“Comunicare la custodia della natura in un mondo interculturale” all’Universita’ della Tuscia

Stefano Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – L’Unione Cattolica Stampa Italiana – Lazio ha organizzato un Convegno all’Università degli studi della Tuscia (Viterbo) (Unitus) sul Tema: “Acqua ed Inquinamento dell’Informazione”. L’evento si svolgerà presso l’Aula Magna del Rettorato  venerdì 28 ottobre 2016 .

Stefano Stefanini
Stefano Stefanini

Nella presentazione del presidente UCSI Viterbo Mario Mancini si sottolinea come l’iniziativa abbia per finalita’ l’aggiornamento degli operatori della comunicazione sul corretto modo di presentare il vitale problema dell’approvvigionamento idrico e dell’utilizzazione della risorsa idrica nel contesto di una richiesta crescente a fronte di una disponibilità decrescente.  Verrà approfondito il caso emblematico  della provincia di Viterbo.

Altra finalità dell’incontro formativo è quella di  sviluppare un’opportuna  sinergia tra operatori della comunicazione e quelli delle scienze della terra allo scopo di migliorare l’informazione per la popolazione.  I Relatori sono professionisti dell’Informazione, Ingegneri e Legali esperti nella Depurazione, Geologi e Idrologi accomunati da una visione innovativa dell’Uso e del Riciclo della risorsa “Acqua.”

Come operatori dell’informazione e direttori di testate giornalistiche – chi scrive aderisce all’UCSI di Viterbo ed è direttore responsabile della rivista “Il Centro Italia” e vicedirettore del giornale on-line newtuscia.it,  mi auguro che avremo modo di richiamare   la così detta “Carta di Olbia” elaborato dai colleghi  dell’UCSI in materia di Informazione e Tutela Ambientale.

A conclusione del  convegno “Informazione e tutela dell’ambiente”,  i giornalisti dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, riuniti il 18 ottobre 2015 a Olbia, Tempio Pausania e Porto Cervo  – dopo avere ascoltato numerose relazioni di esperti, autorità e protagonisti sui disastri ambientali che hanno funestato questa parte della Sardegna negli ultimi anni e averne ricordato le vittime, e ispirandosi alle proposte e agli stimoli della Lettera enciclica di Papa Francesco Laudato Si’  –  hanno approvato una dichiarazione destinata a trasformarsi in una Carta deontologica sulle tematiche della tutela ambientale e l’informazione.    Il convegno dell’Unione Cattolica Stampa Italiana  “Informazione e tutela dell’ambiente” di Olbia si era concluso con una dichiarazione sull’impegno di vigilanza dei giornalisti sulle politiche di tutela ambientale e sul contrasto dei danni ambientali, che prende il nome di “Carta deontologica di Olbia”.

Anche in relazione alle tematiche  dell’approvvigionamento idrico e dell’utilizzazione della risorsa idrica nel contesto di una richiesta crescente a fronte di una disponibilita’ decrescente è  opportuno richiamare  le indicazioni  del  documento di Olbia  quando prende atto che “nella odierna realtà dei sistemi di comunicazione, caratterizzata da rumore dispersivo e da mezzi personali di connessione che spingono all’individualismo, la professione giornalistica conserva un ruolo insostituibile a favore della coesione sociale, della legittimazione della politica in contrasto con la regressione populista, della possibilità concreta di reinventare le ragioni di fondo della pace e del vivere civile, anche di fronte a fenomeni epocali come il riscaldamento globale e le migrazioni. Appare evidente che pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse, e che la questione ambientale presenta un punto di rottura.

Noi siamo convinti – si legge ancora nel documento dell’UCSI – che i giornalisti debbano svolgere un ruolo importante nel sollecitare la società a affrontare questi problemi, e che così facendo i giornalisti stessi possano trovare risposte a quella carenza di credibilità della categoria che è forse la causa principale della crisi professionale.

