Rinnovo del contratto nazionale di lavoro: la Fials a Roma per protestare

Il presidente del consiglio, Matteo Renzi
Il presidente del consiglio, Matteo Renzi

(NewTuscia) – VITERBO – Mercoledì 9 Novembre 2016, anche la FIALS di Viterbo, insieme alla FIALS NAZIONALE ed alla CONFSAL – UNSA, sarà in piazza Montecitorio a Roma per un sit-in di protesta nei confronti del Governo Renzi per le scarse risorse economiche stanziate per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici che, di fatIl presidente del consiglio, Matteo Renzi, determinano un irrisorio  aumento contrattuale per ciascun dipendente, nemmeno dell’1% a partire dal 2018, una miserevole mancia di circa 18 euro lordi medi mensili che si rifletterebbe, di conseguenza, anche sui rinnovi contrattuali dei dipendenti della sanità privata.

Nel lanciare l’iniziativa della manifestazione unitaria, affermiamo come la nostra é una battaglia di responsabilità a difesa dei dipendenti pubblici e dei cittadini.

Il contratto è un diritto di tutti i dipendenti che ne aspettano il rinnovo da 7 anni ed è questo che pretendono giustamente quale riconoscimento del proprio lavoro e quale strumento per rendere i servizi più efficienti e vicini ai bisogni e domande dei cittadini, ma al Governo Renzi tutto questo indubbiamente non interessa

A 7 anni di distanza, e dopo una sentenza della Corte Costituzionale, è arrivato il momento di dire BASTA ad un governo che intende ancora umiliare le buste paga dei dipendenti pubblici che sono arrivati purtroppo ad uno stato di bisogno con i bilanci familiari che non assicurano più il necessario.

La nostra presenza come Fials Provinciale di Viterbo, alla manifestazione del 9 novembre p.v., assume un valore aggiunto perché la protesta è stata indetta, anche, per:

 

  1. difendere il servizio sanitario nazionale pubblico reclamando maggiori risorse economiche per finanziare i nuovi LEA, i fondi necessari ai farmaci innovativi, per l’epatite C, per i vaccini e per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici del SSN;
  2. permettere agli oltre 11 milioni di cittadini di non rinunciare alle cure perché non hanno i soldi per curarsi;
  3. definire gli standard delle diverse professionalità a livello nazionale come sancito dall’art. 22 del Patto della Salute
  4. ridurre la precarietà dei dipendenti con le stabilizzazioni e la reinternalizzazione dei servizi;
  5. sbloccare il turn-over ed avviare un piano straordinario di assunzioni per coprire le dotazioni organiche al fine di garantire gli standard assistenziali;
  6. modificare l’attuale legge Fornero in materia previdenziale e agevolare il pensionamento soprattutto dei dipendenti addetti ai lavori usuranti (tutti i turnisti nella Sanità);

 

Resta nostra ferma volontà, dopo il 9 novembre,  di andare avanti con ogni forma di mobilitazione fino alla firma di un contratto dignitosamente economico e professionale per tutte le categorie.