Le associazioni animaliste di Viterbo chiedono giustizia per il cane Angelo

(NewTuscia) – VITERBO – Illustrissimo Signor Ministro della Giustizia,

Alcuni mesi fa, a Sangineto, provincia di Cosenza, Calabria, Italia, Europa, non quarto mondo, non zona di guerra, quattro ragazzi hanno torturato e ucciso, a palate, previa impiccagione, senza alcun motivo, un cane meticcio, di pelo bianco, che è stato chiamato Angelo, hanno filmato le loro azioni e le hanno immesse in rete. Il video è straziante e chi lo ha visto, anche quelli abituati a contesti molto difficili, non può dimenticarlo, soprattutto per l’assoluta indifferenza degli aguzzini, una sorta di “normalità del male”.

Il fatto ha avuto grande rilievo mediatico, la popolare trasmissione “Le Iene” ha mandato in onda uno specifico servizio, realizzato a concreto rischio dei giornalisti,  Facebook ha incanalato un’ondata di proteste, per un fatto che gli abitanti del luogo, Sindaco compreso, tentano di derubricare a “ragazzata”, deplorando invece la diffusione dell’evento e sostenendo, in un prevedibile copione, che gli autori sono bravi ragazzi e che Angelo, in fondo, era soltanto un cane.

Con grave ritardo, la Questura di Cosenza ha emesso misure di prevenzione (immaginiamo un avviso orale con diffida a frequentare pregiudicati) e la Procura di Paola ha aperto un fascicolo, avviando indagini preliminari, probabilmente ai sensi dell’art. 544 c.p. (maltrattamento di animali). Non siamo in grado d’immaginare un procedimento più facile, con gli autori del crimine che hanno realizzato e diffuso, autonomamente, una piena confessione; ove fossimo i loro legali, li valuteremmo indifendibili, suggerendo loro d’invocare la clemenza della Corte.

Nonostante Angelo fosse giuridicamente un “essere senziente”, le pene previste per il suo omicidio, perpetrato con crudeltà, per futili motivi e in concorso, sono ridicolmente lievi, poiché la Legislazione italiana non recepisce teorie criminologiche avanzate, che ritengono la crudeltà verso gli animali uno degli elementi predittivi verso forme di devianza criminale gravissime. Tuttavia, l’ondata d’indignazione (potenza del web) ha travalicato i confini locali e nazionali e le persone perbene, ancora maggioranza, si attendono che i responsabili siano puniti, ai sensi di Legge vigente, né più, né meno, possibilmente in tempi non biblici, poiché una condanna, dopo anni, non servirebbe, né al recupero dei rei, né come monito verso possibili emuli, convinti della probabile sostanziale impunità, sarebbe soltanto denegata giustizia, fallimento del sistema giudiziario e sconfitta dello Stato.

Siamo certi, perché, nonostante tutto, ancora crediamo in questo Stato e nella Giustizia che Ella rappresenta, se non altro politicamente, che sarà fatto tutto il possibile e il doveroso, perché Angelo, ovunque sia, possa vedere i suoi aguzzini puniti e non sia ucciso una volta di più, anche nella memoria, perso tra rimpalli di responsabilità, sottovalutazione, menefreghismo, omertà strisciante e burocratica amministrazione della legge. Ribadisca, invece, a tutti, Italiani e stranieri, che in Calabria non esiste solo la legge della ‘ndrangheta, ma quella prevalente della Repubblica Italiana. Non riporterà in vita Angelo, ma il patto millenario suo e di tutti i cani con gli umani sarà onorato, avrà compiuto il suo dovere di Ministro, andrà a letto più sereno e gli Italiani onesti le saranno grati.

Da cittadini che non hanno mai cessato di perseguire il bene comune, ci farebbe piacere un riscontro e magari un incontro, tra i suoi, indubbiamente, molteplici e più importanti impegni.

Con osservanza e fiducia.

Dott.ssa Roberta Filoscia (Ass. “Musi sereni”)

Dott.ssa Alessia Buzzavo (Ass. “Mifidodifido”)

Dott. Raffaello Federighi/Dott.ssa Antonella Bruni (Studio legale canino associato Lupotti & De Canibus)

Elvia Viglino (“Amici Animali onlus”)

Maria Antonietta Stella (“Animaliamiciviterbo.it”)