Pro e contro dell’accordo tra Regione e Ferrero di espansione delle piantagioni di nocciole nella Tuscia

(NewTuscia) – CIVITA CASTELLANA – Sì alla corilicoltura purché venga salvaguardato il territorio. L’accordo di programma, tra la Regione Lazio e la Ferrero, che promuove lo sviluppo della coltivazione delle nocciole da una parte può costituire un’opportunità di miglioramento economico ma dall’altra potrebbe causare seri problemi al territorio.
Stiamo assistendo in questi ultimi anni alla trasformazione di parecchi ettari di terreni, storicamente coltivati a foraggiere e cereali, con l’impianto di noccioleti che sta modificando totalmente il paesaggio tipico delle forre e degli altipiani tufacei. Ciò sta avvenendo soprattutto nei comuni di Civita Castellana, Nepi, Gallese e Castel Sant’Elia.
Inoltre tale trasformazione costituisce anche un forte incremento dello sfruttamento delle falde acquifere per l’irrigazione e l’utilizzo di notevoli quantità di prodotti chimici come concimi e agrofarmaci.
A questi fattori si associa anche l’impoverimento del terreno soggetto a dilavamento. Chiediamo che con l’accordo stipulato si giunga ad una regolamentazione del settore con la mappatura delle aree di trasformazione colturale nel rispetto dei caratteri paesaggistici tipici del nostro territorio. Un territorio che è vincolato un quanto bellezza panoramica ed è assurdo che per fare un muretto in tufo serva l’autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali e per modificare ettari di paesaggio non occorre niente. Con questo accordo si devono promuovere le buone pratiche agricole nella direzione del biologico e della salvaguardia della biodiversità e non si devono avvantaggiare, per gli inevitabili aumenti dei prezzi dei terreni, i pochi grandi produttori a discapito dei giovani imprenditori agricoli.

Gruppo Consiliare Sel Civita Castellana