Perugia: confermata la chiusura della Scuola Carducci – Purgotti

CONFERMATA LA CHIUSURA DELLA SCUOLA CARDUCCI-PURGOTTI/ UNA SCELTA PARTECIPATA E CONDIVISA

(NewTuscia) – PERUGIA – Si è tenuta questa mattina un’assemblea, molto partecipata, cui hanno presenziato il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Dramane Wagué, la dirigente Ivana Moretti, la Dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo n. 4 Iva Rossi e tantissimi rappresentanti dei genitori e degli insegnanti.

Nel corso della riunione si è parlato dell’evento sismico che ha colpito nei giorni scorsi le regioni Umbria e Marche e della conseguente decisione da parte dell’Amministrazione comunale di chiudere precauzionalmente la scuola media Carducci-Purgotti di via Fonti Coperte, nonché delle possibili soluzioni alternative.

Alla fine dei numerosi interventi, tutti di qualità, i presenti hanno preso atto della necessità di confermare la chiusura del plesso scolastico in considerazione delle lesioni riportate dalla struttura a seguito del terremoto ed accertate dagli uffici del Comune, coordinati dal dott. Piro e dalla dott.ssa Moretti, a seguito dei numerosi sopralluoghi effettuati.

Stante ciò, le 12 classi della Carducci-Purgotti verranno così spostate: 9 classi saranno ospitate presso la scuola primaria Giovanni Cena di Via Birago, mentre le restanti 3 classi troveranno posto presso la scuola elementare Lombardo-Radice di via Leonardo da Vinci.

Questa decisione di spostare gli studenti in strutture limitrofe alla Carducci-Purgotti è stata assunta al fine di mantenere la continuità didattica, ma anche per evitare una dolorosa delocalizzazione della scuola con conseguente impoverimento del quartiere.

Al termine della riunione – sottolinea l’Amministrazione – tutti i presenti hanno concordato sull’opportunità di proseguire il percorso di dialogo avviato, con l’obiettivo di restare uniti per condividere e concordare tutte le soluzioni necessarie alla risoluzione dei problemi della scuola. Il sindaco e l’assessore hanno confermato che il tema dell’edilizia scolastica rappresenta un’assoluta priorità per l’Amministrazione comunale.

INTITOLAZIONE DELLA ROTATORIA PRESSO LA FACOLTA’ DI MEDICINA A SAN GIUSEPPE MOSCATI/ QUESTA MATTINA SI E’ SVOLTA LA CERIMONIA D’INAUGURAZIONE

Si è tenuta questa mattina la cerimonia d’inaugurazione della rotatoria intitolata alla figura di San Giuseppe Moscati. La rotatoria è quella posta presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia nelle vicinanze della facoltà di medicina  n Viale Vittorio Trancanelli.

Giuseppe Moscati, nato a Benevento il 25 luglio del 1880 e morto a Napoli il 12 aprile del 1927 è noto a tutti come il “medico dei poveri”.

E’ stato beatificato da Papa Paolo VI nel corso dell’Anno Santo 1975 e, poi, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel1987.

Figlio di un Giudice, Francesco Moscati, e di Rosa De Luca dei Marchesi di Roseto, Giuseppe fu il settimo di nove figli.

Laureatosi in Medicina nel 1903 fu medico, ricercatore ed insegnante; si dedicò all’assistenza dei più umili, spesso curandoli gratuitamente ed anche aiutandoli economicamente.

Aprendo la cerimonia il consigliere Carmine Camicia ha sottolineato come questa intitolazione rappresenti un segnale forte di gratitudine e riconoscenza nei confronti dei meriti della sanità nazionale. La dedica a San Moscati, continua Camicia, appare quanto mai opportuno dal momento che la rotatoria è ubicata proprio nei pressi del polo unico ospedaliero.

“Moscati è stato un grande uomo, un medico che ha svolto la sua professione con il cuore, dedicandosi agli ammalati con anima e corpo. Credo che il suo rappresenti un esempio da seguire, perché San Moscati ha saputo offrire ai sofferenti un appoggio continuo, dando proprio ai più umili un sostegno sanitario, economico ed anche morale”.

