Bengasi Battisti relatore nel Bolognese

Simone Stefanini Conti

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Bengasi Battisti

NewTuscia – La Scuola di AltRa Amministrazione, promossa dall’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi intende fornire strumenti di azione concreta per una gestione virtuosa della “res publica”.

Impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita e partecipazione

Questi i temi che verranno affrontati e presentati da docenti esperti e qualificati.   Le buone pratiche, già attuate e sperimentate con successo in alcuni comuni italiani vengono illustrate, spiegate e trasferite come conoscenza ai partecipanti. I corsi sono rivolti a tecnici, funzionari, amministratori e cittadini.

Il prossimo corso in calendario: “I quattro elementi”  si svolgerà il 16 gennaio  a San Lazzaro di Savena (Bologna).

Il prossimo corso in calendario: “I quattro elementi”  si svolgerà il 16 gennaio  a San Lazzaro di Savena (Bologna) presso Mediateca  Via Caselle 22.  Per informazionialtramministrazione.it .  In questa prima edizione del 2017 gli organizzatori intendono alzare lo sguardo al di là del momento, fornendo  una prospettiva che possa contare su un equilibrio dettato dalla conoscenza. Partendo dai quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco) faremo teoria uscendo sul campo, fotografando l’esistente.

Gli organizzatori hanno chiesto a cinque esperti del settore (Patrizia Gentilini, Bengasi Battisti, Paolo Pileri, Rossella Muroni e Alberto Bellini) di fornirci strumenti adeguati al cambiamento necessario che poi parte dal basso. Capire il contesto, leggere i numeri e fare il punto della situazione, diventa quanto mai importante per prendere decisioni consone alla gravità del momento: i decisori politici (siano essi sindaci o ministri…) devono conoscere per poter agire. Sarà dunque un’edizione speciale di una scuola che non dimenticherà le buone pratiche locali, ma le inserirà in una visione di insieme di più ampio respiro.

Programma: Plenaria Ore 9.15  Registrazione iscritti e saluti istituzionali a cura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi. Sessioni:

Ore 9.30: Aria “Qualità dell’aria e salute umana”

A cura di Patrizia Gentilini, Oncologa. Ha una diretta e vasta esperienza clinica in Oncologia Medica ed Ematologia, avendo mantenuto un costante aggiornamento ed avendo sviluppato una pluriennale esperienza sia in ambito di prevenzione secondaria (diagnosi precoce ) che di terapia e assistenza a pazienti con neoplasie solide ed ematologiche.L’aria che respiriamo è ormai un cocktail di sostanze tossiche con effetti gravissimi sulla salute umana: dagli eventi ischemici, alle patologie respiratorie, ai danni al cervello in via di sviluppo. I processi di combustione nel loro complesso sono alla base della cattiva qualità dell’aria, che tuttavia migliora quando vengono adottate corrette politiche di trasporto, di gestione dei rifiuti etc. La relazione ha l’obiettivo di fare il punto sulla base della più recente letteratura scientifica al riguardo.

Ore 10.45 Acqua “Si scrive acqua si legge democrazia”. 

A cura di Bengasi Battisti, presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi e chirurgo d’urgenza presso l’ospedale Belcolle di Viterbo. Verranno confrontate  le forme di gestione per comprendere quali di esse possono assicurare i principi affermati dal referendum del 2011. Verranno inoltre  analizzata la situazione normativa e gestionale in Italia e in Europa, vagliando soprattutto quali sono le possibilità degli enti locali di incidere sulla scelta relativa alla forma di gestione e quali le possibilità dell’ente per un nuovo protagonismo negli ambiti territoriali ottimali. Si promuoverà  un confronto sulle numerose e diffuse vertenze di Comunità relative all’affermazione dei Beni Comuni quali elementi non disponibili alla mercificazione,  analizzando, infine, la proposta di legge di iniziativa “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico“ e il suo iter parlamentare di approvazione.

 

Ore 13.00  TERRA “Il valore del suolo dipende dal suo stato naturale prima che dal piano

A cura di Paolo Pileri, docente al Politecnico di Milano dove è professore associato di pianificazione e progettazione urbanistica. Il suolo vive una forte condizione di disagio per una decennale negazione di quello che è il suo stato naturale, mortificato di continuo da un più redditizio stato legale condizionato dall’ideologia della rendita e da un modello di sviluppo a quella imparentato. Nel primo stato il suolo è un bene e una risorsa; nel secondo una merce. Nel primo il suo valore deriva da una sommatoria non lineare di caratteristiche, composti, servizi e funzioni interagenti tra loro secondo complessi ordini intrinseci, d’ inaspettata ricchezza, a loro volta mutevoli da regione geo-ambientale a regione geo-ambientale, il tutto per fornire servizi e benefici all’uomo e all’ambiente: servizi ecosistemici di cui si sa poco; nel secondo il valore non dipende dalle sue qualità intrinseche ma, paradossalmente, dalla negazione di tutto ciò per fare spazio esclusivo al valore d’uso del suolo, funzione di ciò che gli viene fatto sopra. E questo valore quasi sempre dipende dal potere abilitante del piano urbanistico e da chi pianifica.

