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Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

(NewTuscia) – PERUGIA – “Mentre la Giunta Romizi mette un pool di avvocati a difendere Gesenu dai sequestri della Magistratura, il M5S continua la sua battaglia in difesa dei cittadini danneggiati dagli inquinamenti ambientali e dalle tariffe corrisposte per servizi non espletati (queste le ipotesi della DDA di Perugia). Non riusciranno a zittirci, occorre andare fino in fondo e, a prescindere dalle ipotesi di reato e dalla responsabilità penale che è personale, per cui ciascun indagato si difenderà in giudizio, il M5S attiva la Commissione di controllo e garanzia, chiedendo che al Presidente Varasano che alla questione Gesenu sia data la priorità. Le dichiarazioni dei dirigenti Moriconi, dell’Ati 2, e di Piro (prima all’Ati 2, poi tornato al Comune di Perugia), sui danni subiti dai cittadini e dall’intero sistema di gestione dei rifiuti, per i paventati e gravissimi inadempimenti contrattuali, dimostrano che il M5S ci ha sempre visto chiaro: il sistema era inefficiente e abbiamo sprecato risorse; investimenti e azioni virtuose che poi venivano vanificate dai conferimenti in discarica e che generavano (anche questa, ipotesi di reato) profitti ingiusti a favore dei gestori. Al momento dell’ultima approvazione del Piano finanziario di Gest, non molti mesi or sono, il M5S aveva sottolineato, tra le tante anomalie, il dato dei conferimenti in discarica: a fronte di un incremento della raccolta differenziata, erano incrementati anche i conferimenti in discarica. Ma nessuno ci ha ascoltati (Politica e Dirigenza, sempre a prendere per oro colato i dati del Gestore), nessuno ha controllato né ha tentato di mettere in campo misure efficaci per tutelare i cittadini. In questi anni, si è andati avanti ad adottare i Piani finanziari del Gestore, approvati con Deliberazioni del Consiglio comunale; precondizione per la definizione delle tariffe che cittadini e imprese devono corrispondere, senza che vi fosse alcuna contestazione, nonostante dal giugno 2014, almeno per l’impianto di compostaggio, pendesse una diffida proprio nei confronti di Gesenu per la questione degli scarti nella lavorazione dell’umido, sottoscritta dal dirigente Piro. E, oggi, alla luce dei fatti emersi e delle dichiarazioni dei due dirigenti, che parlano diffusamente dinanzi ai magistrati, scopriamo che, in realtà, quelle Deliberazioni consiliari devono essere rimesse in discussione. La loro legittimità viene meno, secondo il M5S, perché vanno ad approvare costi che non avremmo dovuto addossarci e addossare ai cittadini. Si apre uno scenario piuttosto inquietante, tanto per la Società Gest/Gesenu, dal punto di vista della fideiussione, che andrà azionata a garanzia dei danni subiti e che peserà sul bilancio della Società, tanto dal punto di vista delle probabili azioni risarcitorie, a cui non escludiamo possa essere esposto l’Ente, stante l’addebito agli utenti di costi non dovuti. Chi ha responsabilità, soprattutto gli organismi di programmazione e controllo, devono prenderne atto e fare il passo conseguente. Confidiamo che la Magistratura porti a galla tutte le vicende opache, che contraddistinguono da sempre la gestione dei rifiuti in Umbria, e tutti i nomi di coloro che hanno consentito se non favorito il quadro preoccupante emerge dall’attività di indagine della DDA. Nella nostra richiesta di attivazione della Commissione di controllo e garanzia tiriamo in ballo tutti, anche coloro, Assessori e Presidenti di Gesenu che in passato, anche in assemblee pubbliche, accusavano apertamente i cittadini di essere incivili e non di fare bene la raccolta differenziata, ma che verso il Gestore hanno sempre avuto un occhio di riguardo”.

 

“MANIFESTAZIONE EUROCHOCOLATE: IL M5S ATTIVA LA COMMISSIONE DI CONTROLLO E GARANZIA”/ COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO M5S ROSETTI

