Tredicesime, regali di Natale e turismo di fine anno: i dati Confesercenti Swg

(NewTuscia) – VITERBO – albero-natale-comune-montaltoTempo di tredicesime per gli italiani. Entro la fine di questa settimana, infatti, oltre 33 milioni di persone nel nostro Paese riceveranno la sospirata tredicesima mensilità. In totale, quest’anno, saranno erogati circa 42,8 miliardi di euro, cifra in leggera crescita (+0,6%) rispetto allo scorso anno grazie all’aumento degli occupati. Di questi, 7,6 miliardi saranno usati per acquistare regali natalizi, contribuendo per la metà della spesa complessiva (15 miliardi di euro) prevista per i doni. E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’ufficio economico Confesercenti sulla base dei dati Istat e sull’indagine Confesercenti-SWG.

A fare la parte del leone, infatti, saranno le spese per la casa e per la famiglia: questa voce assorbirà il 36% del totale delle tredicesime, per un totale di 15,5 miliardi, con un aumento di 760 milioni (il 5,2% in più) sullo scorso anno. Oltre 10,3 miliardi di euro, invece, verranno utilizzati per saldare conti in sospeso e mutuo: una cifra elevata (si tratta del 22% del totale), ma in diminuzione del 14,7% (circa 1,7 miliardi in meno) sull’anno scorso, su cui probabilmente ha inciso l’eliminazione della Tasi sulle prime case. Risorse in più che gli italiani utilizzeranno, però, più per fare le formiche che le cicale: la quota destinata al risparmio e agli investimenti sale infatti del 13,2% a 9,3 miliardi di euro, oltre un miliardo in più del 2015.

Turismo: feste in chiaro scuro. Spesa media in aumento a 668 euro (+3,2% sul 2015), ma calano gli italiani in vacanza (-1,8 milioni)

Feste in chiaroscuro per il turismo. Secondo le intenzioni di viaggio rilevate da Confesercenti con l誕usilio tecnico di SWG, gli italiani che faranno una vacanza di almeno due giorni nel periodo compreso tra il 22 dicembre ed il weekend dell’epifania saranno circa 9,8 milioni, quasi 1,8 milioni in meno dello scorso anno. La quota di turisti bassa soprattutto al sud 18% mentre la percentuale più alta nelle regioni del nord (26%). Si registra invece un aumento della spesa media per persona, prevista quest’anno a 668 euro, con una crescita del 3,2% sullo scorso anno. Feste 2016, le vacanze in cifre:

  2016 Differenza su 2015
Viaggiatori 9,8 milioni -1,8 milioni
Spesa media 668 euro +3,2%
Durata media del soggiorno 5,9 giorni -3,3%

Si riduce complessivamente la durata media delle vacanze, che passa da 6,1 a 5,9 giorni, quasi una giornata in meno rispetto al 2007. Più di un italiano su due (il 53%), concentrerà comunque il suo viaggio tra i 3 ed i 5 giorni, mentre l’1% si concederà solo due giornate fuori. Si andrà in ferie soprattutto a Capodanno (10% dei viaggiatori) e a Natale (8%). Un gruppo ristretto di viaggiatori (4%) pianifica una vacanza durante il mini-ponte dell脱pifania. Per le prenotazioni, cresce il ricorso all弾sperienza delle agenzie viaggi, che quest誕nno saranno utilizzate dal 16% dei vacanzieri, il 4% in più delle feste passate, per acquistare il proprio viaggio. Che si farà principalmente con partner e famiglia, entrambi indicati dal 35% degli intervistati, mentre il 23% andrà con gli amici ed il 6% da solo. Analizzando nel dettaglio i vari periodi, si segnala per una distribuzione di gruppi diversa tra loro a seconda della festività. Il Natale è come si conviene, occasione della riunione familiare, anche in viaggio, mentre Capodanno e ancora di più il ponte dell脱pifania sono scelte per le vacanze con il partner.Mete e alloggio. Diminuisce del 4% la quota di persone che pianificano una vacanza in Italia, scelta comunque da due su tre (il 66%). Quanto perduto è invece guadagnato dalle mete europee, indicate quest誕nno dal 27%, il 4% in più dello scorso anno. La cultura si conferma volano del turismo: il 45% dei viaggiatori, infatti, dichiara di voler un viaggio all’insegna di mete culturali e città d’arte, una percentuale superiore di dieci punti a quella di un anno fa. Cala invece la vacanza in montagna, tipica delle festività invernali, che passa dal 27 al 23% delle preferenze. In Italia, le località più indicate sono proprio le città d’arte e le metropoli: Torino, Firenze, Venezia, ma anche Matera, che sarà capitale europea della cultura nel 2019 ma già pare beneficiare di maggiore attenzione da parte dei flussi turistici. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, invece, è l’Austria la meta privilegiata: era seconda l’anno scorso e adesso si ritrova prima con il 14% delle indicazioni, 4 punti in più del 2015; la Spagna invece scende molto nelle scelte, passando dal 15 all’8%. Continua la discesa della Francia – che passa dall’8 al 7% – mentre risale un poco la Germania (7%). Crescono la Gran Bretagna, la Polonia, l’Olanda ed i paesi scandinavi, tutti al 6%. Il 37% dei vacanzieri soggiornerà in un albergo o una pensione. Si tratta di una quota in crescita di cinque punti sullo scorso anno, anche se la maggioranza relativa dei vacanzieri (il 39%) progetta di trascorrere le proprie ferie in una casa di proprietà, propria o di amici o parenti. Il 20%, invece, ha optato per una casa in affitto, un b&b o un ostello. “Su questa stagione – dichiara Claudio Albonetti, Presidente di Assoturismo Confesercenti – incide senz’altro un calendario meno favorevole alle ferie, con le due principali festività che coincidono con il weekend. Ma si rileva anche una crescita delle diseguaglianze territoriali, con una quota di vacanzieri nelle regioni del sud inferiore di 8 punti percentuali a quella del nord. Gli operatori della ricettività, però, segnalano flussi sotto le attese: la speranza è di assistere ad un’accelerazione nei prossimi giorni. Intanto, il piano strategico appena licenziato è un primo importante segnale da parte del Governo nei confronti di un comparto fondamentale per il rilancio della nostra economia. Il documento va nella giusta direzione, cogliendo quei chiari segnali di ripresa del turismo italiano raccolti nel 2016.

