(NewTuscia) – Se ne parlava da tempo, ma ora sono stati ufficialmente pubblicati anche in italiano gli opuscoli informativi redatti da due importanti associazioni europee di osteopati, che rappresentano la prima vera Guida alla Professione, con indicazioni utili per i pazienti.

È il momento della regolamentazione anche per le discipline considerate “alternative”. E mentre prosegue nel nostro Paese il dibattito sul pieno riconoscimento degli osteopati come professionisti, a livello europeo arriva la prima Guida a questa importante e salutare tecnica, realizzata anche in italiano dal Forum for Osteopathic Regulation in Europe (FORE) e osteopatiadall’European Federation of Osteopaths (EFO). Si tratta, per la precisione, di due documenti che contengono le basi e le definizioni della disciplina e una serie di indicazioni utili per la scelta del professionista a cui rivolgersi.

Che cos’è l’osteopatia. Come si legge sul sito di Tcio, istituto di Milano che opera da anni in questo comparto, l’osteopatia è un sistema di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento di un’ampia serie di problematiche. Gli opuscoli della Guida redatta da FORE ed EFO rispondono poi a un’altra domanda importante, relativa all’effettivo livello di informazione sugli standard di assistenza e di formazione professionale richiesti ai professionisti del settore.

Verso la professione. Come specificato dai rappresentanti del Registro Osteopati italiani (ROI), che hanno partecipato alla definizione dei contenuti e alla traduzione italiana, “i dépliant informativi, elaborati sulla base della Norma CEN (EN16686) – linee guida concordate a livello europeo sugli standard in osteopatia – rappresentano il primo vademecum dedicato a chi decide di avvicinarsi a questa disciplina, in via di regolamentazione come professione sanitaria e indipendente”. Lo stesso Roi ha poi annunciato che promuoverà la diffusione della guida ai pazienti attraverso i suoi 2.500 associati, procedendo con il percorso avviato con il lancio del Manifesto della professione.

Informazioni per i pazienti. Come accennato, la Guida sull’Osteopatia è composta da due opuscoli. Il primo si intitola “Cosa aspettarsi dal proprio osteopata. Elevati standard di assistenza osteopatica in Europa” e costituisce un primo dépliant informativo per i pazienti, che definisce la disciplina, ma soprattutto elenca e descrive le principali tecniche manipolative utilizzate nei trattamenti e dei relativi ambiti d’applicazione. Il documento aiuta, inoltre, a fornire indicazioni utili per la scelta del professionista a cui rivolgersi, mettendone in risalto criteri importanti di professionalità, trasparenza e competenza.

Il quadro delle norme. Più incentrata sull’aspetto burocratico è il secondo opuscolo, chiamato “la Norma Europea sull’Osteopatia (EN16686)”, che spiega la già citata Norma CEN, evidenziandone gli elevati standard di comportamento etico, professionale, formativo e gli obiettivi di mobilità e di cooperazione internazionale, che servono a promuovere un approccio sempre più razionale alla cura. È Paola Sciomachen, Presidente del ROI, a sottolineare ancora come “attraverso questi opuscoli, il contenuto della Norma CEN – quadro di riferimento europeo per la regolamentazione della professione osteopatica – viene divulgato a tutti i cittadini, offrendo un approccio chiaro ed informato all’osteopatia, in grado di guidare il paziente in una scelta consapevole e sicura, per la massima tutela della salute di tutti”.

L’importanza della Guida dell’Osteopatia. A dare ulteriore rilievo a queste pubblicazioni è ovviamente l’importanza dei due enti che hanno ideato e redatto la Guida. Il FORE (dall’acronimo inglese Forum for Osteopathic Regulation in Europe) è un insieme di organizzazioni rappresentative dei Paesi Europei aderenti (Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito), che lavora da anni per il riconoscimento dell’osteopatia come disciplina sanitaria autonoma, per aumentarne la consapevolezza, la trasparenza e favorire la cooperazione internazionale con altre organizzazioni e associazioni del settore. Non meno strategico il ruolo istituzionale della EFO (European Federation of Osteopaths), che può essere considerata il portavoce degli osteopati presso il Parlamento e la Commissione Europea; tra i suoi obiettivi ci sono stilare un codice deontologico, indicare le linee guida per i criteri della pratica professionale e gli standard minimi per l’insegnamento della disciplina.