Simone Stefanini Conti

davide-mengacci-daniele-proietti-orte(NewTuscia) – ORTE -La tappa di questo fine settimana della trasmissione televisiva “Ricette all’Italiana” condotta da  Davide Mengacci  andra’ in onda il 2, 3 e 5 dicembre  alle 10,45 su  Rete4.

I borghi della Tuscia, Orte in particolare, offrono in ogni stagione dell’anno un armonioso coacervo di panorami, vicoli, piazzette, citta’ sotterranee, aristocratici palazzi  che si armonizzano con i sapori genuini della sobria tradizione della cucina secolare con origini medievali ed etrusco-romane. Domenica 4 dicembre l’Associazione The Grove organizzerà nel Centro storico di Orte la Decima Edizione dell’itinerario eno-gastronomico  “Orte in cantina”, per cui è prevista una prenotazione obbligatoria per i partecipanti sempre più numerosi.

Le caratteristiche della cucina di Orte e della Valle del Tevere.

La trasmissione di Davide Mengacci  – e l’itinerario Orte in cantina – faranno conoscere al grande pubblico il meglio della cucina tradizionale della città del Tevere: la pasta realizzata con sole acqua e farina, le zuppe semplici preparate con le verdure, gli ortaggi  e le erbe aromatiche  degli orti del Tevere, il carciofo ortano coltivato sulle sponde sabbiose del Tevere,  le carni arrostite sui camini medievali di peperino, i vini e gli oli della Valle del Tevere, i dolci della tradizione come i biscotti della sposa, i tozzetti e il superbo carciofo dolce di Orte.

Nella prospettiva del prossimo avvio  del progetto  finanziato dalla regione Lazio “Reti di strada”, che finanzierà le strutture di arredo urbano, di valorizzazione  del commercio, dell’artigianato e delle tipicità delle città ammesse, ripercorriamo la guida delle tipicita’  “A tavola con gli Etruschi 2016”,  edita a cura di  Vincenzo Peparello, fondatore di VisiTuscia e presidente della Confesercenti di Viterbo,  ove vengono illustrati cinque itinerari turistici che si identificano con le principale aree di interesse turistico:

Sulle sponde del Lago di Bolsena”, “In gita tra borghi e sagre viterbesi”, “Emozioni in Maremma”, “I Cimini nel segno dei Farnese” ed, infine, “Nella Teverina per i brindisi di eccellenza”.

Cinque itinerari che raccontano i saperi e i sapori di una produzione di eccellenza che non vuole essere solo raccontata, ma trasmessa a quanti, italiani e stranieri, vorranno visitare questa regione. Particolare non trascurabile, la Guida indica anche dove questi prodotti possono essere trovati, degustati e acquistati rispondendo a quella esigenza fondamentale che si diceva poc’anzi.

Promuovere i prodotti della Tuscia significa soprattutto promuovere i territori  e le citta’, perché ogni singola tipicità è indissolubilmente legata ad un ambiente di produzione. Il prodotto, quindi diventa esso stesso mezzo di divulgazione attraverso il quale presentare e far conoscere le caratteristiche culturali, storiche e paesaggistiche del Viterbese.

Quando si parla di “Centri storici, un patrimonio da tutelare e valorizzare” non si può prescindere dal collegamento tra Agricoltura, Ambiente e Paesaggio, che  dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali .   Dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.   Tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo,  artigianale e piccolo industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia,  i  Turismi di qualità.

Senza un sistema infrastrutturale da sviluppare e potenziare questa provincia è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola e delle tipicità della tavola, gli impianti termali.

Occorre offrire, inoltre, una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso.  Sul fronte del patrimonio artistico –culturale le amministrazioni comunali  dovranno  attuare azioni di rigenerazione e rinnovamento, per ridare energia e vitalità ai centri storici,  anche attraverso  l’attuazione di un processo di propagazione del polo universitario (Università diffusa), sulla base di un’esperienza positiva già in fase di realizzazione in varie cittadine della Tuscia.