Fials: “Fioroni alla Leopolda da Renzi. Mancetta ai lavoratori della sanità”

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Giuseppe Fioroni

(NewTuscia) – FIRENZE – Apprendiamo, con vero piacere, la notizia della visita alla Kermesse renziana dell’amico parlamentare Giuseppe Fioroni, con tanto di saluti, strette di mano e abbracci, insomma, di un “volemose bene” rivolto alle personalità presenti alla Leopolda, come il sottosegretario Rughetti, l’on. Migliore, il consigliere regionale del Piemonte Davide Gariglio, la senatrice De Giorgi e, dulcis in fundo, il segretario nazionale Cisl Funzione pubblica Faverin.

E’ lecito pensare che, la presenza dell’ex ministro Fioroni a Firenze andrebbe  valutata come una sorta di “valore aggiunto” per dare maggiore incisività all’incontro sul contratto per il pubblico impiego e sul personale, un argomento tanto attuale, quanto importante per le sacrosante aspettative di tutti i lavoratori che sono al servizio della Pubblica Amministrazione ma, evidentemente, non è oro tutto quello che brilla.

Infatti, il clima festaiolo della Leopolda, nonostante il momento drammatico che sta vivendo il Paese, e non solo per la devastazione provocata da un terremoto  che sembra non finire mai, è stato rovinato all’esterno dalle durissime contestazioni di manifestanti arginate a forza dalla Polizia, oggi più che mai chiamata a svolgere un mare di straordinari per fronteggiare la rabbia dei cittadini verso un Governo distante anni luce dalle esigenze dei cittadini, soprattutto quelli appartenenti alla categoria dei pensionati ( ad esclusione naturalmente dei pensionati d’oro, vergognoso fenomeno tutto italiano ), dei disoccupati, degli sfruttati e dei lavoratori in generale mortificati dall’abolizione dell’art.18 che li  ha letteralmente allontanati da qualsiasi tutela sindacale ed economica.

Noi del Sindacato Fials, come già comunicato pubblicamente, il 9 novembre saremo a Roma, davanti Montecitorio per dire basta alle prese in giro di Renzi e del suo Governo, per rigettare la sua ridicola mancetta di pochi euro stanziati per il rinnovo contrattuale dei professionisti della Sanità, fermo da ben sette anni e che oggi, con questa mortificazione economica, si tenta di far passare come un’altra perla da incastonare nella collana delle magnificate “riforme renziane”.

A questo punto, insieme a tantissimi operatori della Sanità, ci chiediamo se il nostro parlamentare viterbese, tra un brindisi e l’altro, abbia trovato il tempo di esporre alla principesca “assemblea leopoldiana” le gravi magagne di cui è  afflitta la Sanità della Tuscia che vive un disperato contesto che annovera licenziamenti, contratti di solidarietà, cassa integrazione, sfruttamento del Personale e abusi di ogni genere nelle strutture come la Nuova Santa Teresa, Villa Rosa, Villa Buon Respiro, Villa Santa Margherita; e, ancora, mancanza di posti letto, pronto soccorso di Belcolle ingolfato da sempre e le altre numerose deficienze sanitarie che tutti conoscono ma che nessuno tenta di risolvere.