Simone Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – Il decreto legge n. 189/2016, come convertito dalla legge 229/2016, ha disposto la possibilità per i Comuni colpiti dal sisma Centro Italia di assumere 350 unità di personale a tempo determinato, in deroga ai vincoli assunzionali.

Nuove assunzioni per 350 unità complessive per i comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto.

Ai sensi della norma il Commissario Straordinario, con Ordinanza n. 6 del 28 novembre 2016, aveva deliberato di ripartire fra le Regioni interessate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 secondo il seguente schema:  per il 6% alla Regione Abruzzo, per il 16% alla Regione Lazio, per il 62% alla Regione Marche, per il 16% alla Regione Umbria.

Come risulta dal testo della norma, “le assunzioni sono effettuate con facoltà di attingere dalle graduatorie vigenti, formate anche per assunzioni a tempo indeterminato, per profili professionali compatibili con le esigenze. E’ data facoltà di attingere alle graduatorie vigenti di altre amministrazioni, disponibili nel sito del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. Qualora nelle graduatorie suddette non risulti indiviterremoto-guardie-zoofileduabile personale del profilo professionale richiesto, il Comune può procedere all’assunzione previa selezione pubblica, anche per soli titoli, sulla base di criteri di pubblicità, trasparenza e imparzialità”.

L’ANCI ha proceduto a contattare il Dipartimento della Funzione Pubblica al fine di fornire ogni utile informazione ai Comuni che sono stati autorizzati a procedere ad assunzioni a tempo determinato, in seguito all’Ordinanza n: 6\2016 del Commissario per la ricostruzione e dei provvedimenti assunti su delega dello stesso dai sub commissari delle Regioni interessate.

Ripam ha segnalato le graduatorie gestite direttamente dallo stesso, delle quali è possibile acquisire su richiesta tutti gli elenchi in ordine di punteggio con data base anagrafici dei candidati. I dati relativi alle graduatorie Ripam in corso di validità  indicano i profili professionali e il numero di candidati idonei disponibili che complessivamente ammontano a 1.420 unità.

L’Anci ha anche richiesto al Commissario, in relazione alle difficoltà e la tempistica necessaria per procedere allo scorrimento delle molteplici graduatorie, di modificare il proprio provvedimento, che fa esclusivo riferimento alle modalità soprariportate e di farsi parte attiva, come Anci si propone, per intervenire con modifiche alla norma, al fine di consentire ai Comuni, senza dubbi interpretativi, di procedere direttamente con selezioni semplificate, anche attraverso accordi tra gli stessi, nonché di specificare la durata temporale dei rapporti a tempo determinato da porre in essere, prevedendo apposita deroga all’art. 34 comma 6 del dlgs. n. 165/2001 (sulla mobilità preventiva), se come auspicabile la durata sarà superiore ai 12 mesi.

Sul fronte della sicurezza e l’ordine pubblico nelle città si registra la dichiarazione del presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI e sindaco di Catania, Enzo Bianco:Ci congratuliamo con il Capo della polizia e ringraziamo tutte le forze dell’ordine impegnate sui territori: i dati sulla diminuzione dei reati nelle grandi città e nelle periferie italiane, illustrati in Commissione parlamentare da Franco Gabrielli, ci danno fiducia rispetto alla missione di rilanciare, riqualificare e rendere più sicure le nostre città”.

Il presidente del Consiglio nazionale dei comuni italiani aggiunge: “I Sindaci continuano ad essere impegnati e rinnovano la propria disponibilità a tutti gli organi dello Stato centrale a lavorare in sinergia per garantire i più alti livelli di sicurezza – reale e percepita – ai cittadini. Per questo siamo già all’opera con gli investimenti delle risorse messe a disposizione dal Governo per le periferie, e per questo chiediamo ancora una volta la rapida approvazione del disegno di legge sulla sicurezza urbana, il cui testo è già stato concordato tra ANCI e Viminale”.

Se, come afferma il prefetto Gabrielli, le periferie in Italia non esplodono come quelle di Parigi “ma il rischio deve essere preso in considerazione con le misure necessarie”, Bianco fa notare: “Pensiamo che tra queste misure  – oltre a interventi sulle periferie delle grandi aree urbane, laddove la maggiore dimensione è sinonimo di maggiori rischi – sia prioritaria l’approvazione di un testo di legge che dia innanzitutto maggiore autonomia ai Sindaci e ulteriori mansioni ai corpi di polizia municipale, ma non solo.

Vanno sanzionati comportamenti oggi di fatto non perseguiti. Si tratta di condizioni necessarie – conclude il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI – anche per evitare quei rischi di radicalizzazione terroristica paventati dallo stesso Gabrielli”.