Camicia ha ricordato che la commissione toponomastica ha deciso nel corso dell’ultimo anno, d’accordo col sindaco Romizi, di intitolare alcune aree limitrofe all’ospedale ad alcuni personaggi o enti simbolo: oltre a San Moscati, il riferimento è a Vittorio Trancanelli ed ai donatori. Ora il passo successivo, ove la commissione e l’Amministrazione lo riterranno opportuno, sarà di dedicare un’altra rotatoria, vicina a quella di oggi, a Silvestrini quale riconoscenza verso un uomo che tanto ha dato alla città.

Il sindaco Andrea Romizi ha voluto ringraziare tutta la commissione toponomastica per l’opera meritoria che sta portando avanti, avanzando proposte connotate da coerenze ed attenzione nei confronti di tutti coloro che hanno lasciato un segno.

In particolare è stata particolarmente apprezzata dal sindaco la proposta di intitolare la rotatoria di oggi a San Giuseppe Moscati, proprio lungo il viale dedicato a Vittorio Trancanelli, un altro medico che rivolse la propria vita al servizio degli umili.

“Dobbiamo ricordare questi grandi uomini per l’opera svolta, ma anche per dare a tutti coloro che si recano in luoghi come l’ospedale un po’ di conforto”.

La rotatoria è stata benedetta da Don Fabio Quaresma, parroco della Chiesa Santa Maria della Speranza di Olmo che ha voluto ringraziare le Autorità presenti per la sensibilità dimostrata e per aver voluto ricordare un grande uomo come Moscati.

PROPOSTA D’INTITOLARE ROTATORIA NEI PRESSI DELL’OSPEDALE SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA ANGOLO VIA TRANCANELLI AL DOTT. RAFFAELLO SILVESTRINI/ COMUNICATO DEL CONSIGLIERE CAMICIA (COR)

“Premesso che per anni l’ospedale, che attualmente si chiama Santa Maria della Misericordia si è chiamato per decenni “Ospedale Silvestrini” in memoria del Prof. Raffaello Silvestrini, al quale i Perugini erano molto affezionati.

Raffaello Silvestrini era nato a Pistoia, il 17 maggio 1868– deceduto a Perugia, il 29 luglio 1959.

Raffaello Silvestrini si laureò presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa, studiando prima con il prof. Giuseppe Guarnieri e poi con il prof. Pietro Grocco, clinico, semiologo e suo maestro, che seguì come assistente a Firenze.

Nel 1906 divenne ordinario di Patologia Speciale Medica e Clinica Medica presso l’Università di Perugia e primario del reparto di medicina dell’ospedale della città umbra. Medico di vasti e profondi interessi pubblicò 138 lavori scientifici sui vari aspetti della clinica e della semeiotica medica.

Fu rettore dell’Università di Perugia dal 1914 al 1916 e ufficiale medico sul fronte dell’Isonzo nella Prima guerra mondiale ove comandò per parecchi mesi il 245º ospedale da campo.

Tornò all’insegnamento e alla pratica medica nel primo dopoguerra. Fondò e diresse per anni, sino al pensionamento, la rivista scientifica La Diagnosi.

Nel 1925 evidenziò nella peritonite il “segno” che da lui prese il nome ed è tuttora conosciuto come segno di Silvestrini; sempre in quel periodo definì assieme a L.Corda la sindrome di Silvestrini-Corda.

Nel 1907 fu iniziato in Massoneria nella Loggia“Valle del Chiento” di Camerino (Macerata)[1] e fu socialista riformista partecipando con passione alle vicende politiche del suo tempo collaborando alla creazione del giornale Il Grifo Rosso.

Firmò il manifesto degli intellettuali antifascistipromosso da Benedetto Croce ma giurò poi fedeltà al Re nel 1925 e al Fascismo nel 1931.

Si ritirò dall’insegnamento nel 1938; fu poi presidente dell’ONAOSI (Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani) dal 1945 al 1957.

È morto a Perugia il 29 luglio 1959.

A lui fu dedicato l’attuale ospedale di Perugia, al quale però è poi stato cambiato il nome.

Per quanto sopra, si chiede che la Commissione Toponomastica, discuta e possibilmente approvi la proposta, d’intitolare la rotatoria, vicino l’ospedale confinante con Via Vittorio Trancanelli  a Raffaello Silvestrini”.