agraria di Vasanello con la presentazione del bel libro di Silvio Antonini Faremo a fassela” Gli arditi del popolo e l’avvento del fascismo nella città di Viterbo e nell’Alto Lazio. Un appuntamento che prosegue nel solco del rloca 27gennaioecupero della memoria storica e del rifiuto di ogni forma di discriminazione per i quali la Poderosa è nata.

La storia degli Arditi del popolo si inserisce perfettamente in questo percorso in quanto racconta le travagliate vicende dei figli legittimi, ancorché disconosciuti, di quel complesso laboratorio politico-sociale definito dalla storiografia diciannovismo, entro il quale presero forma il fascismo e il biennio rosso, l’autonomia operaia dei Consigli di fabbrica ma anche l’uso della forza quale nuova forma di attivismo politico. E’ in quei primi anni ’20 del novecento che il malcontento post-bellico si avvia a creare le condizioni per l’affermazione del fascismo facendo leva soprattutto sull’insofferenza dei reduci della Grande guerra. Se la gran parte di loro confluì nei fasci di combattimento una minoranza, neppure troppo esigua, avendo immediatamente compreso il pericolo rappresentato dallo squadrismo fascista, si costituì in un’organizzazione militante che si caratterizzò per l’antifascismo d’azione e per la trasversalità politica, composto com’era da ex militari interventisti, sindacalisti rivoluzionari, socialisti, anarchici, ecc. Ebbe quindi una rapida espansione e un nutrito consenso ma anche un altrettanto veloce e inesorabile declino.

Di questo e di molto altro parla il libro di Silvio Antonini che focalizza però l’attenzione sulla vicenda degli arditi del popolo viterbesi e lo fa con il piglio dello storico e la sensibilità del narratore come scrive Maurizio Ridolfi nella sua prefazione: Un racconto vivace ed informato sulla conflittualità sociale e politica che contrassegnò la comunità viterbese fino a farla divenire oggetto di attenzione ben al di fuori dei confini regionali. La complementarietà delle fonti, in larghissima parte inedite, restituisce pertanto non solo lo scenario dei protagonisti, ma aiuta anche a ricreare il “volto” della città in quegli anni di conflitti e di feroci contrapposizioni, quando gli Arditi del popolo si fecero interpreti delle tradizioni comunitarie di solidarietà e di senso civico, difendendo la città e il territorio da chi venne inteso come forza di invasione e di sconvolgimento dei consueti equilibri comunitari. L’obiettivo è perseguito con la passione del ricercatore e con quell’attenzione ai risvolti umani e psicologici dei protagonisti che rappresenta una sorta di valore aggiunto di questo lavoro.” La serata, che si svolge significativamente in occasione della Giornata della Memoria, sarà arricchita da una performance teatrale grazie alle letture di Laura Antonini e Angelo Frateiacci e le musiche di Luciano Orologi alla chitarra, sax e clarinetto, Roberto Forlini alle percussioni e Laura Antonini alla voce.