Il diritto alla terra e alla sua salvaguardia sono beni indisponibili. La corruzione e l’egoismo individualistico ne ostacolano il rispetto. Il controllo  democratico dei cittadini sul potere politico si esercita anche attraverso l’informazione corretta e puntuale della stampa sulla tutela ed i rischi che corre l’ambiente .

“Gli amministratori pubblici, gli imprenditori, chiunque abbia poteri rilevanti è chiamato a operare in modo trasparente e responsabile”.

I singoli cittadini – proseguono i giornalisti dell’UCSI – devono maturare la consapevolezza che ogni nostra azione ambientale avrà conseguenze sul futuro dei nostri figli.   Noi giornalisti proviamo dunque a fare un esame di coscienza. Sappiamo svolgere il nostro ruolo di “cani da guardia” nella società civile?

Ci limitiamo a rincorrere la cronaca, o facciamo un giornalismo di inchiesta, di investigazione, sui fenomeni che riguardano la vita di tutti? Di fronte ai fiumi che non si puliscono, ai ponti mal costruiti, alle costruzioni erette dove non dovrebbero esserci, raccontiamo o stiamo zitti? O piuttosto siamo portati a scaricare le responsabilità delle carenze informative sui nostri editori? Siamo convincenti nel mostrare modelli virtuosi di comportamenti pubblici e privati, o piuttosto consideriamo ogni doverosa attenzione educativa come estranea alla nostra missione professionale?  Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e comunale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali. E come può esercitarsi questo potere dei cittadini in assenza di una informazione corretta? Come si può realizzare un dibattito ampio e approfondito sulle analisi di impatto ambientale dei nuovi progetti, non alterate da tentativi di corruzione o di pressioni indebite, in assenza di meccanismi trasparenti di informazione pubblica professionalmente certificata? Per realizzare politiche condivise, occorre che tutti siano adeguatamente informati nella prospettiva del bene comune.  Per diffondere la nuova cultura ecologica – prosegue – i giornalisti devono approfondire le proprie competenze con un approccio interdisciplinare, e promuovere alleanze responsabili con chi analizza fenomeni complessi e fornisce interpretazioni e previsioni.

La professione giornalistica avrà un futuro solo attraverso la riscoperta della sua utilità sociale e della capacità di sollecitare rispettosamente le coscienze dei lettori sui temi dell’ambiente.

I giornalisti devono maturare questa consapevolezza, impegnarsi a fondo reinventando il proprio ruolo al servizio delle comunità, e imparare a far buon uso di tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a loro disposizione, che consentono di costruire con i propri lettori/spettatori un rapporto nuovo basato sulla fiducia e la credibilità. La tutela dell’ambiente – e in ntale contesto delle risorse idriche –  è un tema privilegiato in questo percorso.

Noi giornalisti -conclude la nota dell’Ucsi – vogliamo dichiarare il nostro forte impegno a approfondire e realizzare questi obbiettivi nelle nostre scelte professionali, anche attraverso nuove iniziative di formazione, e ci impegniamo a fondo perché i nostri editori maturino le nostre stesse convinzioni: il futuro della informazione professionale sta nella sua utilità sociale e, in ultima analisi, nell’esercizio concreto e responsabile di una “mediaetica”, e non nella ulteriore esaltazione di modelli consumistici già ampiamente diffusi nelle pratiche della comunicazione.

Come operatori dell’informazione  e direttori di testate giornalistiche  non possiamo che farci convinti promotori di questa dichiarazione, calandola concretamente nella nostra professione di tutti i giorni, in materia di tutela ambientale.  

Il prossimo incontro formativo programmato presso l’Università della Tuscia di Viterbo venerdi  28 ottobre, dedicato al tema  “Acqua ed Inquinamento dell’Informazione”, ” ci auguriamo saprà porre correttamente ed operativamente le  multiformi questioni della tutela  dell’ambiente, e delle risorse idriche in particolare,  al centro dell’attenzione di tutti, amministratori e cittadini.

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21