Nel primo stato il suolo è un corpo fatto di strati e di diverse fertilità; nel secondo è una superficie, meglio se piana, per appoggiarci sopra qualcosa minimizzando fatica e costi. Nel primo stato il suolo è vivo e dalla sua cura dipende la sua ricchezza intrinseca e il benessere di tutti; nel secondo il suolo è considerato senza vita e quindi usabile senza scrupoli e principi etici. Nel primo stato il suolo è culla della biodiversità, registratore della storia e padre del paesaggio; nel secondo è un ostacolo ad un’idea omologata di paesaggio, appiattito da continui movimenti terra. Ma oggi la consapevolezza del primo stato è cresciuta e la pianificazione urbanistica, per tanti anni a servizio del secondo stato, deve prenderne atto dismettendo i suoi codici di cemento per decidere come rinnovarsi, come cambiare paradigma e come riorganizzare ruoli e geografia amministrativa, cessando di essere funzionale al valore del suolo in quanto merce. Se vuole sopravvivere e farci sopravvivere, il progetto urbanistico deve invertire gli addendi, ridisegnando le politiche urbanistiche e incoraggiando con convinzione il pensiero che promuove lo stato naturale del suolo e ne disvela i suoi valori intrinseci ponendoli in cima all’agenda urbana.

 

Ore 14.15  SALVA IL SUOLO. Una petizione europea per salvare il territorio.

A cura di Rossella Muroni, Presidente di Legambiente. Senza un suolo sano e vivo non c’è futuro per l’uomo. Oggi il suolo è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali. Nonostante questo, in Europa, non esiste una legge comune che difenda il suolo. I cittadini di tutta Europa chiedono di difenderlo dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi. Insieme a noi, oltre 400 associazioni chiedono all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria.

 

Ore 15.00 FUOCO “Le sfide per l’ambiente negli anni dieci: energia e clima”

A cura di Alberto Bellini, professore associato di convertitori, macchine e azionamenti elettrici. I suoi principali interessi di ricerca sono nell’ambito della conversione statica di energia da fonti energetiche rinnovabili, degli azionamenti elettrici digitali e della diagnostica preventiva delle macchine elettriche. La crescita economica, particolarmente negli ultimi decenni, si è sviluppata in accordo al principio prendi, produci, usa e getta, secondo un modello di crescita lineare (economia lineare), che sottintende risorse abbondanti, disponibili, accessibili e l’eliminazione a basso costo di tutti i rifiuti. Questi presupposti non sono validi perché le risorse naturali sono limitate e i rifiuti si accumulano, ed è quindi necessario passare all’economia circolare. L’innovazione, motore della crescita e dello sviluppo, non deve generare consumismo e disuguaglianze, ma sostenibilità ecologica e sociale. Analoghe considerazioni si debbono fare per l’energia, settore che soffre di due criticità: limitate riserve di sorgenti di energia (petrolio, gas e altri combustibili) e soprattutto, l’effetto sul clima dell’uso dei combustibili. Pensiamo al nostro ecosistema come una stanza. Siamo vicini al soffitto: possiamo rilasciare in atmosfera solo altre 565 miliardi di tonnellate di CO2 per rimanere al di sotto del limite di 2°C, ovvero per limitare l’aumento di temperatura rispetto all’epoca pre-industriale. Un vincolo – finalmente – condiviso dai maggiori paesi del mondo nella conferenza di Parigi del dicembre 2015 (COP21).   Un vincolo impossibile da soddisfare se non si riduce la dipendenza dai combustibili fossili. Di fronte a questa analisi, che può apparire catastrofista e pessimistica, si deve prendere atto che le soluzioni alternative esistono e che – come amano dire i nord americani – sono di tipo “win, win, win”: sono alternative migliori dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

 

Seguiranno alle ore 16.00  TAVOLI DI LAVORO Divisione in quattro gruppi. Approfondimenti, domande, ed elaborazione di un documento di sintesi. Ore 17.00  Restituzione gruppi di lavoro e Chiusura.

Utilizzare l’energia solare e le altre energie rinnovabili si tradurrebbe nella riduzione delle emissioni climalteranti, in una riduzione dei costi di produzione dell’energia e anche in un aumento dell’occupazione, poiché le energie rinnovabili sono caratterizzate da maggiore intensità occupazionale (numero di occupati per unità di energia prodotta e consumata) rispetto ai combustibili fossili. E’ possibile trasformare entro il 2050 i sistemi energetici, sociali ed economici, utilizzando esclusivamente energia rinnovabile, e in particolare, esclusivamente energia solare, eolica e idroelettrica, utilizzando le tecnologie già esistenti.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21