Mostra il fondoschiena allo Stadio Rocchi: Daspo e sanzione amministrativa per tifoso del Pontedera

(NewTuscia) – VITERBO – Aveva pensato bene  di schernire i tifosi avversari mostrando loro le proprie nudità, ma non immaginava  che tale gesto gli avrebbe causato l’inibizione all’ingresso negli stadi e una multa salatissima . Protagonista della vicenda un tifoso del Pontedera che, il 9 ottobre scorso,  allo stadio Rocchi, durante l’incontro di calcio valevole per il campionato di Lega Pro, Girone A, Viterbese/Castrense- Pontedera, dopo aver inveito contro  i tifosi viterbesi assiepati sulla tribuna centrale dell’impianto, si calava i pantaloni mostrando loro il fondoschiena in segno di scherno.

L’immediato intervento delle Forze dell’Ordine presenti all’interno dello stadio conteneva la veemente razione dei tifosi locali impedendo che la provocazione del tifoso del Pontedera potesse causare  disordini ben più gravi della semplice reazione verbale attuata dai tifosi viterbesi.

A seguito delle immediate indagini condotte dalla Digos della Questura di Viterbo, diretta dalla Dr.ssa Monia MORELLI, il tifoso del Pontedera , un disoccupato di 42 anni appartenente ai gruppi della tifoseria organizzata della squadra toscana , è stato compiutamente identificato grazie alle riprese dell’impianto di video-sorveglianza dell’impianto sportivo “E.Rocchi” e  alla  collaborazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pontedera.

Nei suoi confronti , in considerazione della condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza, minaccia o di intimidazione,  tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o da creare turbativa per l’ordine pubblico, sono state immediatamente avviate le procedure amministrative per l’irrogazione della misura del Divieto di Accesso alle Competizioni Sportive  (DASPO) da parte del Questore di Viterbo,  che costringerà il tifoso a stare lontano dagli stadi per un anno.

Ma tutto questo non  basta. Il sostenitore del Pontedera dovrà inoltre provvedere al  pagamento  di una somma che va dai 5.000 a 10.000 euro,  in quanto risponde  dell’ex reato penale di atti contrari alla pubblica decenza che,  in virtù della depenalizzazione intervenuta nel corrente anno, costituisce illecito amministrativo.