Le misure per i territori colpiti dal terremoto: i comuni italiani faranno la loro parte

Il Lazio e l’Umbria studiano misure di semplificazione nelle procedure dei lavori pubblici  e degli interventi d’urgenza

Stefano Stefanini

(NewTuscia) – ROMA – Il presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani  Anci, Antonio Decaro, in merito alle misure del Governo per i territori ed i comuni colpiti dal terremoto: “Dalle prime notizie esprimiamo apprezzamento per le linee generali del nuovo decreto legge sul terremoto che, in attesa di leggerne i contenuti nel dettaglio, sembra recepire alcune richieste dell’Anci. Tra queste, in particolare, la facoltà per i Comuni di agire direttamente per il recupero del patrimonio storico artistico, unita a quella delle 350 assunzioni di personale a tempo determinato. Si tratta di misure necessarie per avviare una prima fase di normalità amministrativa, dare risposte ai sindaci e dare un segnale alle popolazioni colpite”.

“Sulle altre richieste avanzate – prosegue Decaro – valuteremo come detto i contenuti del decreto e ci faremo promotori di ogni iniziativa utile a livello parlamentare per integrare eventualmente il testo. Allo stesso tempo ritengo opportuno rivolgere al Governo, al Capo Dipartimento della Protezione civile e al Commissario Errani la richiesta di un incontro urgente per verificare insieme quale può essere il contributo che il sistema dei Comuni può dare in modo ordinato e efficace e definire così le modalità di azioni. La straordinaria solidarietà dei Comuni e dei sindaci è ancora una volta ragione di orgoglio. Voglio ricordare che i sindaci dei Comuni colpiti sono in prima linea e vanno sostenuti perché soprattutto da loro dipende la capacità di tenere unita la comunità in questo momento così tragico”.

Lo scorso 3 novembre il neo presidente dell’Anci e sindaco di Bari, De Caro  aveva scritto una lettera al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: “Una serie di soluzioni ragionevoli che mirano a liberare i Sindaci, vista l’emergenza, da meri adempimenti burocratici che non hanno alcun senso in questa fase straordinaria di attività”.  In tal modo i comuni italiani intendevano dare un primo contributo di idee e possibili contenuti del prossimo provvedimento governativo che affronta l’emergenza sisma a seguito delle scosse del 26 e 30 ottobre scorsi.

“Si tratta – prosegue Decaro – di esigenze segnalatemi dai Sindaci colpiti dal sisma” ma anche dai “Sindaci interessati a fornire un supporto operativo attraverso proprio personale e risorse”.

Nella nota il presidente Decaro sintetizza i capitoli delle proposte e suggerimenti dell’Associazione.

In particolare, propone un serie di deroghe alle procedure  di somma urgenza per l’acquisto di lavori, servizi e forniture. Per quel riguarda i lavori, si chiede di prevedere una procedura più celere e non vincolata ai termini e alle modalità di cui all’articolo 191 del Testo Unico degli Enti Locali  sul riconoscimento dell’eventuale debito fuori bilancio, richiamato dall’articolo 163 comma 4 del nuovo codice dei contratti pubblici. Per quel che riguarda invece gli acquisiti di beni e servizi,  segnala la necessità di una deroga che consenta al responsabile unico del procedimento di attestare direttamente la congruità del prezzo, evitando il passaggio tra prezzo provvisorio,  definitivo e verifica di congruità di quest’ultimo da parte dell’ANAC entro i successivi 60 giorni.

Il Presidente dell’ANCI, pone poi il tema del personale a supporto dei Comuni colpiti dal sisma, chiedendo al Governo di “ripristinare immediatamente nelle Regioni dell’Umbria e dell’Abruzzo il regime ordinario delle assunzioni, cogliendo l’occasione per sottolineare come tale sblocco andrebbe esteso anche a tutte le Regioni a statuto ordinario in cui ciò non è ancora avvenuto”; una deroga alla disciplina vigente in materia di attivazione preventiva della mobilità di cui al decreto legislativo n. 165/2001 per velocizzare le procedure di reclutamento, anche per assunzioni a tempo determinato; l’utilizzo o la proroga  delle graduatorie esistenti; la possibilità che i Comuni colpiti dal sisma possano utilizzare personale proveniente da altri Comuni italiani  attraverso  l’istituto del distacco con oneri di spese di missione a carico del fondo emergenza; la possibilità di utilizzare segretari comunali in disponibilità, con oneri esclusivamente a carico del Ministero dell’Interno.

Serve inoltre  la massima celerità – ha precisato il presidente dell’Anci – “e semplificazione delle procedure per il rilascio dei pareri delle sovraintendenze competenti per gli interventi strutturali sui beni culturali colpiti dal sisma. Un’idea potrebbe essere quella di individuare corsie preferenziali, ovvero una task force” per i pareri sui beni culturali ma soprattutto “una riduzione dei termini per l’espressione degli stessi pareri”.

Infine, i comuni italiani  sollecitano il ristoro del mancato gettito IMU/TASI/TARI a favore dei Comuni, la sospensione delle sanzioni 2015 e, per gli enti in predissesto,  la sospensione dei limiti previsti nel piano di riequilibrio finanziario per la durata del periodo della ricostruzione.