“Dopo l’accesso atti sul pagamento della Tosap e l’esonero deciso dalla Giunta Romizi sul pagamento dell’indennità dovuta per le occupazioni di Piazza IV Novembre e di Piazza Matteotti ad opera di grandi marchi come Nespresso, che ammonterebbe secondo talune stime a circa 100 mila euro, il M5S ha ulteriormente approfondito aspetti non chiari della vicenda; non chiari, lo precisiamo subito, per quanto attiene all’operato del Comune di Perugia. E, così, abbiamo scoperto che vi sono pendenze per oltre trecentomila euro, per i soli anni  2009, 2010 e 2011, con riferimento al mancato pagamento, da parte della Società Apice S.r.l., che gestisce la manifestazione Eurochocolate, della Tosap richiesta dal Comune di Perugia, in ordine all’occupazione di spazi non autorizzata (occupazione abusiva), che il più delle volte riguarda in particolare i Giardini Carducci. Ed, infatti, sembra che per disposizione della Soprintendenza, i Giardini Carducci non potrebbero essere occupati da alcuna manifestazione. Ogni anno, a partire dal 2004, la Polizia Municipale ha elevato verbali di contestazione che vanno da un minimo di 1 fino ai 197 dell’anno 2011. Nessuno, invece nel 2016. I verbali risultano per la maggior parte pagati – tranne un’ottantina riferiti all’anno 2011 – dalla società Apice S.r.l., la quale non ha invece ad oggi corrisposto, secondo quanto ci risulta, la Tosap richiesta dal Comune per l’occupazione non autorizzata degli anni dal 2009, 2010 e 2011. Così come, per gli anni 2012, 2013 e 2014, per i quali il Comune non ha ancora attivato la procedura di riscossione coattiva. Il M5S ha chiesto l’attivazione della Commissione di controllo e garanzia per vederci chiaro: i tempi del recupero coattivo appaiono, infatti, troppo lenti (si arriva, come di consueto, vicino ai termini di prescrizione, prima di emettere gli avvisi di accertamento, che, poi, possono essere impugnati, anche strumentalmente, procrastinando così ulteriormente i tempi del pagamento e rendendo la riscossione sempre più complicata e a rischio). Ad oggi, fine 2016, infatti, gli uffici non ci risulta abbiano riscosso la Tosap richiesta per gli anni 2009, 2010 e 2011 e non hanno emesso avvisi di accertamento per gli anni 2012, 2013 e 2014 e, solamente, successivamente all’accesso atti del M5S (sarà una coincidenza) hanno emesso tre avvisi di accertamento per l’anno 2011. Ed ora, sulla riscossione incombe anche la c.d. rottamazione delle cartelle, che certamente potrebbe trovare applicazione anche per le somme da riscuotere a titolo di Tosap. Insomma, la Giunta Romizi non fa altro che piangere miseria, negando spesso attività e servizi importanti alla città, però, quando si tratta di riscuotere, perché giusto, non per vessazione, rinuncia alle entrate (di fronte a grandissimi marchi e gruppi economici) e sulle riscossioni allunga i tempi a non finire. Evidentemente, le plurime sollecitazioni del M5S sulla necessità di intervenire con decisione sull’inefficienza conclamata del sistema di riscossione del Comune di Perugia, che tanto ha danneggiato i cittadini di Perugia, nel passato più e meno recente (il primo buco di bilancio fu del 2006, nel 2014, altro buco lasciato in eredità dalla Giunta Boccali per ben 35 milioni di euro), non hanno sortito alcun effetto, soprattutto, rispetto ad abitudini inopportune che si tramandano di Giunta in Giunta a prescindere dal colore politico”.

 

“RACCOLTA OLI VEGETALI ESAUSTI: ANCORA UN FLOP PER LA GIUNTA ROMIZI”/ COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO M5S ROSETTI

“Gest/Gesenu non ne “imbrocca” una, e noi paghiamo! Dopo il blocco dell’impianto di compostaggio di Pietramelina, dovendo portare l’umido fuori regione, la Gest/Gesenu cambia politica sulla raccolta di pannolini e pannoloni, ma lo fa solo perché costretta. Infatti, nessun impianto di compostaggio accetta insieme alla raccolta dell’organico prodotti come pannoloni e pannolini che sono mero scarto e che peraltro deteriorano il processo di compostaggio dell’umido, che inizia già nel nostro sacchetto. Così, in questi giorni Gest/Gesenu è impegnata a distribuire volantini e a mandare sms. Peccato che i cassonetti ancora riportino istruzioni sul conferimento dell’organico insieme all’umido e peccato che ad oggi non si sia organizzata alcuna raccolta dedicata a pannolini e pannoloni, che non possono certo rimanere dentro le nostre case per giorni. Ma dalla raccolta degli oli vegetali esausti non provengono notizie migliori. Ed infatti è chiaro il fallimento del tanto strombazzato progetto, tenuto “segreto” da Gesenu, detto Olly, che impone agli utenti l’utilizzo di contenitori che talvolta non sono neppure lavati adeguatamente. Peraltro, i cinque punti di raccolta non sono ovviamente sufficienti a coprire la città, né tanto meno vi è stata una campagna di comunicazione degna di questo nome. E, quindi, ne deduciamo che i risultati siano stati piuttosto magri e che i nostri concittadini continuino a smaltire in maniera impropria tale rifiuto. Gli oli vegetali esausti rappresentano fattori fortemente inquinanti per l’ambiente, a causa della loro alta concentrazione di sostanze tossiche derivanti dalle reazioni termiche e ossidative che si sviluppano durante la combustione. Se non viene recuperato correttamente, ma smaltito nei lavandini o nel suolo reca all’ambiente un danno irrimediabile. E’ stato stimato che a Perugia si produca all’anno un quantitativo pari a 444.270 chilogrammi, solo da utenze domestiche, ma con l’attuale sistema di raccolta presso i centri di raccolta comunale si riesce ad intercettare appena il 5,75% del quantitativo prodotto, mentre il restante 94% viene smaltito in maniera errata. Gest/Gesenu non ha mai attuato il progetto previsto dagli atti di gara né l’ulteriore progetto di raccolta adottato dalla Giunta Romizi, con deliberazione di fine ottobre 2014, che prevedeva l’installazione di 20 colonnine per la raccolta, in tutto il Comune di Perugia, con la possibilità di conferimento a mezzo bottiglie (più agevole per gli utenti) e l’utilizzo dell’Amicard “per l’applicazione degli incentivi previsti per tale tipologia di rifiuto”. Tale progetto è stato, erroneamente, abbandonato e sostituito dall’attuale progetto, annunciato in pompa magna dal Presidente Marconi e che si è rivelato assolutamente inefficace. Abbiamo fatto accesso atti in proposito, ma sui risultati sconfortanti non abbiamo dubbi. E la Giunta Romizi tace…”.