(NewTuscia) – ROMA – “La situazione del trasporto pubblico romano versa oggi in una condizione davvero critica. Probabilmente la situazione più critica cha a memoria si ricordi”.

Questa l’opinione espressa dal segretario confederale dell’Ugl, Valentina Iori, e dal segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Milloch, nel corso dell’audizione odierna presso la VIII Commissione Lavori pubblici, Comunicazioni del Senato sulle problematiche di Atac Spa e del Trasporto pubblico locale a Roma.

“La città di Roma – spiegano – non ha mai cercato né realizzato soluzioni per alleviare le difficoltà del trasporto pubblico locale. Poche corsie preferenziali, non funzionali, senza controlli adeguati; non c’è lotta efficace alla sosta selvaggia, né condizioni semaforiche capaci di favorire il passaggio dei mezzi. L’evasione tariffaria è un fenomeno fin troppo diffuso. Le istituzioni continuano a ricorrere a concetti generici ed astratti, come i costi standard,  impossibili da definire, visto il tessuto urbano”.

“E’ grave, in questo contesto, la situazione di Atac: le gestioni passate non hanno fatto che aggravare, con responsabilità, il meccanismo generale di una partecipata da cui dipende il destino di migliaia di dipendenti, oltre l’indotto. Ma le difficoltà non nascono oggi. La situazione attuale è figlia di un passato antico e più recente, dove l’azienda romana è stata trattata da parterre politica o industriale, senza che le scelte prese fossero sane per l’azienda.

Da tempo l’Ugl Autoferrotranvieri denuncia l’inefficienza delle vetture di superficie a svolgere il servizio, lo stato preoccupante della manutenzione dei mezzi aziendali ben al di sotto degli standard minimi di sicurezza, la disorganizzazione ormai strutturale della maggior parte degli ambiti operativi, la situazione patrimoniale ogni giorno più grave, frutto di decisioni irresponsabili ed insensate, che trovano le loro origini in un passato non così recente, il tutto accompagnato da una gestione manageriale spesso impreparata, oppure spesso, come nell’ultimo periodo Rettighieri–Rango, rivolta a tutt’altro interesse che quello aziendale, penalizzando la città e l’utenza. Menzione particolare meritano, poi, i lavoratori, gli operativi di Atac  SpA: sono stati abbandonati nelle fauci di una macchina mediatica che li ha dipinti fautori del disservizio romano di fronte agli occhi di tutti. Chiediamo che si intervenga per ridare la giusta dignità alla loro professionalità, offesa fino ad oggi”.

” I commissariamenti non sono necessari, né sono una via percorribile. Le soluzioni per Atac Spa ci sono – concludono Iori e Milloch – e sono ancora nelle mani dell’azienda. Ma questo solo se l’azienda vorrà applicare una gestione oculata dei costi e procedere con una riorganizzazione delle dinamiche produttive del personale. Per essere gestita al meglio e poter far fronte alle proprie responsabilità, occorre il coraggio di intraprendere azioni che finalmente si preoccupino esclusivamente dell’interesse di Atac e del servizio che all’utenza va garantito, con senso del dovere e responsabilità”.