Il Presidente di Confesercenti Viterbo – Vincenzo Peparello condividendo l’indagine di Confesercenti Nazionale e SWG, riconoscendo tale situazione nel Lazio e nella Provincia di Viterbo auspica  che  in questi ultimi giorni si possa assistere ad un aumento delle prenotazioni e flussi favorendo cosi un turismo legato all’enogastronomia e all’acquisto di prodotti tipici tradizionali.

Natale sottotono, i negozi puntano sui ritardatari: tra oggi e domani 2 italiani su 10 a caccia degli ultimi regali

Due italiani su dieci (il 18%) devono ancora completare l’acquisto dei regali di Natale, e progettano di farlo tra oggi e domani. Una quota consistente, attesa con ansia soprattutto nei negozi indipendenti. Per i quali le feste, fino ad ora, sono state avare di soddisfazioni: in molte zone d’Italia le vendite di regali sono state sottotono, e non sono mancati i cali, come a Roma e in Abruzzo.

Un dato purtroppo confermato dall’opinione dei consumatori: secondo le rilevazioni condotte tra il 19 e 22 dicembre, il 41% degli italiani ritiene di aver speso finora per i regali meno dello scorso anno, contro appena un 11% che pensa di avere investito un budget superiore a quello del 2015. Gli ultimi giorni, però, potrebbero portare ad un aumento dei flussi di clienti nei negozi tradizionali: il 64% dei ritardatari, infatti, pensa di acquistare i doni che gli rimangono in un’attività commerciale. Quasi sette su dieci lo faranno oggi, ma il 31% prolungherà lo shopping anche alla giornata di domani, la vigilia.

“L’auspicio è che questi ultimi due giorni mitighino un Natale che è stato abbastanza freddo per i negozi”, spiega Mauro Bussoni, Segretario generale di Confesercenti. Al Segretario generale nazionale fa eco il Presidente di Confesercenti Viterbo – Vincenzo Peparello – che in questi giorni aveva presentato alla stampa l’indagine sui consumi dei prodotti natalizi  considerati stagnanti anche nella provincia di Viterbo con ulteriore  penalizzazione  dell’intero periodo natalizio  che  vede le due maggiori feste come  Natale e Capadanno ricadere di sabato e di domenica senza alcun ponte rispetto lo scorso anno.

“In alcune città le vendite hanno segnato marcate riduzioni rispetto alle feste passate, e in quasi nessuna si è registrata la classica ressa natalizia di clienti. Si sconta sicuramente la competizione degli altri canali distributivi, ma anche un quadro meno favorevole per i consumi: la spesa delle famiglie, che aveva vissuto una mini-ripresa lo scorso anno, nel 2016 è tornata a frenare. E anche il clima di fiducia sembra essere peggiorato, soprattutto negli ultimi giorni. Un rallentamento che colpisce duramente i negozi tradizionali, che hanno pagato il conto più salato della crisi”.