Sensibilizzare i cittadini a partecipare al Referendum costituzionale per vincere l’astensionismo e l’avversione verso la politica

Non personalizzare i quesiti referendari

per rispettare la volontà popolare sovrana: usare argomenti chiari

di Stefano Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – Da alcuni  sondaggi resi noti in questi giorni emergerebbe una ormai consolidata tendenza degli  intervistati secondo cui un italiano su due  non sarebbe intenzionato a partecipare alle prossime elezioni,

Il dato  è drammatico, ma purtroppo è ovviamente legato alla caduta di credibilità della classe politica prevalentemente regionale, impegnata in ruberie e “gozzoviglie” di varia natura riconducibili alla decadenza degna “del basso impero”, mentre il popolo viene chiamato a politiche di rigore della spesa, anche sociale e sanitaria,  ed a notevoli sacrifici per ripianare i conti pubblici  e recuperare, ci auguriamo al più presto,  un cammino più sicuro e durevole sulla via dello sviluppo e dell’occupazione, specie a beneficio delle giovani generazioni.

Il recupero di valori condivisi di onestà, solidarietà, di concordia civile.

Lo Stato, la società civile, l’associazionismo, la istituzioni ecclesiali, il volontariato, il mondo della scuola e della formazione, il mondo della produzione  ed in particolare la famiglia devono saper recuperare valori condivisi di solidarietà, recuperando una concordia civile  che si basa sull’onestà personale e di dimensione pubblica.

. Alla base del riscatto dell’Italia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione

Nella campagna referendaria dovranno richiamarsi anche i Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione – quelli inviolabili, non sottoponibili a revisione costituzionale  – daranno modo di  ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa e famiglia ed enti intermedi,  vissute in concreto potranno far arretrare la miseria, e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.

Perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo           

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani:  la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo .

Il dibattito referendario non potrà prescindere da alcuni principi di fondo da approfondire unitamente alla e ragioni del SI e a quelle del NO :

il principio della diffusione armonica ed efficiente del potere tra una pluralità di soggetti distinti e di reciproci contrappesi con la garanzia di un equilibrio armonico tra governo centrale e poteri territoriali, salvaguardando  l’esercizio di diritti ed il livello di servizi fondamentali (salute assistenza, istruzione, giustizia, sviluppo economico) omogenei su tutto il territorio;

Impegno  per  completare la transizione istituzionale ed i tentativi di innovazione politica anche negli enti locali, va attuato con  una partecipazione diffusa di tutti i cittadini, specie i giovani .

Va portato a termine il disegno riformatore di forma di governo (con contrappesi adeguati e una legge elettorale coerente) per completare la transizione secondo criteri di sussidiarietà (servizi pubblici esercitati dalle istituzioni più vicine ai cittadini), di responsabilità chiaramente imputabile alla capacità decisionale di sindaci, e presidenti di regione e governo centrale e di adeguata efficacia dell’azione amministrativa.

Nell’ambito della partecipazione alla vita politica si dovranno chiaramente individuare soluzioni alla questione di come consentire, in modo pieno e trasparente, agli elettori di scegliere leader, partito (o coalizione)  di governo e candidati prima del voto, per permettere un chiaro e immediato giudizio dei governati sui governanti. Come consentire a chi governa di disporre, con equilibrio ma senza incertezze, degli strumenti appropriati per una rapida e trasparente gestione dell’indirizzo politico. Garantire all’opposizione parlamentare visibilità e prerogative specifiche nei confronti del governo e della maggioranza.

Recuperare ai cittadini l’importanza del voto: candidati credibili e programmi realizzabili per lavoro e miglioramento della qualità della vita sul territorio.

I cittadini poi al momento delle elezioni non si facciano prendere dallo sconforto o dalla sfiducia (peraltro giustificati dagli ultimi esempi di ruberie e malgoverno), sappiano che il loro voto, la partecipazione democratica alla determinazione della vita pubblica si esprime in modo più alto e significativo alle elezioni.  Anche in occasione del referendum del 4 dicembre i cittadini dovranno essere invitati a  valutare i programmi fattibili con risorse certe, anche se sempre più esigue, ogni candidato per la vita che ha condotto, per i meriti acquisiti, di una irreprensibile vita lavorativa ad ogni livello, di piccolo artigiano o imprenditorie, di professionista che svolge al meglio la sua professione, di giovani studenti, o neo assunti, o disoccupati che non attendono dall’alto un posto di lavoro ma che si danno da fare con tenacia, volontà e decisione per perseguire concretamente i propri progetti.  La rottamazione deve essere fatta non sull’età anagrafica ma sulla incapacità di dare allo Stato,  alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia , ma nel sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno,  per cui l’Italia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali.

Non esiste umanesimo autentico che non contempli la solidarietà come vincolo tra gli esseri umani, sia esso di natura interpersonale, intima, sociale, politica o intellettuale. Su questo si fonda la necessità del dialogo e dell’incontro per costruire insieme con gli altri la società civile.

 

 

Chi si impegno in questa campagna referendaria, si occupa di Politica – oggi va sottolineato con la P maiuscola –  può farlo per ritagliarsi la sua piccola fetta di potere, alimentando così la stanchezza della libertà e della responsabilità della gente; oppure può mostrare che si può cercare il bene comune – con umiltà e senza tornaconto personale − attraverso le idee realizzabili, il dialogo e la sintesi decisionale.

Su questi principi dobbiamo trovare – autorità centrali e locali, politici, mondo dell’informazione, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e mondo dell’educazione  –  la forza di scuotere e sensibilizzare  i cittadini,  per farli riappropriare della sovranità e del protagonismo che la nostra Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali, espressi con il prossimo referendum costituzionale.