Lepidini (Pd), Campidoglio, Marra agli arresti: “Al capolinea la favola dell’onestà”

(NewTuscia) – ROMA – “L’arresto per corruzione di Raffaele Marra, braccio destro della Sindaca Virginia Raggi e da lei difeso a oltranza nonché nominato a capo del Personale capitolino, dopo una parentesi di vice capo di gabinetto, sancisce la parola fine alla favola pentastellata dell’onestà e consegna alla Città una giunta capitolina praticamente al capolinea”. E’ quanto dichia

Il sindaco di Roma Virginia Raggi
Il sindaco di Roma Virginia Raggi

ra in una nota il Consigliere PD al IX Municipio Alessandro Lepidini. 

 “Se fai dell’onestà il tuo cavallo di battaglia, pretendi persino il monopolio politico del termine, non puoi permetterti di avere in giunta o in posizioni chiave persone ampiamente chiacchierate, al contrario, proprio come la moglie di Cesare, dovresti avere con te solo persone al di sopra di ogni sospetto”. L’ostinazione con la quale la Sindaca Raggi ha tenuto con se, perfino oltre ogni ragionevolezza, Paola Muraro e Raffaele Marra, difendendo entrambi a spada tratta, ci deve far interrogare del perché di una tale difesa ad oltranza: cosa legava o lega Virginia Raggi a questi personaggi?

 Ieri, – prosegue il consigliere democratico – in un articolo sul “sacro blog” a proposito dell’acquisizione da parte della finanza degli atti sulle nomine a Roma campeggiavano roboanti espressioni  quali “i 5 Stelle sotto attacco e sarà sempre peggio fino alle polite, bufale inventate, falsità, bugie, ricostruzioni fantasiose, amministrazione trasparente”. Mi domando – continua  Lepidini  – anche l’arresto di Marra di oggi è un’invenzione dei media o non è piuttosto la fine della favola dell’onestà pentastellata? Tutto questo, purtroppo sta avvenendo sulla pelle della nostra Città che ha sempre meno corse autobus (ricordate le corse soppresse dell’operazione verità),  verde pubblico nel degrado, servizi sociali ridotti, scuole abbandonate, strade colabrodo con buche presidiate h. 24 dalla polizia locale, zero delibere: questi i  risultati di un’amministrazione inerte, inadeguata e incompetente.  Sono sei mesi che Roma sprofonda nelle sabbie mobili a cinque stelle e adesso – conclude Lepidini – il tempo del lasciamoli lavorare deve finire perché le Romane e i Romani avevano invocato un cambiamento che, si c’è stato, ma decisamente  in peggio.